Ritratto di signora

Gli Ascolta Libri

Narrated by Silvia Cecchini

21 hr 42 min

Henry James (1843-1916) è stato uno scrittore americano noto per i romanzi già strutturati in modo moderno: l’uso del punto di vista soggettivo, del monologo interiore ne sono testimoni. Nato in una famiglia di intellettuali, in questo romanzo, pubblicato nel 1880, è portato a insistere più su sensazioni, pensieri, motivazioni, che non su dialoghi e azioni. La protagonista del romanzo è una donna americana dilaniata fra ruolo convenzionale e spirito moderno, e il suo spostarsi dall’America all’Europa riflette questa lacerazione. Il romanzo è ambientato per molta parte a Firenze e Roma, dove viene descritta la vita degli anglosassoni in Italia nella seconda metà dell’ottocento, vissuta come in uno scenario “bello” e come la possibilità di essere toccati dall’arte. Possibilità che però, evidentemente, non fa realizzare ai protagonisti quella felicità di cui sono in cerca, poiché l’arte diviene collezionismo e denaro, e il “bello” viene contenuto in giardini ben regolati, così come le convenzioni delle tradizioni regolano e limitano la sensibilità della protagonista.Cornice musicale: Loch Lomond, arrangiata da Kevin Mac Leod.
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Publisher
Gli Ascolta Libri
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Published on
Nov 4, 2014
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Duration
21h 42m 24s
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ISBN
9781509425037
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Language
Italian
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Genres
Fiction / General
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Una giovane istitutrice viene assunta per prendersi cura di due orfani in una antica dimora della campagna inglese: Flora, una bambina di 8 anni, e Miles, un ragazzino poco più grande. I bambini sono adorabili ma l’istitutrice ha il cosiddetto 'sesto senso' cioè vede aggirarsi attorno alla dimora di campagna i fantasmi di due persone defunte che hanno lavorato l’anno prima per quella stessa famiglia. La descrizione delle due persone fatta alla signora Grose che da anni lavora per la famiglia, è precisa per cui dobbiamo pensare che la giovane non si inventi nulla e che in effetti veda i due morti. L'istitutrice dice anche che hanno cattive intenzioni, lo 'sente'; e sente che il loro interesse è per i bambini e che lei stessa ha l'obbligo di proteggerli. "Il giro di vite" è forse il più celebre tra i romanzi brevi di Henry James, ai classici motivi del racconto nero, in parte 'gotico', James unisce una sottile ed elegante indagine psicologica, consegnando uno dei più suggestivi racconti del mistero, un intricato e seducente gioco psicologico. Ogni singolo dettaglio, ogni sfumatura del cielo sopra la tenuta di Bly, ogni sussurro o scricchiolio di porta ci cattura nella rete che James ha appositamente creato per noi per poi, alla fine, lasciarci con quella sensazione di chi si desta bruscamente dal sonno... Era un sogno o frammenti di una realtà troppo raccapricciante per essere accettata? Resta fino alla fine un dubbio: qual è il vero tema del racconto? Sono i fantasmi? Sono immagini mentali della narratrice? Come dice Borges, è inutile chiederselo: James voleva proprio creare questo "gioco" e lasciare un dubbio che non ci abbandona neppure al termine dell'ascolto. La lettura equilibrata, quasi sussurata e molto 'british' di Alberto Rossatti fa rivivere le atmosfere ghost che appassionarono lettori e critici tra '800 e '900. Il romanzo è stato talmente popolare fin dalla sua pubblicazione (1898) che fino ad oggi ne sono state ricavati molti adattamenti cinematografici (celebre il film 'The Others' di Alejandro Amenabar con Nicole Kidman), televisivi, musicali e perfino fumetti (Crepax). Traduzione di Alberto Rossatti, illustrazione di copertina di Marlene McLoughlin.
