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 Dalla fine della Guerra Fredda i conflitti hanno visto sempre più come protagonisti non più singoli Stati ed eserciti nazionali, bensì gruppi insurrezionali, istituzioni internazionali, organizzazioni terroristiche e bande armate. Oggi si combattono guerre a bassa intensità e spesso per procura, ma non solo con le armi. La nuova concezione di amico-nemico, specie se si considera il sempre maggiore coinvolgimento dei civili nelle guerre moderne, ha fatto si che dovessero essere riformulati, in un confronto armato, i termini strategici anche sotto il profilo psicologico, economico e sociale. Tra i primi a affrontare queste nuove tematiche militari vi sono gli analisti della scuola francese quali: Charles Larechoy, Roger Trinquier, David Galula e Jacques Hogard il cui pensiero nel presente saggio è pubblicato per la prima volta in lingua italiana, mettendo in evidenza, in primo luogo, come l’esperienza da questi maturata in Indocina e in Algeria, fra il 1940 e il 1960, servirà per comprendere la dimensione profondamente innovativa offerta, rispetto alla guerra tradizionale, del concetto di guerra rivoluzionaria. L’ampia disamina formulata nel saggio contribuisce a chiarire la centralità che esercitò su questi esperti il pensiero militare di Mao Zedong nell’elaborazione della strategia della contro-insurrezione francese, mentre l’analisi comparata delle biografia di Galula e Trinquier rivela la profonda influenza determinata dalla loro riflessione sulla strategia contro-insurrezionale americana in Vietnam. Al di là delle profonde innovazioni in ambito strategico e tecnologico delle guerre contemporanee, è indubbio che la comprensione della guerra rivoluzionaria nell’accezione francese sia ancora oggi centrale per conseguire risultati efficaci e duraturi da parte degli eserciti moderni, come in parte avvenuto in Iraq ed in Afghanistan.
L’export è rimasta la sola fonte di crescita per le imprese italiane. In un mercato interno bloccato, aumentare il fatturato è diventato uno zero-sum-game, dove le quote di mercato si possono solo rubare al concorrente mentre le vendite totali rimangono le stesse. Rispetto ai paesi di moda come Cina, Brasile, India e Russia, gli Stati Uniti offrono un sistema politico stabile, un sistema giuridico imparziale, regole di diritto certe, bassa burocrazia, infrastrutture e servizi sviluppati, una logistica impeccabile e un settore pubblico efficiente. Last but not least, gli USA si stanno avviando verso l’indipendenza energetica, un fatto che cambierà radicalmente, e per il meglio, le prospettive dell’economia americana già nel corso dei prossimi cinque anni. Il libro offre una panoramica degli elementi chiave necessari per impostare una strategia di ingresso negli USA, prendendo in esame alcune aree per l’attività di impresa all’interno del sistema americano, come la logistica, il sistema legale, l’ecommerce, la costituzione di società di diritto locale e l’apertura di esercizi commerciali. Al settore alimentare, in particolare a quello del vino, per il quale l’Italia è già il primo paese esportatore, viene dedicato un capitolo a parte. Largo spazio è riservato anche a settori tipici del nostro export, come la moda, la meccanica, gli apparecchi elettromedicali e il design. Il volume si chiude con le interviste ad alcuni imprenditori italiani che sono riusciti a esportare con successo negli Stati Uniti.
         Un’organizzazione governativa corrotta e segreta che ha il presidente nel mirino.

Un agente del Servizio Segreto che infrangerà ogni regola.

Un presidente che si innamora dell’unica persona di cui non dovrebbe: un uomo.

 

Jack Spiers, neoeletto presidente degli Stati Uniti, sin dall’inizio del suo mandato si ritrova a dover lavorare incessantemente per evitare che il mondo vada in pezzi.  

