Atto D'amore

edizioni simple
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Atto d’amore è il mio secondo lavoro. La storia è un po’ paradossale, riguarda la lotta interiore tra il bene e il male. La fantasia poi ha fatto il resto. Questo libro è dedicato ad una mia cara amica di nome Maria che è morta qualche anno fa, mentre era in stato interessante...
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Additional Information

Publisher
edizioni simple
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Published on
Jul 5, 2012
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Pages
216
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ISBN
9788862595902
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Language
Italian
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Genres
Fiction / Family Life
Fiction / Fantasy / Contemporary
Fiction / Psychological
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E se Ade stesse cercando proprio te?
Chloè, una diciassettenne americana, si è appena trasferita in California, in una città che non conosce ed è alle prese con un ambiente totalmente nuovo.
Chloè è sempre stata una ragazza semplice e simpatica e, quindi, non trova per niente difficile ambientarsi nella nuova città di Palo Alto. E tra tutti, ha attirato soprattutto l’attenzione dell’irresistibile Jude Dallas, che non riesce proprio a distogliere lo sguardo da lei. Per quanto Jude Dallas risulti follemente attraente e intrigante, Chloè sente che nel ragazzo c’è qualcosa che non va.
Jude è prepotente e pericoloso, lo dicono un po’ tutti, e il suo fascino è solo una maschera, una maschera che nasconde la sua vera natura.
Chloè ha ragione: Jude è diverso da lei, da tutti.
Jude è il Re degli Inferi, è Ade. E sta cercando proprio Chloè.
Quando Chloè scopre la vera natura di Jude, la confusione e la disperazione prendono il sopravvento su quel briciolo di attrazione che cominciava a provare per lui. Ora Chloè vorrebbe soltanto vederlo sparire dalla sua vita.
Eppure… Chloè ha l'occasione di conoscere in maniera più approfondita il dio greco e inizia a capire che i miti narrati nei libri, non sempre corrispondono alla realtà. Lui è crudele, sì, egoista e prepotente, ma farebbe di tutto per Chloè, pur di compiacerla. Chloè, d’altro canto, comincia a provare una profonda attrazione per lui ed il suo mondo.
Ade sarà in grado di conquistare l’affascinante e sicura Chloè?

Il Bacio di Ade è finalmente disponibile anche in versione cartacea. Per tutte le informazioni, contattate l'autrice via email, irecola999@gmail.com, o visitate la pagina Facebook dell'autrice.

Biografia Autrice:
Irene Colabianchi è nata a Roma nel 1999. Frequenta il Liceo Artistico “Via di Ripetta”. Le piace scrivere e passeggiare per i parchi della sua città. È chiamata da tutti ‘la scrittrice’.
Ha scritto la saga fantasy romance Boogeyman Saga, disponibile in tutti gli store online ed in cartaceo.
Inghilterra, 1815

La maggiore di tre sorelle, lady Alexandra ha sempre fatto ciò che ci si aspettava da lei. Ma quando l’uomo che ama da quand’era una ragazza ritorna dopo un lungo periodo all’estero, si ritrova a sperare che il gentiluomo perbene che suo fratello ha scelto per lei non la chieda in moglie. Decide che, se lo farà, dovrà respingerlo in maniera poco appropriata—cioè, finché l’uomo in cui ripone le sue speranze e i suoi sogni la informa che non ha intenzione di sposarla.

L’ultima volta che Tristan Nesbitt ha visto Alexandra, era un uomo comune, senza alcuna speranza di poter un giorno sposare la figlia di un marchese. Sette anni dopo, è Lord Hawkridge, e questo dovrebbe renderlo perfettamente adatto alla donna che aveva catturato il suo cuore tanto tempo prima. Ma un orribile scandalo ha macchiato il suo nome in Inghilterra—uno scandalo così orrendo che sposarla non rovinerebbe solo l’impeccabile reputazione di Alexandra, ma quella della sua intera famiglia. Per il bene di Alexandra, dovrà combattere il suo inarrestabile desiderio e restare lontano…
 

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 Keywords: Regency, famiglia Chase, diciannovesimo secolo, 1800, trilogia, castello, marchese, sorelle, sorella, clavicembalo, pianoforte, piano, vino, viticoltura, vinificazione, scandalo, ricette, dolci, omicidio, Jane Austen, commedia romantica, matrimonio, nobiltà, aristocrazia, ricchezza, umorismo, commedia, matrimonio, cane, cuoca, Inghilterra, inglese, romanticismo, romanzo storico best seller, amore, autori, serie.

