Sulla storia lombarda del secolo XVII

Presso l'editore dell'indicatore
1

Reviews

5.0
1 total
Loading...

Additional Information

Publisher
Presso l'editore dell'indicatore
Read more
Published on
Dec 31, 1832
Read more
Pages
197
Read more
Read more
Best For
Read more
Language
Italian
Read more
Content Protection
This content is DRM free.
Read more

Reading information

Smartphones and Tablets

Install the Google Play Books app for Android and iPad/iPhone. It syncs automatically with your account and allows you to read online or offline wherever you are.

Laptops and Computers

You can read books purchased on Google Play using your computer's web browser.

eReaders and other devices

To read on e-ink devices like the Sony eReader or Barnes & Noble Nook, you'll need to download a file and transfer it to your device. Please follow the detailed Help center instructions to transfer the files to supported eReaders.
Cesare Cantù
Example in this ebook


DISCORSO XXXIX.

GREGORIO XIII. SISTO V. EPISODIO FRANCESE.

Per la solita altalena, a Pio V fu dato successore Ugo Buoncompagni bolognese, che volle chiamarsi Gregorio XIII. Arrendevole e clemente fin a scapito della giustizia, le inclinazioni sue mondane dovette reprimere a fronte della riforma morale, e a fatica potè favorire un proprio figliuolo, niente i nipoti; esatto del resto ai doveri di capo dei fedeli, ad elevare alla mitra i migliori, a diffondere l'istruzione. Secondo i decreti tridentini stabilì una Congregazione della visita, che sopravedesse a quella di tutte le diocesi, e mandava visitatori apostolici che si faceano rendere i conti delle chiese, de' luoghi pii, delle fraternite, per quanto eccitassero scontentezze. Prescrisse che ogni cattedrale avesse un teologo (1573). Spendendo quanto Leon X, per riparare ai guasti cagionati da questo fondò e dotò ben ventitrè collegi, tra cui quello di tutte le nazioni, alla apertura del quale si pronunziarono discorsi in venticinque favelle; rifondò il Germanico, palestra di futuri atleti; uno pei Greci, che vi erano allevati al modo e col linguaggio e il rito patrio; uno Ungarico, uno Illirico a Loreto, uno pei Maroniti, uno per gl'Inglesi; rifabbricò il Collegio romano, istituì quello de' Neofiti, poi ne seminò per tutta Germania e Francia, e fin tre nel Giappone. Spese due milioni di scudi in fare studiare giovani poveri, e un milione in dotare zitelle. A suggerimento di lui, il cardinale Ferdinando Medici aprì stamperia di cinquanta lingue orientali, spedì in Etiopia, ad Alessandria, in Antiochia eruditi viaggiatori, massime Giambattista e Girolamo Vecchietti fiorentini, che ne recarono codici.

Gregorio teneva una lista di quante persone fossero acconce al vescovado in tutta la cristianità; e così trovavasi informato all'occorrenza. Deputò il vescovo di Como agli Svizzeri per mantenerli in fede, e impedire s'unissero coi Protestanti: e il vescovo di Cremona Bonomo ad emendarvi il clero, nel che trovò grandi contrasti. Giovanni Delfino il 6 e 26 luglio 1572 scriveva al cardinal di Como Tolomeo Gallio, che a Vienna i diecimila italiani erano pervertiti da apostati, venienti dalla Savoja e dal Veneto; ma per ordine dell'imperatore dovettero partire.

Il decantato tipografo Frobenio, venuto a Roma, si finse cattolico, tantochè il papa l'accolse con grandi cortesie, ed esortavalo a rimanere; partendo, ebbe raccomandazioni da prelati, e istituì una tipografia cattolica a Friburgo; speculazione, come fu poi lo stampar tante opere in senso contrario a Basilea: dove il papa diede opera non si pubblicasse il Talmud.

Gregorio immortalò il suo pontificato colla riforma del calendario. Giulio Cesare l'avea corretto, fissando l'equinozio di primavera ai 25 marzo, e l'anno di trecensessantacinque giorni e sei ore; lo che è 11′ 42″ più del vero: laonde in cenventinove anni l'equinozio si anticipava d'un giorno. La Chiesa dovette prendersene cura, attesochè la pasqua cade nel plenilunio succedente all'equinozio di primavera. Il concilio Niceno del 325 già s'accorgeva che questo anticipavasi al 23 marzo, ma non si seppe indovinarne la ragione. Nel 1257 la precessione era di undici giorni; e fin d'allora si parlò d'una riforma, spesso tentata, non mai riuscita. La famosa Dieta d'Augusta non volle confessare tale anticipazione dell'equinozio, denunziandola per un lacciuolo della politica romana. Come in tutti i Concilj, così nel Tridentino se ne discorse; poi a tal uopo Gregorio XIII convocò a Roma i personaggi meglio versati, e singolarmente il perugino Ignazio Danti domenicano e il gesuita Clavio di Bamberga, ma la formola vera fu rinvenuta da Luigi Lilio medico calabrese, e compita da suo fratello Antonio.


To be continue in this ebook

©2017 GoogleSite Terms of ServicePrivacyDevelopersArtistsAbout Google
By purchasing this item, you are transacting with Google Payments and agreeing to the Google Payments Terms of Service and Privacy Notice.