Rosa di mezzanotte

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Annabella e il turbolento figlio diciassettenne Federico hanno deciso di passare una settimana a Roma. All’apparenza sembra un’innocua vacanza, ma non è così. Già in macchina da Bologna, diretti verso la capitale, Annabella si rende conto che il suo è un viaggio nel passato e deve fare i conti con un’estate romana di molti anni prima, quando si era innamorata di Gaetano, il padre di cui Federico non ha mai saputo nulla. Scoperta la sua identità, il ragazzo riesce a trovare lavoro nel vivaio della famiglia che da sempre gli è stata tenuta segreta. E così comincia a conoscere quel genitore silenzioso, che non ha mai avuto nella sua vita... Tra segreti, sotterfugi e inganni, alla fine dell’estate Annabella e Federico scopriranno cosa il destino ha riservato alle loro vite.
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Editore
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Data pubblicazione
29 nov 2019
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Pagine
280
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ISBN
9788833632940
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Lingua
italiano
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Generi
Fiction / Family Life / General
Narrativa / Generale
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Romance - romanzo breve (78 pagine) - Portami là dove ti ho lasciato. Proprio in riva al mare, dove un giorno mi hai avuta e poi perduta


La cena di classe a dieci anni dalla maturità è un viaggio lungo il viale dei ricordi troppo doloroso, dopo che mi sono lasciata alle spalle la nostra storia d’amore tormentata. Mi ha convinta a partecipare solo il desiderio di rivalsa nei confronti di Stefano, il ragazzo che si è fatto una vita a scapito della mia.

Tu a quella cena non ci sarai. Posso sopportare di rivedere Stefano, ma so che non potrei affrontare te, che mi hai resa donna e che io ho lasciato andare preferendo il tuo migliore amico.

Il destino, però, a volte compie scelte strane. E la vita interrotta dieci anni fa, mi aspettava proprio lì, su quella spiaggia, per riprendere il suo cammino.


Amneris Di Cesare, italiana nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per le riviste femminili Confidenze e Confessioni Donna. Ha pubblicato il saggio Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter, nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011) a cui è seguito poi l’ebook Mamma non mamma: le madri minori nell’Universo di Harry Potter (Runa Editrice, 2015); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient'altro che amare (Edizioni Cento Autori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura; nel 2014 è uscito Mira dritto al Cuore (Runa Editrice) e nel 2015 Sirena all’orizzonte (Amarganta), vincitrice del Premio Cercasi Jane nel 2013 e Magiche Rose di Fiuggi nel 2014; ha partecipato all’antologia collettiva di saggi Il Fantastico nella letteratura per ragazzi edito da Runa Editrice con il saggio Cassandra Clare e l’esalogia di Shadowhunters uscito a giugno 2016. Collabora, attraverso interviste sul mondo della scrittura e recensioni, con il blog Babette Brown Legge per voi e traduce per la rivista Inkroci. Dai primi del 2015 fino al luglio del 2018 è stata curatrice di collana per il Fantasy e Under15 e scout e traduttrice per i testi di lingua inglese e portoghese per Amarganta. Ha iniziato a esplorare il mondo del self-publishing attraverso tre romanzi woman’s fiction: Duel, Misterioso è il cuore e Figlia di nessuno. A breve pubblicherà il romanzo Rosa di mezzanotte, per goWare, nella collana curata dallo scrittore Luigi Romolo Carrino. Ha un blog, Scarabocchi, e una pagina autore su Facebook.

Vittorio è sposato da vent'anni con Anna, ma da tredici sì e no si rivolgono la parola nonostante continuino a vivere insieme.
È quindi abbastanza singolare che lui perda il lume della ragione quando lei gli comunica che vuole divorziare... e che decida di riconquistarla.