Una giovane istitutrice viene assunta per prendersi cura di due orfani in una antica dimora della campagna inglese: Flora, una bambina di 8 anni, e Miles, un ragazzino poco più grande. I bambini sono adorabili ma l’istitutrice ha il cosiddetto 'sesto senso' cioè vede aggirarsi attorno alla dimora di campagna i fantasmi di due persone defunte che hanno lavorato l’anno prima per quella stessa famiglia. La descrizione delle due persone fatta alla signora Grose che da anni lavora per la famiglia, è precisa per cui dobbiamo pensare che la giovane non si inventi nulla e che in effetti veda i due morti. L'istitutrice dice anche che hanno cattive intenzioni, lo 'sente'; e sente che il loro interesse è per i bambini e che lei stessa ha l'obbligo di proteggerli. "Il giro di vite" è forse il più celebre tra i romanzi brevi di Henry James, ai classici motivi del racconto nero, in parte 'gotico', James unisce una sottile ed elegante indagine psicologica, consegnando uno dei più suggestivi racconti del mistero, un intricato e seducente gioco psicologico. Ogni singolo dettaglio, ogni sfumatura del cielo sopra la tenuta di Bly, ogni sussurro o scricchiolio di porta ci cattura nella rete che James ha appositamente creato per noi per poi, alla fine, lasciarci con quella sensazione di chi si desta bruscamente dal sonno... Era un sogno o frammenti di una realtà troppo raccapricciante per essere accettata? Resta fino alla fine un dubbio: qual è il vero tema del racconto? Sono i fantasmi? Sono immagini mentali della narratrice? Come dice Borges, è inutile chiederselo: James voleva proprio creare questo "gioco" e lasciare un dubbio che non ci abbandona neppure al termine dell'ascolto. La lettura equilibrata, quasi sussurata e molto 'british' di Alberto Rossatti fa rivivere le atmosfere ghost che appassionarono lettori e critici tra '800 e '900. Il romanzo è stato talmente popolare fin dalla sua pubblicazione (1898) che fino ad oggi ne sono state ricavati molti adattamenti cinematografici (celebre il film 'The Others' di Alejandro Amenabar con Nicole Kidman), televisivi, musicali e perfino fumetti (Crepax). Traduzione di Alberto Rossatti, illustrazione di copertina di Marlene McLoughlin.
Northanger Abbey fu il primo romanzo di Jane Austen ad essere pubblicato anche, se in precedenza erano già state stese delle versioni di Orgoglio e pregiudizio e di Ragione e Sentimento. Il suo titolo originario, Susan (nome della protagonista che fu poi mutato in Catherine) fu rivisto per la stampa dalla Austen nel 1803, e venduto ad un editore che decise poi di non pubblicarlo. Nel 1816, il manoscritto fu ricomprato dal fratello dell’autrice (Henry) per la stessa cifra (dieci sterline) per cui era stato comprato, e l’editore fu ben contento di rivenderlo, senza sapere che la sua autrice era la stessa che aveva già pubblicato quattro romanzi di successo (che erano state pubblicate sotto anonimato, come tutti i romanzi della Austen). La revisione finale della Austen avvenne dunque nel 1816, ma Jane morì l’anno dopo, e il romanzo fu pubblicato postumo, col titolo deciso probabilmente dal fratello, insieme all’altro romanzo postumo “Persuasion”, in un set di 4 volumi complessivi.Il libro è fondamentalmente una parosia dei romanzi gotici, tant’è che viene spesso citato “Il castello di Udolfo” di Ann Radcliffe, e che viene esposto esplicitamente il punto di vista dell’autrice al riguardo. Si può immaginare che quest’opera fosse intesa come umoristica per rallegrare le riunioni familiari; è considerata il più leggero dei suoi lavori.La disinvoltura, inoltre, con cui l’autrice parla direttamente al lettore in modo confidenziale ci fa conoscere il pensiero dell’autrice a quei tempi, che purtroppo non puàò essere desunto dalle sue lettere private, bruciate dopo la sua morte. Cornice musicale: Primo movimento della Sinfonia “Eroica” di Ludwig van Beethowen.
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