Robin Hood

Gli Ascolta Libri

Narrated by Silvia Cecchini

Abridged4 hr 42 min

Il Robin Hood della moderna leggenda e del folklore, fu ripreso da Alexandre Dumas nel suo romanzo Robin Hood il proscritto, scritto nel 1863, ma pubblicato postumo. Dumas si ispirò alle numerose leggende che circondavano il famoso eroe popolare. Questa versione italiana, leggermente ridotta, è della casa editrice Bietti, del 1935. Cornice musicale di Kevin Mac Leod.
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Additional Information

Publisher
Gli Ascolta Libri
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Published on
Jan 23, 2012
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Duration
4h 42m 4s
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ISBN
9781509424177
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Language
Italian
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Genres
Fiction / General
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Eligible for Family Library

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A Marsiglia Edmond incontra Mercedes (che aveva appena salutato il figlio Albert in partenza per l'Africa). I due parlano a lungo: Mercedes non odia l'uomo che ha davanti, anzi rimprovera sé stessa per le scelte sbagliate che ha fatto. Le strade dei due, un tempo giovani e felicemente innamorati, si dividono per sempre. La morte inaspettata di Édouard, il figlio di Villefort, fa però sorgere in Edmond dei dubbi sulla sua opera di 'giustiziere divino'. Queste incertezze lo portano così ad un viaggio nel passato: si reca al Castello d'If, che frattempo è diventato una sorta di museo aperto ai turisti. Qui visita la sua vecchia cella e quella dell'amico Faria. Disperatamente in cerca di un segno che possa cancellare ogni dubbio e rimorso, Dantès entra in possesso del trattato filosofico che il vecchio abate aveva scritto durante la sua prigionia. L'epigrafe del manoscritto recita: «Tu strapperai i denti al drago, tu calpesterai i leoni, ha detto il Signore.» Tali parole rincuorano Edmond, che vi vede una conferma della giustizia per ciò che ha fatto ai suoi nemici e del carattere 'divino' che aveva alla sua missione di vendetta. Danglars intanto giunge a Roma per riscuotere il credito di cinque milioni di franchi. L'intenzione del banchiere è di passare da Venezia, riscuotere una parte del denaro per poi recarsi a Vienna e stabilirvisi. Partita da Roma, la carrozza viene però intercettata dalla banda di Luigi Vampa, viene portato alle catacombe di San Sebastiano e rinchiuso nella stessa cella in cui era stato rinchiuso Albert de Morcerf. La prigionia di Danglars risulta subito molto particolare: ad ogni richiesta di cibo o bevande, questi gli vengono serviti celermente e sono di grande qualità, ma col difetto di avere un prezzo esorbitante, che Danglars, pur a malincuore, paga con assegni al portatore. Ben presto però il banchiere si stanca dello "scherzo", e domanda di parlare con Vampa che gli chiede, in cambio della libertà, cinque milioni di franchi. Danglars rifiuta. Ma col passare dei giorni la fame e la sete diventano insopportabili, così il banchiere cede. Esausto, ridotto ad uno straccio, reso disperato dalla fame, Danglars supplica Vampa di lasciargli almeno la vita; in quel momento giunge il Conte di Montecristo che, ottenuto il sincero pentimento del banchiere, gli svela la sua identità e lo perdona. Il 5 ottobre 1838 Maximilien Morrel approda sull'isola di Montecristo dove il Conte lo aspetta: l'ora della morte del giovane Morrel si avvicina. Il Conte gli fa ingerire dell'hashish, e fa entrare Valentine. Morrel, sotto l'effetto della droga, vedendo l'amata crede di essere morto. Dantès affida Haydée a Valentine chiedendole di proteggerla e di comportarsi con lei come una sorella. Egli, infatti, ora che la sua missione è definitivamente compiuta, ha intenzione di partire solo, ma Haydée gli schiude il suo cuore: la giovane greca offre a Edmond un nuovo amore e una nuova vita insieme. Finito l'effetto della droga, Maximilien si sveglia e Valentine gli rivela come sia stata salvata dal tentativo di avvelenamento da parte della matrigna e di come sia stata portata lì, dopo il finto funerale, in attesa di ricongiungersi con lui. L'indomani Montecristo e Haydée lasciano insieme l'isola. Prima di partire, Edmond lascia al servo Jacopo una lettera da consegnare a Maximilien e Valentine, in cui, tra l'altro, il Conte li rende eredi di parte della sua immensa fortuna.
Dopo aver ottenuto da Danglars la sicurezza sul matrimonio con Eugénie, Andrea Cavalcanti/Benedetto viene a sapere che Caderousse lo vuole vedere e si reca da lui. Andrea gli racconta di essere convinto che il suo vero padre sia il Conte di Montecristo e Caderousse, assai interessato alla fortuna del conte, intende derubarlo nella sua casa sugli Champs Èlysées. La sera del giorno successivo Caderousse penetra in casa di Montecristo, che però, avvertito anonimamente, è già là, assieme al suo servo Alì. Dantès, sotto le mentite spoglie dell'abate Busoni, coglie il ladro in flagrante, ma lo lascia andare. Appena uscito dalla casa Caderousse viene pugnalato a morte da Andrea. Dantès soccorre Caderousse in fin di vita, riesce a fargli firmare la denuncia contro Andrea/Benedetto, e un istante prima che spiri gli rivela la sua vera identità, ottenendo il sincero pentimento del malfattore. Intanto Beauchamp, di ritorno da Giannina, si reca a casa di Albert con un documento che prova il tradimento del padre nei confronti di Alì Pascià; Albert cade nello sconforto, ma Beauchamp, in nome della loro amicizia, promette di tenere il segreto su ciò che ha scoperto, tuttavia un giornale pubblica comunque la notizia, ed è subito scandalo a Parigi. Beauchamp racconta ad Albert cosa è successo alla Camera dei Pari dove è stato deciso un processo per stabilire la verità sul conte di Morcerf/Fernand Mondego. La commissione della Camera decide di ascoltare la testimonianza di Haydée, la quale accusa il conte di Morcerf di assassinio, tradimento e menzogna. Messo alle strette, Mondego si rifiuta di rispondere e scappa via dalla sala come un pazzo. Albert vuole vendicarsi contro colui che ha scatenato questo inferno contro il padre. Egli capisce che l’origine della notizia proviene dal Conte di Montecristo, lo incontra all'Opéra, lo incolpa per la rovina del padre e lo sfida pubblicamente a duello per il mattino successivo. La rabbia di Albert si scontra con la tranquillità del Conte, sicuro della vittoria e ben intenzionato ad uccidere il giovane, fino a poche ore prima suo amico. Mercedes, che ha seguito il figlio a teatro, si reca segretamente a casa di Montecristo e gli chiede di risparmiare Albert, in nome dell'amore che un tempo li legava. Durante questo colloquio Edmond le rivela la verità sul suo arresto e sull'imprigionamento, le spiega che il suo compito adesso è vendicarsi per quei quattordici anni di prigione e di sofferenze. Ma alla fine il Conte cede davanti alle richieste di colei che ha tanto amato: affronterà dunque Albert in duello, ma con l'intento di farsi uccidere e così risparmiare il giovane. Edmond scrive il testamento, dice addio a Haydée, si congeda da amici e servitori. Il mattino dopo, sul campo del duello e alla presenza di testimoni, inaspettatamente Albert si scusa con il Conte; Mercedes infatti, per salvare la vita ad Edmond, ha rivelato tutta la verità al figlio. Albert e la madre progettano poi di abbandonare la loro casa e di partire per ricostruirsi una vita. Albert partirà per l'Africa come soldato mentre Mercedes tornerà ad una vita solitaria a Marsiglia nella casa del vecchio padre di Dantès, donatale da quest'ultimo. Mentre i due stanno facendo i preparativi per la partenza, il conte di Morcerf, ormai caduto in disgrazia, si reca da Montecristo per affrontarlo in duello. Edmond si rivela a Morcerf come Dantès: sconvolto, Fernand fugge ma, arrivato a casa, vede figlio e moglie che se ne vanno senza un saluto. Distrutto per la perdita di tutto ciò che aveva, Fernand si spara.

