Netiquette Cristiana: per un uso «cristiano» della piattaforma social più diffusa in Italia

Elpidio Pezzella
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L’evoluzione telefonica e lo sviluppo di app sociali ha tratto nei meandri della comunicazione utenti di tutte le età e formazione. Ecco allora che siamo tutti avvolti, legati, connessi l’un l’altro nella Rete. Chi ne è ancora fuori? Per quel che mi riguarda, credo pochi. Non c’è attività o lavoro che non sia in qualche modo presente in internet. Prima di qualsiasi acquisto ognuno cerca conferme o proposte migliori tra le milioni di pagine presenti. 
Molti utenti nello scoprire Facebook pensano di aver trovato l’Araba Fenice o la gallina dalle uova d’oro. A distanza di ormai più di dieci anni dalla nascita non ha bisogno di presentazione.  
I motivi che hanno reso popolare, su scala globale, Facebook sono diversificati. 
Bisogna dire, innanzitutto, che ogni impresa nasce per soddisfare un bisogno. Questi sono molteplici e nascosti nell’intimo di ognuno. 
Il motivo del grande successo di Facebook è dovuto al fatto che è gratuito e che questi “bisogni” non conoscono barriera di lingua, cultura e con l’avvento di internet neanche di luogo. 
Se qualcuno pensa che i social, e Facebook in particolare, siano un terreno libero, estraneo ad ogni regola comportamentale, si sbaglia: le regole ci sono eccome e chi conosce il mondo virtuale lo sa e le rispetta.  
La regola aurea «Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro» (Matteo 7:12) trova anche in questo contesto la sua ragion d’essere, soprattutto considerato che il taglio di questo scritto è “cristiano”.  

Vista la facilità con cui si dimenticano le buone maniere, ho inteso così riprendere le linee generali della “Netiquette” (neologismo che unisce il vocabolo inglese “network” con quello francese “étiquette”), che si riferisce alle regole del buon comportamento da seguire su internet nel rapportarsi agli altri utenti, e riproporle nella prospettiva di fede nell’utilizzo in particolare dei social network. 

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Informazioni sull'autore

Elpidio Pezzella (Napoli, 1971), nato e cresciuto spiritualmente nella Chiesa Cristiana Evangelica Nuova Pentecoste in Aversa (CE), all’ombra del pastore senior Remo Cristallo, ha percorso il suo iter ministeriale, iniziando come monitore di Scuola Domenicale (1991), per poi curare l’area giovanile per un decennio (1992-2002). In questo tempo affianca altri servitori nelle responsabilità pastorali delle Chiese locali e in particolar modo a Casal di Principe (CE), ove è tuttora pastore responsabile della Chiesa locale. Responsabile della casa editrice E.P.A. Media, nel 2003 lancia la rivista di informazione cristiana Oltre, di cui è direttore responsabile dal primo numero. All’interno del Movimento Nuova Pentecoste cura la Formazione Biblica e tiene lezioni settimanali prodotte e trasmesse da TeleOltre nel programma Studiando la Parola. Nel 2010 consegue il diploma di laurea in Teologia presso la Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose con la tesi in esegesi neotestamentaria “La parrhesìa nelle prime comunità cristiane secondo il libro degli Atti”. Dal 2011 è direttore responsabile di Oδos, rivista della Facoltà Pentecostale di Scienze Religiose. Attualmente cura il Laboratorio Ministeriale, un percorso di formazione discepolare e approfondimento biblico. Membro della Commissione Permanente di Lavori della Federazione delle Chiese Pentecostali in Italia. Sposato felicemente con Gabriella, hanno tre splendidi figli: Gioele, Elia e Jeremy. 

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Le parole del saggio

Se tanti libri della Bibbia sono ricchi di profonde verità spirituali e teologiche, quello dei Proverbi abbonda di consigli pratici e concreti riguardanti la vita quotidiana.
Brevi, ben equilibrati, poetici, arguti e spesso densi di humour, i proverbi sono universali, facili da ricordare e raggiungono efficacemente il segno, talvolta ancor più dei discorsi eloquenti e delle argomentazioni rigorose. Per esempio: «Va’, pigro, alla formica; considera il suo fare e diventa saggio!» (Prv 6:6). Oppure «Meglio abitare in un deserto, che con una donna rissosa e stizzosa» (21:19). E ancora, «Se il tuo nemico ha fame, dagli del pane da mangiare; se ha sete, dagli dell’acqua da bere; perché, così, radunerai dei carboni accesi sul suo capo, e il SIGNORE ti ricompenserà» (25:21,22). Come si fanno a dimenticare immagini come queste? Il libro dei Proverbi testimonia la saggezza che si è accumulata nel corso delle generazioni. Tra i suoi autori sono annoverati il re Salomone (1:1-9; 10:1-22), dei non meglio identificati «uomini saggi» provenienti dall’antico Medio Oriente (22:17-24; 24:23:34) e non israeliti come Agur (30:1-33). In alcuni casi, il libro risente anche dell’influsso di testi provenienti dall’antico Egitto. Eppure, quella dei Proverbi è Parola di Dio, perché gli autori hanno messo insieme quel materiale sotto ispirazione divina. Nonostante menzioni poche volte il nome di Dio, egli è sempre presente: sia che ci troviamo in un supermercato, che parliamo, mangiamo, beviamo, facciamo acquisiti o socializziamo, Dio c’è sempre. Il Dio dei Proverbi non è un Dio bigotto; anzi, spesso veste la tuta da lavoro. Il libro dei Proverbi ci aiuta a capire che cosa significhi temere Dio (1:7; 31:30) non tanto in chiesa ma nel corso della nostra giornata, perché il nostro modo di vivere fa più rumore di qualsiasi predicazione, preghiera o sacrificio (28:9; 15:8).

Nei Proverbi la «saggezza» si manifesta quando si impara a essere saggi, ma concretamente. Il libro risponde a domande del tipo: «Come e cosa devo insegnare ai miei figli?». «In che modo posso essere felice e realizzarmi?». «Perché ho problemi economici?». Come posso resistere alle tentazioni di natura sessuale?». «Come faccio a controllare la mia rabbia e la mia lingua?».

Per finire, la saggezza non è necessariamente una forza intellettuale. Al contrario, chi è troppo sicuro della propria intelligenza correrà più rischi di ingannare l’insensato.

C’è poi chi pensa di essere già saggio e di non dover ricercare ulteriore conoscenza. La caratteristica essenziale della saggezza è invece l’umiltà. I Proverbi sono una raccolta ricca e profonda che abbraccia molti temi. Considerato lo spazio limitato, abbiamo dovuto sceglierne solo alcuni, non potevamo certo esaminarli tutti, ma quello che abbiamo a disposizione merita un attento studio da parte nostra. 

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