Per Isabella, anaffettiva militante, il lavoro di badante presso una malata di Alzheimer è il posto ideale: pare addirittura che la signora Paola apprezzi ore di lettura di Tolstoj in lingua originale e lunghe sedute di musica classica.
Potrebbe scivolare tutto in un perfetto e confortante immobilismo, se Isabella non captasse per caso una conversazione riguardante l'affascinante figlio della sua paziente...

"- Nonostante sia in una situazione molto critica – disse lui sedendosi nel bovindo di fronte a me (io ero alla scrivania e stavo scrivendo) – sono in debito con lei. Probabilmente finirà malissimo, ma se non succederà sarà solo merito suo -
- Non saprei... magari lei contrabbandava quel coso e finiva lì -
- Se il gioco gli riesce una volta non mollano... -
Continuò a guardarmi mentre rileggevo sottovoce quello che avevo tradotto.
- Se lei fosse una donna minimamente prevedibile le manderei dei fiori e le farei un regalo scontato, che so... una borsa di Prada o un gioiello... ma con lei, comprando una borsetta, non mi sdebiterei in nessun modo -
- Perché deve sdebitarsi, scusi? -
- Io sono molto prevedibile -
- Capisco -
- Mi aiuti, mi dica che cosa le farebbe piacere... -
- Niente davvero – mi sforzai di sorridere in modo da convincerlo.
- E' esasperante -
- Lo so. Me lo dice tutte le volte che ci parliamo -
Non so perché decisi di shoccarlo, forse volevo solo che si levasse di torno e la smettesse di volersi occupare di me e del mio benessere senza avere la minima idea di come fossi io e di che cosa costituisse realmente il mio benessere.
Lo guardai negli occhi. Mi piacevano molto i suoi occhi perché erano incredibilmente inespressivi eppure dentro vi guizzava sempre, per un attimo, quello che gli passava per la testa.
- Ci sarebbe una cosa... - insinuai.
- Sentiamo -
- Ho un po' bisogno di sesso -
Fu esattamente come nei cartoni animati, quando a un personaggio escono gli occhi dalle orbite attaccati a quelle ridicole molle.
L'avevo zittito."
Il giudice Arrigo Accorsi non ama le donne e per questo le evita da sempre, del resto ha un cane, Sally, con cui ha edificanti conversazioni.
Quando sua nipote, però, gli prende un appuntamento dalla nota sarta Delia Toschi perché gli confezioni un abito su misura, tutte le sue certezze saltano.

- Oh no, questi erano, come dicevo, i preliminari. Adesso prendiamo le misure - affermò con calma la signora e alzandosi aggiunse - Può cominciare a spogliarsi.
- In che senso?
- Nel senso che si leva tutto a parte calzini e mutande.
- Boxer - precisò lui.
- I miei preferiti. Lo spogliatoio e di là. Io l'aspetto qui.
Arrigo si diresse senza ribattere nello spogliatoio che era spazioso e arredato con tutti i comfort: specchio, appendiabiti, mensola, orologio a muro e una poltroncina imbottita rivestita di velluto azzurro polvere. Nell'aria un'essenza alla lavanda.
Come previsto si spogliò, piegò i pantaloni seguendo la piega ben stirata e li appoggiò alla spalliera della poltrona, maglione e camicia li appese, le scarpe le accostò appaiate al muro. Prima di uscire si guardò allo specchio: boxer grigi e maglietta bianca, senza macchie né odori strani. Si passò una mano nei capelli e si appuntò mentalmente di non acconsentire mai più a nessuna delle stravaganti pensate di sua nipote Sofia.
Considerò che fosse meglio uscire con passo deciso fingendo di essere vestito da capo a piedi, il fatto che la sarta fosse in piedi a braccia conserte e che lo squadrasse con occhio clinico non agevolò per niente la recita.
- Be' lei che fa ancora vestita? - provò a scherzare il giudice.
- Non compro niente a scatola chiusa - gli rispose.
- Mi aspettavo almeno una tutina di lattice...
- Ho il metro in lattice - e lo srotolò con l'abilità di Cat Woman proprio sotto i suoi occhi.
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