“Aprì l'armadio. Era un po' più vuoto, ma c'era ancora la maggior parte dei suoi vestiti.
C'era l'abito rosso che aveva messo a Natale per la festa dello studio.
Con quello aveva fatto girare la testa a tutti i soci e anche a diversi clienti.
Per una settimana non avevano fatto altro che ripetergli che gran gnocca fosse sua moglie, tutti laureati, eh, mica buzzurri!
E lui a incassare con superficialità, perché quella gran gnocca non la toccava da tredici anni e a momenti nemmeno ci parlava.
E volendo essere proprio puntigliosi, sua moglie non era una gran gnocca, sua moglie era la donna più bella e affascinante che avessero mai visto, quei deficienti trogloditi!... solo che quando si vestiva di rosso poteva indurre un monaco evirato a gettare il saio alle ortiche.
Prese mentalmente nota di evirare il tizio con cui voleva uscire Anna. Il programma era semplice: scoprire chi fosse e castrarlo. A volte la soluzione di enormi problemi è a dir poco elementare.
Si costruì nella mente l'immagine di Anna com'era la sera prima seduta nel suo studio.
I jeans chiari le fasciavano le gambe snelle, la maglietta scollata mostrava quel bel seno che se ne infischiava della forza di gravità, il cardigan grigio si appoggiava appena sulle spalle esili. Aveva sempre avuto una classe fuori dal comune ed era sempre stata di una bellezza abbacinante.
Che Anna fosse così maledettamente bella era stata la sciagura, madre di tutte le sciagure.
[...]
Non riusciva nemmeno a guardarla.
Non la guardava da talmente tanto tempo e improvvisamente sentiva un desiderio spasmodico di imprimersi il suo viso negli occhi, di toccare il suo corpo, di prendere qualcosa da tenere per ricordo. Come faceva lei a essere così fredda?
Quando era diventata così spietata?
- Da quanto tempo ci pensi? - le chiese.
- A cosa? -
- A lasciarmi -
- Non stiamo più insieme da almeno tredici anni -
- Tredici anni un mese e sette giorni – precisò lui. Lei sgranò gli occhi. Era evidente che lui si riferiva all'ultima volta che erano stati a letto insieme. Arrossì.
Diego Suarez è un interessante caso di statistica genetica.
Nato dall'incrocio tra una prostituta tossicodipendente e un violento spacciatore di origine argentina, sarebbe stato il candidato ideale ad aggiudicarsi una personalità su misura per la vita nei bassifondi, invece il patrimonio genetico dei suoi genitori lo ha colpito solo di striscio.
Con un'intelligenza superiore alla media, un sorprendente talento musicale e tanto cinismo da sopravvivenza, approda a otto anni nella vita di Maddalena Maschieri, la sua mamma adottiva. Insieme a lei e a Giovanni Dalfiume, il marito, trova un equilibrio e una stabilità che non credeva possibili. A sconvolgere di nuovo la sua esistenza sarà la nascita di Elena, figlia di Maddalena e Giovanni: l'amore della sua vita.

Diego si era seduto sul letto a guardare intensamente il muro.
Ogni volta era peggio.
Ogni volta che tornava a casa, la marea si alzava, da lì all'annegamento non mancava poi molto.
- Si può sapere che hai? - domandò lei. Gli si era piantata davanti.
Tutto e niente.
- Isobel. Mi devi dare una mano con lei, Elena.
Era parte del problema, un'aggravante, diciamo.
Lei si appoggiò allo stipite della porta del bagno e gli sorrise di traverso, come se stesse fiutando un vantaggio.
Era scalza e i suoi piedi magri e bianchissimi spuntavano dai jeans aderenti che salivano fino a confinare con una maglietta rosa un po' troppo scollata e un po' troppo trasparente. E anche troppo corta, a voler essere pignoli.
- Mettiamo le cose in chiaro, Maschieri, per me non è cambiato niente in questi dieci anni.
Diretta e spietata. Lo erano tutti in famiglia, la cosa aveva i suoi vantaggi, ma le tranvate sui denti non mancavano mai.
Diego deglutì.
- Sono innamorata di te e credo che la cosa non sia destinata a modificarsi, per cui se mi vuoi intorno è a tuo rischio e pericolo.


Sono passati otto anni da quando Elia e Chiara si sono conosciuti ed è stata una vera e propria agnizione, uno di quegli incontri che sigilla il cuore e strega il destino.