1815. Edmond Dantès, marinaio di diciannove anni, sbarca a Marsiglia dopo aver preso, da secondo, il comando della nave Pharaon. Qui gli viene confermato dall’armatore Pierre Morrel, proprietario della Pharaon, che verrà ufficialmente nominato capitano: ma questa non è l’unica buona notizia, Edmond può infatti finalmente riabbracciare il suo povero e vecchio padre e sposare la donna che ama, la catalana Mercedes. Tuttavia, prima ancora che il matrimonio venga celebrato, viene arrestato con l’accusa di aver tramato come agente bonapartista. Edmond è innocente, l’unica colpa che può essergli attribuita è quella di aver fatto scalo con la nave all’Isola d’Elba, dove si trova prigioniero Napoleone, e aver accettato di consegnare una lettera ad un uomo senza sapere che si trattava di un carteggio tra bonapartisti. Dietro l’odioso inganno vi sono alcuni uomini: Danglars, anch’egli in servizio sulla Pharaon, invidioso che Dantès sia stato nominato dal capitano morente come suo successore, l’avido sarto Gaspard Caderousse, vicino di casa del padre, che nutre anch’egli sentimenti ambigui per le fortune di Edmond e Fernand Mondego, un cugino di Mercedes che cerca senza successo di concupire la ragazza, promessa sposa di Edmond. Ad essi si aggiunge il giovane procuratore dalla dubbia morale che ha accolto la denuncia: Gerard de Villefort. Villefort rendendosi conto della sincerità di Dantès, cerca di chiudere la faccenda facendosi consegnare la lettera ma, una volta scoperto che il destinatario è suo padre bonapartista e non potendo denunciarlo, decide di bruciare la lettera e mandare avanti la condanna a Dantès, che viene imprigionato al castello d’If, prigione di Stato in un isolotto al largo di Marsiglia dove è destinato a passare il resto dei suoi giorni. 

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