Banca tech. La rivoluzione tecnologica nel credito vista dai vertici del sistema bancario

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Fra dieci anni esisteranno ancora le banche? O la tecnologia le spazzerà via per sempre?
Il rischio è concreto e la rapidità con cui evolve il settore del fintech alimenta il dubbio.

Il settore, che da secoli è al centro del sistema capitalistico, alimentando progetti e promuovendo innovazione, rischia di cambiare profondamente, addirittura di scomparire. Prestare denaro all’epoca dei cosiddetti tassi zero, non è più remunerativo. Trasferire denaro – operazione che per anni ha fruttato laute commissioni – è diventato un gioco da ragazzi: basta una «app» per superare ostacoli spazio-temporali. Così agli istituti di credito negli ultimi dieci anni si è ristretto il perimetro della operatività. E nel prossimo decennio? Undici protagonisti del credito rispondono agli interrogativi sul futuro del settore.
Una cosa è certa, se le banche sopravviveranno saranno molto diverse da come le abbiamo conosciute.

Da un’idea di Liuc – Università Cattaneo, Fondazione Corriere della Sera e L’Economia, con il contributo di Fondazione Comunitaria del Varesotto, Aifi (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) e Kpmg, è nato «Banca Impresa 2030», Osservatorio sul cambiamento del rapporto tra banca e impresa, alla luce del continuo progresso tecnologico registrato negli ultimi anni.

Lo Steering Committee dell’Osservatorio, incaricato di promuovere e moderare gli incontri tematici previsti, è composto da Anna Gervasoni, Anna Maria Tarantola, Giovanni Gorno Tempini, Daniele Manca e Stefano Righi. p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica}
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Editore
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Data pubblicazione
12 nov 2018
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Pagine
183
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ISBN
9788881953172
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Lingua
italiano
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Generi
Business ed economia / Banche e attività bancaria
Business ed economia/Finanza/Generale
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Dopo quattro anni di recessione i testi sulla crisi non mancano. La maggior parte però propone ricette per salvare l’euro da se stesso, modificando le regole europee. Ne mancava uno che si ponesse il problema di salvare i cittadini dall’euro.
Sfondando la barriera dei luoghi comuni, questo libro illustra il legame fra l’euro e la disintegrazi
one economica e politica dell’Eurozona, descrive le modalità e le conseguenze pratiche di un eventuale percorso di uscita e, infine, indica la direzione lungo la quale riprendere – dopo l’infelice parentesi dell’unione monetaria – un reale percorso di integrazione culturale, sociale ed economica europea.
Un altro euro non è possibile. La sua fine segnerà l’inizio di un’altra Europa, possibile e desiderabile.

«Se accettiamo questo metodo, non ci sono limiti a quello che ci potrà essere imposto. E l’unico modo per opporci è rifiutare l’euro, il segno più tangibile di questa politica e dei suoi fallimenti».


Alberto Bagnai è nato a Firenze e si è laureato in Economia alla Sapienza di Roma, dove ha conseguito il dottorato in Scienze economiche. È professore associato di Politica economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara. Si occupa di economie emergenti e della sostenibilità del debito pubblico ed estero e ha pubblicato saggi su riviste scientifiche nazionali e internazionali. Il suo blog goofynomics.blogspot.it è diventato un importante punto di riferimento per l’analisi della crisi dell’Eurozona.
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