Nato da una vita spesa tra le battaglie sindacali e l'impegno civile, questo libro porta con sé la conoscenza di chi ha visto il mondo dal lato dei più fragili. Ogni storia è un atto di attenzione verso ciò che resiste, verso la bellezza ostinata che si annida anche dove fa più male.
"Non ti abbattere, non permettere alla quotidianità, sempre più difficile, di cancellare lo spirto guerrier ch’entro ti rugge, come divinamente scrisse Foscolo. Adegua il tuo passo, ma non ti fermare. Avrai sogni e obiettivi, gusto per la vita che ti accompagnerà. Esisterai. Anche quando gli altri non lo vedranno."
Enzo Casone è nato a Taranto il 6 agosto 1948. Dipendente della Banca d'Italia dal 1971, fu subito attratto dall'impegno sindacale, prima nell'ambito della categoria e poi a diversi livelli della CGIL. Dopo aver vissuto in molte città, ha scelto Brindisi come porto della sua vita, alla quale ha legato in modo particolare il suo impegno civile e culturale. Ha vissuto e vive l'attività sindacale e politica come ascolto e attenzione operativa verso le sofferenze — interiori e materiali — del popolo dei lavoratori e degli emarginati dalla società contemporanea. Con Il senso che rimane approda alla narrativa, portando sulla pagina, con uno sguardo critico e rivolto al futuro, le contraddizioni e le tensioni del Sud contemporaneo, ma anche la sua bellezza. I suoi racconti sono lo sguardo di chi ha osservato la realtà da vicino, con gli strumenti della memoria e della coscienza civile.