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“In un’epoca di socializzazione eccessiva, il pessimismo e l’individualismo possono costituire un contrappeso utile agli eccessi dello spirito gregario, dello spirito di associazione, alle pretese dogmatiche dei sociologi razionalisti ed ottimisti. In un’epoca di concorrenza sociale sfrenata, il pessimismo e l’individualismo, col principio di disillusione e di rinuncia che implicano, possono agire come un calmante sulle ambizioni esasperate, e, se non arrivano fino a sopprimere la lotta, possono almeno temperare l’ardore dei belligeranti.
Infine, in una società dove gli uomini sono troppo stretti, troppo schiacciati, troppo agglomerati, l’individualismo e il pessimismo hanno il vantaggio di rappresentare una volontà d’isolamento e di separazione personale, di ripiegare le anime su se stesse, di staccarle da legami sociali fittizi ed artificiali. Allentando questi legami, isolando gli individui, essi diminuiscono tra loro i contatti e le occasioni di attriti.
Il pessimismo e l’individualismo possono dunque avere qualche effetto felice sulle relazioni umane, o almeno, se si nega alle idee ed ai sentimenti un’azione reale sull’evoluzione sociale, il pessimismo e l’individualismo possono essere considerati come sintomi di una stanchezza provocata nelle anime da un’integrazione sociale eccessiva; come una rivincita dei bisogni della vita interiore compressi e offesi sulle esigenze della vita esteriore e sociale.”

Georges Toussaint Léon Palante (1862-1925) fu sociologo e filosofo. La sua filosofia è affine alle posizioni di Max Stirner, alle quali giunse attraverso un'interpretazione non reazionaria di Nietzsche. Il pensiero di Palante si av-vicina all'individualismo anarchico: la sua analisi parte dall'individuo e dal-le costrizioni impostegli dalla società e dallo Stato che violano la “sensibilità individualista”. Di Georges Palante le Edizioni Immanenza hanno pubblicato: La sensibilità individualista; Compendio di sociologia; Pessimismo ed individualismo; La lotta per l'individuo.
“La sensibilità individualista suppone un vivo bisogno di indipendenza, di sincerità con sé e con gli altri, che non è altro che una forma dell’indipendenza di spirito; un bisogno di discrezione e di delicatez-za che procede da un vivo sentimento della barriera che separa gli io, che li rende incomunicabili ed intangibili”

“Il tratto dominante della sensibilità individualista è infatti questo: il sentimento della “differenza” umana, dell’unicità delle persone. – Lo individualista ama questa “differenza” non solamente in se stesso, ma anche negli altri. È portato a riconoscerla, a tenerne conto ed a compiacervisi. Ciò suppone un’intelligenza fine e delicata.”

“La sensibilità individualista entra inevitabilmente in conflitto con la società nella quale evolve. La tendenza di quest’ultima infatti è di ridurre il più possibile il sentimento dell’individualità: l’unicità con il conformismo, la spontaneità con la disciplina, l’istantaneità dell’io con lo spirito gregario, la sincerità del sentimento con l’insincerità inerente ad ogni funzione socialmente definita, la fiducia in sé e l’orgoglio di sé con l’umiliazione inseparabile da ogni addomesticamento sociale.”

Georges Toussaint Léon Palante (1862-1925) fu sociologo e filosofo. La sua filosofia è affine alle posizioni di Max Stirner, alle quali giunse attraverso un'interpretazione non reazionaria di Nietzsche. Il pensiero di Palante si avvicina all'individualismo anarchico: la sua ana-lisi parte dall'individuo e dalle costrizioni impostegli dalla società e dallo Stato che violano la “sensibilità individualista”. Di Georges Palante le Edizioni Immanenza hanno pubblicato: La sensibilità individualista; Compendio di sociologia; Pessimismo ed individualismo; La lotta per l'individuo.
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