Elia e Eliseo: vita in mezzo alla morte

Elpidio Pezzella
Free sample

Le figure di Elia e Eliseo possano essere la giusta bussola per orientarci alla comprensione di un ministero profetico, seppur particolare, oggi latente e troppo confuso nella chiesa. Nei profeti non vi è solo la parola di Dio, ma spessore umano, idee, passioni e soprattutto azioni che li avvicinano a ciascuno di noi e li fanno sentire nostri amici. Infatti, ciò che è preminente nelle loro figure non sono gli interventi verbali, ma le loro imprese. Tutti preferiamo i fatti alle parole. Inoltre da queste figure attingiamo prezioso materiale per quello che è un dovere del ministero, ossia il trasferimento della chiamata e del mandato, e pertanto il materiale è ricco di spunti pastorali per la crescita personale e ministeriale.

Partendo da Elia ho inteso porre l’attenzione sul suo rapporto con colui vocato a succedergli. Nello stesso tempo mi sono interrogato se la chiesa oggi ha rappresentanti autorevoli e autoritari come Elia e Eliseo, e se ve ne sono altri alla stregua di Abdia o nella miseria di Ghehazi. Dov’è finita l’azione profetica intesa come testimone dell’Eterno che vive nelle faccende economiche, sociali e politiche di un paese? 

Read more

About the author

Pastore evangelico e insegnante nel Movimento delle Chiese Cristiane Evangeliche “Nuova Pentecoste”, ove ha percorso il suo iter ministeriale, iniziando come monitore di Scuola Domenicale (1991), per poi curare l’area giovanile per un decennio (1992-2002).

In questo tempo affianca altri servitori nelle responsabilità pastorali delle Chiese locali e in particolar modo a Casal di Principe (CE). 

Responsabile della casa editrice E.P.A. Media, nel 2003 lancia la rivista di informazione cristiana Oltre, di cui è direttore responsabile dal primo numero. 

Nel 2010 consegue il diploma di laurea in Teologia presso la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose con la tesi in esegesi neotestamentaria “La parrhesìa nelle prime comunità cristiane secondo il libro degli Atti”.

Dal 2011 è direttore responsabile di Oδos, rivista della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose. Cura il Laboratorio Ministeriale, un percorso di formazione discepolare e approfondimento biblico e tiene lezioni settimanali trasmesse nel programma televisivo Studiando la Parola

Read more
Loading...

Additional Information

Publisher
Elpidio Pezzella
Read more
Published on
Feb 1, 2017
Read more
Pages
176
Read more
Read more
Best For
Read more
Language
Italian
Read more
Genres
Religion / Biblical Biography / Old Testament
Religion / Biblical Commentary / Old Testament
Religion / Biblical Meditations / Old Testament
Religion / Biblical Studies / Prophets
Read more
Content Protection
This content is DRM protected.
Read more

Reading information

Smartphones and Tablets

Install the Google Play Books app for Android and iPad/iPhone. It syncs automatically with your account and allows you to read online or offline wherever you are.

Laptops and Computers

You can read books purchased on Google Play using your computer's web browser.

eReaders and other devices

To read on e-ink devices like the Sony eReader or Barnes & Noble Nook, you'll need to download a file and transfer it to your device. Please follow the detailed Help center instructions to transfer the files to supported eReaders.
L’evoluzione telefonica e lo sviluppo di app sociali ha tratto nei meandri della comunicazione utenti di tutte le età e formazione. Ecco allora che siamo tutti avvolti, legati, connessi l’un l’altro nella Rete. Chi ne è ancora fuori? Per quel che mi riguarda, credo pochi. Non c’è attività o lavoro che non sia in qualche modo presente in internet. Prima di qualsiasi acquisto ognuno cerca conferme o proposte migliori tra le milioni di pagine presenti. 
Molti utenti nello scoprire Facebook pensano di aver trovato l’Araba Fenice o la gallina dalle uova d’oro. A distanza di ormai più di dieci anni dalla nascita non ha bisogno di presentazione.  
I motivi che hanno reso popolare, su scala globale, Facebook sono diversificati. 
Bisogna dire, innanzitutto, che ogni impresa nasce per soddisfare un bisogno. Questi sono molteplici e nascosti nell’intimo di ognuno. 
Il motivo del grande successo di Facebook è dovuto al fatto che è gratuito e che questi “bisogni” non conoscono barriera di lingua, cultura e con l’avvento di internet neanche di luogo. 
Se qualcuno pensa che i social, e Facebook in particolare, siano un terreno libero, estraneo ad ogni regola comportamentale, si sbaglia: le regole ci sono eccome e chi conosce il mondo virtuale lo sa e le rispetta.  
La regola aurea «Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro» (Matteo 7:12) trova anche in questo contesto la sua ragion d’essere, soprattutto considerato che il taglio di questo scritto è “cristiano”.  

Vista la facilità con cui si dimenticano le buone maniere, ho inteso così riprendere le linee generali della “Netiquette” (neologismo che unisce il vocabolo inglese “network” con quello francese “étiquette”), che si riferisce alle regole del buon comportamento da seguire su internet nel rapportarsi agli altri utenti, e riproporle nella prospettiva di fede nell’utilizzo in particolare dei social network. 

L’evoluzione telefonica e lo sviluppo di app sociali ha tratto nei meandri della comunicazione utenti di tutte le età e formazione. Ecco allora che siamo tutti avvolti, legati, connessi l’un l’altro nella Rete. Chi ne è ancora fuori? Per quel che mi riguarda, credo pochi. Non c’è attività o lavoro che non sia in qualche modo presente in internet. Prima di qualsiasi acquisto ognuno cerca conferme o proposte migliori tra le milioni di pagine presenti. 
Molti utenti nello scoprire Facebook pensano di aver trovato l’Araba Fenice o la gallina dalle uova d’oro. A distanza di ormai più di dieci anni dalla nascita non ha bisogno di presentazione.  
I motivi che hanno reso popolare, su scala globale, Facebook sono diversificati. 
Bisogna dire, innanzitutto, che ogni impresa nasce per soddisfare un bisogno. Questi sono molteplici e nascosti nell’intimo di ognuno. 
Il motivo del grande successo di Facebook è dovuto al fatto che è gratuito e che questi “bisogni” non conoscono barriera di lingua, cultura e con l’avvento di internet neanche di luogo. 
Se qualcuno pensa che i social, e Facebook in particolare, siano un terreno libero, estraneo ad ogni regola comportamentale, si sbaglia: le regole ci sono eccome e chi conosce il mondo virtuale lo sa e le rispetta.  
La regola aurea «Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro» (Matteo 7:12) trova anche in questo contesto la sua ragion d’essere, soprattutto considerato che il taglio di questo scritto è “cristiano”.  

Vista la facilità con cui si dimenticano le buone maniere, ho inteso così riprendere le linee generali della “Netiquette” (neologismo che unisce il vocabolo inglese “network” con quello francese “étiquette”), che si riferisce alle regole del buon comportamento da seguire su internet nel rapportarsi agli altri utenti, e riproporle nella prospettiva di fede nell’utilizzo in particolare dei social network. 

©2018 GoogleSite Terms of ServicePrivacyDevelopersArtistsAbout Google|Location: United StatesLanguage: English (United States)
By purchasing this item, you are transacting with Google Payments and agreeing to the Google Payments Terms of Service and Privacy Notice.