- Non devi farti idee su di me – lo avvisò.
- Quali idee? -
- Idee romantiche -
- Mai avuto idee romantiche su di te – mentì lui.
- Che balla -
- Avevo, e ho, idee erotiche su di te -
- Sono stata sposata con un attore: o menti come si deve o lasci perdere -
- Facciamo così, – propose lui sempre ridendo – stessa regola per entrambi: niente programmi oltre le dodici ore -
- Hai intenzione di provare a sedurmi? - il buio aiutava parecchio.
- Non nelle prossime dodici ore -
- Quindi non è un'erezione quella che sento contro la mia schiena... -
- No, quella è un'erezione... devi solo non farci caso... -
- Tu non ci fai caso? - si voltò per guardarlo anche se sapeva che non avrebbe visto niente, sentì però il suo fiato più vicino, lo sentì sulla punta del naso e sulle labbra.
- Non dico che sia facile, ma ho dovuto farci l'abitudine, perché non sono ancora riuscito a far capire al tizio che tengo nelle mutande che non deve drizzarsi tutte le volte che ti vedo... o ti penso... -
- Io sono troppo depressa per provare desiderio sessuale – gli confessò in quel buio che rendeva tutto quasi facile.
- Lo so. Passerà... la depressione, intendo -
Il vento ululò tra i rami una sorta di richiamo, si udì la porta del rifugio sbattere.
- In montagna si va a letto presto – disse Elia spostandosi di più verso di lei.
- Sono le nove e mezza, se pensi che possa addormentarmi adesso, devi essere ubriaco -
- Scommettiamo? -
Chiara non rispose perché, per la prima volta dopo la morte di Lorenzo aveva sonno senza pillole.

"Endorfine" segue in ordine cronologico le vicende narrate in "Re Artù, Ginevra, Coso e la sgualdrina", le due storie possono però essere lette separatamente.
Un uomo comune, una donna particolare.

“E perché non ti piace il sesso?” A Giorgio sembrava di essere Socrate che interrogava i discepoli.
“È troppo umido.”
Quel che restava del ghiacciolo di Giorgio si staccò dallo stecchino e si abbatté al suolo.
C'erano mille modi con cui Giorgio avrebbe potuto reagire, e tra questi c'era anche scoppiare a ridere, ma si trattenne e optò per continuare a fare il Socrate curioso.
“Umido? In che senso?” domandò.
“Sperma, fluidi vaginali, sudore, saliva...”
“Ah in quel senso.”
Rimanere seri stava diventando un’impresa.
“A me tutto quel bagnato non piace molto” precisò Agata.
“Pare però che tutto quel bagnato sia fondamentale per la buona riuscita della ehm… faccenda. Almeno, così ho sentito dire.”
“Come sarebbe che hai sentito dire? Hai un figlio, lo saprai per certo, no?”
“Era per dare autorevolezza all'informazione. Sono abbastanza sicuro che un buon tasso di umidità sia indispensabile.”
Agata sembrava perplessa.
Aveva sperato che Giorgio la pensasse come lei. Non che avesse intervistato molta gente sull'argomento, ma aveva la sensazione che agli altri tutta l'umidità coinvolta nel sesso piacesse parecchio. Insomma, tanto per cambiare, quella strana era lei.
Anche il ghiacciolo di Agata era finito, Giorgio le sfilò di mano lo stecchino senza sfiorarle nemmeno le dita e li posò uno sopra l'altro sul bracciolo del dondolo.
“Visto che siamo in vena di confidenze” proseguì lui, “sei per caso vergine?”
“Ma no!” esclamò lei, scandalizzata. “Ho trentadue anni!”
“Non sarebbe mica un crimine.”
“L'ho già fatto tre volte…” Il tono un po' spavaldo era decisamente fuori luogo, ma tutta Agata era così, per cui non c'era niente di nuovo.
“Addirittura tre!” Colpo di tosse. Ridere stava diventando un bisogno impellente.
“...e con tre uomini diversi. È stato appiccicoso e molliccio. Conclusione: non fa per me.”
“Il molliccio non mi torna.”
Giorgio s'era messo due dita negli occhi per resistere.
“Sai quando sei lì... e l'altro trema...”
“Mh...”
“Non è molliccio?”
“Dipende.”
“Comunque, immagino sia soggettivo” concluse Agata.
“Sì. Decisamente soggettivo” confermò Giorgio.

Giorgio, 44 anni, di mestiere fa l'agronomo ed è divorziato.
L’estate che incombe su Torino gli porta una grossa preoccupazione: dovrà trascorrere due mesi con il figlio Emanuele, un adolescente affetto da una leggera forma di autismo.
Un pomeriggio, quando le cose si complicano, nella mansarda sopra il loro appartamento arriva Agata, una modella con una personalità “particolare” e le certezze di Giorgio vanno a farsi un giro.
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