Tra gli attacchi terroristici che stanno mettendo l’Europa in ginocchio, il continuo esibizionismo aggressivo della Russia e il pantano in Medio Oriente, Jack cerca disperatamente di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale: lavorare per un mondo migliore e più sicuro.

Per l’agente speciale Ethan Reichenbach, Jack Spiers è solo un altro presidente, il terzo in dodici anni. Ethan, che dirige la scorta presidenziale ed è quindi al suo fianco tutti i giorni, si aspettava il solito politico di Washington, arrogante e presuntuoso, ma Jack lo spiazza con il suo umorismo e la sua umanità.

Ci sono regole precise che vietano che si crei un’amicizia tra un agente del Servizio Segreto e il suo protetto. Regole ferree. Inoltre, Jack è vedovo, e Ethan ha sempre evitato di innamorarsi di uomini eterosessuali, così mantiene le distanze. Ma il presidente lo attrae moltissimo e lui non è abbastanza forte da sottrarsi al richiamo.

I due uomini si avvicinano, infrangendo le regole, e il mondo è in bilico sull’orlo della guerra, mentre un’unità governativa corrotta e sotto copertura prende di mira Jack.

Ethan dovrà rischiare ogni cosa per salvare l’uomo che ha scoperto di amare, la presidenza di Jack e il mondo intero.

Questo lavoro vuole essere un aiuto per le Piccole e Medie Imprese (PMI) che considerano di fare business tramite gli Stati Uniti e negli Stati Uniti (USA). E’ una breve visione d’insieme di tematiche da considerare e non tratta il tema in maniera esaustiva.

Esso nasce per fare da guida introduttiva ed è utile ad approfondire il tema tra le aziende interessate all’internazionalizzazione negli USA e i consulenti Buoyant Capital. I consulenti sono in grado di suggerire piano di business per l’internazionalizzazione che usi la città di New York (NYC) come base principale delle attività di penetrazione del mercato statunitense e nord-americano in generale.

Intendiamo per PMI un’impresa che abbia raggiunto il punto di pareggio, abbia un’attività sostenibile, con prodotti che sono adatti al mercato internazionale, ma che correntemente vende solo al mercato domestico o nei Paesi limitrofi ai suoi confini. La PMI tipicamente ha un fatturato tra 3 e 30 milioni di Euro. Questa forbice di fatturato abbraccia una porzione molto ampia di imprese: da aziende con capitale privato (di pochi soci oppure di famiglia) a entità quotate in mercati ristretti (ad esempio AIM di Londra, Frankfurt eExchange, OTC, etc…).

Gli autori assumono che le imprese abbiano l’intenzione di condurre affari in Nord e Sud America, Est e Ovest Europa, Russia e Africa (le attività commerciali in Asia in parte sono coerenti con quanto tratteremo, ma per tali mercati vi sono altri elementi da tenere in conto, elementi che questa guida non prende in considerazione. Un consulente Buoyant Capital può trattare il caso specifico se necessario).

I suggerimenti offerti in questa guida possono essere d’interesse anche per le micro aziende a uno stadio iniziale dello sviluppo, ma molto dipende dal tipo di business e dal tipo di prodotto che s’intende offrire. I consulenti Buoyant Capital godono di estesa esperienza nel supporto alle nuove iniziative d’impresa.

Questa guida non è stata scritta per le start-up benché il lettore interessato potrà trovare comunque spunti di riflessione utili ai suoi possibili progetti di internazionalizzazione.

Anno 1954, piena Guerra Fredda: il pastore protestante Horst Kasner e la moglie Herlind Jentzsch, con un percorso inverso a quello di milioni di tedeschi, lasciano la Bundesrepublik per trasferirsi oltre Cortina. Portano con sé una bambina di poche settimane, Angela Dorothea Kasner. A molti il nome potrebbe dire poco, ma è lei, la futura Angela Merkel, che dopo un fugace matrimonio conserverà per sempre il nome del primo marito. È giusto cominciare di lì la storia della donna più potente d'Europa, perché quell'anomalo viaggio, da ovest verso est, dice molto dei poteri che si nascondono dietro Angela Merkel: gli stessi che, nell'arco di dieci anni, grazie ad una rutilante ed inarrestabile scalata, portano la sconosciuta ex-ricercatrice dell'Accademia delle Scienze di Berlino alla presidenza della CDU, per poi insediarla alla Cancelleria Federale. Da allora, dall'eurocrisi alla politica delle porte aperte agli immigrati, passando per il dossier ucraino, Angela Merkel agisce nel loro interesse.

