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 La riscoperta prima e la nuova consacrazione poi del Liberty in Italia, in questi ultimi anni, porta anche il nome di Andrea Speziali. La terza edizione del Volume riassuntivo e celebrativo del grande concorso fotografico “Italian Liberty” prende luce sin dalla copertina con la splendida immagine vincitrice.
All’interno oltre 500 foto provenienti da 134 partecipanti degli oltre mille iscritti. 500 fotografie, dunque, selezionate tra oltre 10.000 immagini che sono giunte alla segreteria del Premio.
Lo straordinario successo della premiazione annuale all’Hotel Corallo di Riccione e la sempre maggiore partecipazione di fotografi e appassionati di tutta la Penisola sanciscono la riuscita di quello che è oramai diventato un vero e proprio censimento del Liberty italiano.
Presenti nel volume, ovviamente, gli scatti dei 20 vincitori nelle tre categorie: Liberty in Italia, The word Art Nouveau e Video. Prestigiosa la giuria presieduta da Vittorio Sgarbi con Cecilia Casadei, Vera Agosti, Manuela Valentini e Paolo Manazza.
Arricchiscono il volume 12 straordinari saggi sulle principali (ma anche sulle meno conosciute) realtà del Liberty italiano: dalle opere di Sommaruga a Milano, la “bella morte” nel cimitero di Staglieno a Genova, il villino Conti a Civitanova Marche poi Villa Zanelli a Savona, il capolavoro del Liberty italiano del quale si è tanto parlato a causa del proprio attuale degrado, sino al Grand Hotel di San Pellegrino Terme rappresentato negli scatti del vincitore Sergio Ramari e molto altro ancora.
"Ogni architettura è grande dopo il tramonto:
forse l'architettura è veramente un'arte notturna,
come quella dei fuochi artificiali."
Gilbert Keith Chesterton


Sin dalla fine dell'Ottocento i villini d'epoca caratterizzano il tessuto urbano di Riccione, tracciandone di riflesso la sua storia.
Il vecchio borgo marinaro, che ha il suo fulcro in quel tratto della Flaminia rinominato Corso Fratelli Cervi, si espande in fretta sino alle dune, lambite dal mare. Tant'è che nel 1905 vengono censite duecento ville. Un patrimonio edilizio che trova la forza di propulsione nelle facoltose famiglie del Centro-Nord, attratte dalla gradevolezza della ridente località balneare, dal suo clima salubre e dalla sua atmosfera vivace, allegra e ospitale. Un processo che, escluse le parentesi dei tristi eventi bellici, prosegue nei decenni, registrando un ulteriore sviluppo negli anni Venti e Trenta. Periodo in cui il Duce con la sua famiglia trascorre le vacanze a Riccione.
Avere una residenza estiva a pochi passi da quella di Donna Rachele Guidi e di Benito Mussolini, diventa appannaggio di gerarchi, imprenditori e professionisti. Riccione si arricchisce così di un considerevole patrimonio urbanistico, in buona parte cancellato nel tempo da quel processo d'innovazione che tuttora lo mette a repentaglio. Sono centinaia i villini demoliti nel dopoguerra per lasciare spazio a pensioni e alberghi che hanno segnato il boom del turismo popolare.
In questo contesto s'inserisce la storia di Villa Antolini sulla quale il giovane autore Andrea Speziali ha svolto una certosina e meticolosa ricerca, che guida il lettore negli ambienti di quel "monumento" in stile Liberty, a Riccione davvero raro.
Tra dettagli architettonici, interni ed esterni, attraverso una serie di rare immagini e una puntuale descrizione, turisti e residenti potranno così visitare idealmente le stanze di quel simbolo della Bella époque riccionese che resiste all'evoluzione urbanistica della città.
Al nostro autore va dato merito di questo studio e soprattutto di aver scoperto che a firmare il progetto del fabbricato, autentico "gioiellino" incastonato tra il boulevard del Lungomare della Repubblica e Viale Milano, è stato Mario Mirko Vucetich, illustre architetto, nonché scrittore, scenografo e scultore di origine dalmata che operò soprattutto tra Friuli, Veneto, Emilia - Romagna e Lazio.
Una scoperta di notevole rilevanza, destinata a traghettare il nome di Riccione oltre i confini nazionali. Questa pubblicazione, attraverso la parte monografica, dedicata al futurista che ebbe contatti con Carlo Emilio Gadda, diventa così occasione anche per conoscere e rivalutare il poliedrico artista, nel tempo abbandonato.
 

