I 24 mesi che hanno messo in ginocchio l’Italia. Ecco come possiamo rialzarci

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Tutto l’Occidente sta attraversando un periodo di grande scontento. La crisi non riguarda solo l’economia, ma nasce da una sensazione di incertezza circa il proprio ruolo e di pessimismo sul proprio futuro. La frustrazione e la rabbia si scaricano sul sistema politico basato sulla democrazia liberale rappresentativa. Nei paesi dove il sistema è tradizionalmente più fragile sono arrivati al potere partiti populisti nati per scardinare il passato.


La difesa dall’immigrazione ed il richiamo identitario a cercare protezione nelle piccole patrie, hanno gonfiato le vele dei partiti sovranisti. La crisi economica ha fatto da detonatore di questo ribollire di sentimenti e di risentimenti.


Gli articoli ed i discorsi raccolti in questo volume vogliono aiutare il lettore a ripercorrere le tappe recenti che ci hanno portato fin qui e offrire nuovi spunti di riflessione e di dibattito soprattutto in materia economica, ma con riflessi evidenti sul piano politico.

Bisognerà lottare, ma non si deve cedere al pessimismo. Possiamo costruire una alternativa ai grillo-leghisti, europeista ed innovativa rispetto alla vecchia politica.

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Data pubblicazione
4 giu 2019
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Pagine
299
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ISBN
9788833632278
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Lingua
italiano
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Generi
Scienze politiche / Commenti e opinioni
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 Un instant book, rapida ed eclettica eco della stampa – all’inizio fu tutto un fremere e batter d’ali dei media, un orgasmo vero e non solo ruffiano, com’è d’uso – un instant senza pretese né di troppa politica né di analisi storica ma pura fenomenologica captatio di un evento sismico-generazionale del potere italiano, una foto scattata su Matteo Renzi al momento dell’ascesa, e cronaca di un renzismo in corso d’opera, quando il fenomeno si profilò nel febbraio 2014, allorché con balzo prodigioso dalla poltrona fiorentina di Palazzo Vecchio il sindaco divenne premier, a un anno dopo, in mezzo a una tempesta mediatica di odi e amori, consensi di massa e feroci dissensi di parte, nel gorgo di una crisi economico-occupazionale, irrisolta ma anestetizzata da iniezioni d’ottimismo metodico in cui il terapeuta eccelle, all’attimo del suo capolavoro politico, l’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di cui il Matteo da Rignano è stato l’astuto e lucido king maker, intestandosi anche il Colle fra le benemerenze di precoce statista. Se solo Gadda lo avesse conosciuto, questo rampollo machiavello dell’antica Florentia, forse avrebbe scritto che lautamente i suoi diti sapevano come pochi altri diti arraffare potere in ogni landa della un tempo fertile contrada d’Ausonia. Nel frattempo sono usciti altri saggi (David Allegranti, Davide Vecchi, Giuliano Ferrara), ma questo libretto, dopo la prima edizione andata esaurita, conserva l’aura di giovinezza, il focus prima dei quarant’anni, al principio del bing bang. Renzi o il sogno capovolto della gerontocrazia italiana.
C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica. Un altro capitolo dei misteri italiani, nel quale si muovono uomini di ‘ndrangheta, pentiti e trafficanti di armi, loschi figuri e figuranti, faccendieri e pezzi deviati dello Stato. A tracciare i contorni di una storia che parte dagli anni ’80 due giornalisti di razza, Giuseppe Baldessarro (Quotidiano della Calabria, La Repubblica) e Manuela Iatì (Sky Tg24). È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Nave dei veleni o piroscafo silurato nel 1917? Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB, pubblicato per la prima volta in questo libro. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe. Troppi indizi, coincidenze, dichiarazioni, sospetti. Troppi i nomi e gli eventi che si rincorrono, intrecciando una torbida trama: il faccendiere Giorgio Comerio, il pentito Francesco Fonti, il capitano Natale De Grazia, magistrati, politici, imprenditori, mafiosi. I due giornalisti giungono a una puntuale ricostruzione dei fatti e delle inchieste, delle verità raggiunte o solo sospettate, delineando un quadro inquietante e oscuro. E intanto in Calabria si continua misteriosamente a morire. Prefazione di Antonio Nicaso.
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