Indice

Le due Germanie: ad ognuno il suo occupante
Dalla dottrina Hallstein alla Ostpolitik
La prima e seconda onda delle RAF, il caso Guillaume, gli euromissili
Dalla bomba all'Oktoberfest alle RAF degli anni '90, passando per la Wende
La famiglia e la gioventù di Angie: tra basi missilistiche e Libera Gioventù Tedesca
Il pastore protestante di Heidelberg e l'insegnante d'inglese d'Amburgo
Le olimpiadi di russo, la propaganda nella FDJ e quel matrimonio di cui rimane solo il cognome
La scalata
Dall'Accademia delle Scienze al Bundestag (1989-1990)
Dal ministero dei giovani alla Presidenza della CDU (1991-2000)
Il “Kommando Merkel”
Dall'opposizione a Schröder alla Cancelleria (2001-2005)
Interludio atlantista
La cancelliera e la difficile arte della mediazione
Il Medio Oriente secondo Angie
Il cane di Vladimir Putin, la guerra in Ossezia e le elezioni del 2009
Angie e l'eurocrisi
Una crisi attesa dal 1° gennaio 2002
Stati Uniti d'Europa, tornate elettorali tedesche ed il potere come stella polare
La crisi di Cipro e l'avvento di Syriza: Angie davanti all'euro-coma
Angie und die Destabilisierung der Ukraine
Abbiamo un problema di nome Russia
Datagate, quando la spia insabbia lo spionaggio
Il ruolo della Germania nel golpe ucraino e le responsabilità di Angie
Angie tra due fuochi: le sanzioni angloamericane e gli interessi dei potentati economici
Il crepuscolo della Kanzlerin
Un'altra crisi per “più Europa”: l'emergenza immigrazione
L'azzardo della Mutti: porte aperte a tutti
L'inizio della fine
Angie peggio del dio Crono: un'eredità incerta
 Nell’era della globalizzazione totale è sempre più importante comprendere come le forze economiche di un Paese si organizzino per fare dell’informazione uno strumento di sviluppo economico e di difesa dei suoi interessi vitali, tanto più che la crisi in cui siamo entrati rischia di accrescere, ancora di più, la lotta per l’accesso ai mercati mondiali. Lo scontro a livello economico si è radicato con forza soprattutto dopo la conclusione della
Guerra Fredda e si presenta come un conflitto in crescita, nel quale non solo gli attori coinvolti sono spesso tra loro interdipendenti, ma agiscono all’interno di una rete globale che non ha dei riferimenti geografici o giuridici precisi e unici, complicando ancora di più la lettura del quadro d’insieme. Per annientare il proprio nemico nella guerra economica qualunque mezzo è lecito – dalle misure protezionistiche fino allo spionaggio o alle attività di lobbying – e non vi sono strutture che determinino limiti o stabiliscano un ordine.
In particolare, con l’enorme diffusione dei mezzi di comunicazione, la guerra economica si è avvalsa sempre più di un suo strumento efficace: la guerra dell’informazione. Gli attori coinvolti, siano essi Stati o imprese, usano questo strumento per aumentare il proprio raggio d’azione a livello planetario (basti pensare alla possibilità di comunicare in tempo reale da una parte all’altra del mondo), ma anche come mezzo marcatamente offensivo (manipolando a proprio vantaggio, per esempio, le informazioni destinate ai consumatori).
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