(Tratto dalla Presentazione del libro di Nives Concolino)

Le Giornate FAI di Primavera sono l’evento più importante organizzato dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, un’occasione unica per scoprire tesori d’arte e natura del nostro Paese normalmente inaccessibili e sentirsi parte di una grande comunità unita dagli stessi valori e dallo stesso patrimonio culturale in cui risiede la nostra identità.
La Delegazione FAI di Savona, in occasione della 24° edizione della manifestazione, che si è tenuta il 19 e 20 marzo 2016, ha scelto di puntare i riflettori sul Liberty nella nostra provincia, un tema ancora poco conosciuto e studiato, nonostante gli alti esiti artistici raggiunti. Con questa scelta, anche la nostra Delegazione ha inteso dare il proprio contributo sulla vicenda di Villa Zanelli, considerata a buon diritto uno dei capolavori dello stile Liberty in Liguria, che versa da ormai quasi due decenni in totale abbandono, nonostante il clamore delle campagne di stampa e degli appelli sui social network che hanno mobilitato migliaia di followers.
Villa Zanelli costituisce, in queste giornate di Primavera, il fulcro intorno al quale riscoprire una stagione che ha prodotto straordinari esiti artistici nei palazzi delle vie nuove di Savona, nelle ville e nei castelli dei principali luoghi di villeggiatura della Riviera e dell’entroterra, con le splendide testimonianze di Altare.
Nell’affrontare questo percorso, ci siamo resi conto che il tema del Liberty savonese, sebbene così rilevante anche a carattere nazionale, era pressoché inesistente nella bibliografia italiana ed estera, se si escludono alcune tesi di laurea ed isolati contributi su blog locali. Abbiamo pertanto voluto cogliere l’opportunità di realizzare questa pubblicazione avvalendoci della competenza del giovane studioso Andrea Speziali, che nel suo portale Italialiberty.it sta realizzando il censimento di tutte le architetture Liberty italiane, e usufruendo del prezioso aiuto di esperti e fotografi del nostro territorio.
Il nostro auspicio è che, a riflettori spenti, le Istituzioni, i privati, le Associazioni e quanti hanno a cuore il nostro Paese, riescano a venire a capo della complessa vicenda della Villa Zanelli, promuovendo la realizzazione di quel museo del Liberty che diventerebbe sicuramente una eccellenza della città di Savona, in cerca di una nuova vocazione post-industriale, nella convinzione che investire in cultura significhi non solo salvare il nostro passato e la nostra identità, ma anche produrre ricchezza e occupazione per il territorio.

Michele Buzzi
Vice Capo Delegazione FAI Savona

 Una scoperta, una storia affascinante. L’EDUCATION SEXUELLE riunisce saggi di Autori Vari sulla prostituzione e la relativa legislazione italiana insieme alla biografia di alcuni autori delle opere in catalogo, come Alberto Vargas, Mirko Vucetich e Kolomon Moore.Testi che fanno da cornice a disegni e dipinti del Novecento, realizzati tra New York, Londra e Parigi, ritrovati a Roma dagli eredi di un appassionato. Pastelli, carboncini, matite colorate, acquerelli e chine per il trionfo della figura femminile, ora con il carattere di una raffinata sensualità, ora espressione di una anelata libertà sessuale. Le donne ritratte sono spesso quelle dei bordelli delle case chiuse tra America e Francia. Anche giovani ballerine tanto care a Toulose Lautrec, sogno proibito per molti. I temi: dal ritratto alla scena del bordello, alle varie tavole come fossero storie intitolate L’éducation sexuelle. Opere che assumono il carattere di una preziosa testimonianza, un linguaggio tra Eros e Bellezza per stili come Liberty e Art Déco. Documenti che Andrea Speziali ha esaminato e catalogato per una esposizione di successo in una nuova edizione d’arte. Gli autori: Amedeo Modigliani con l’eleganza delle sue figure femminili, Alberto Vargas, il celebre autore delle ragazze Pin-Up apparse anche sulle copertine di Playboy, di Franz von Bayros, di Agostino Carracci, di Auguste Rodin con il tratto incisivo delle sue figure, di Mirko Vucetich e il tratto riconoscibile della grafite. Testi e immagini per un nuovo capitolo della storia dell’arte e del costume. – Cecilia Casadei
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