Torno da Turista

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Paesaggi incantevoli e patrimonio culturale, questi potrebbero essere gli elementi su cui puntare per far spiccare il volo alle regioni meridionali del nostro paese, ma le ali dello sviluppo e del progresso sono ancora bloccate nella morsa della criminalità organizzata.
Quali sono le origini della 'ndrangheta, della mafia e della camorra? Quali i loro metodi di azione e le strategie di sostentamento? Come mai gli schemi mentali che le supportano continuano a essere vivi?
L'unico strumento per spezzare i lacci che soffocano la società è la cultura. Rispondere a queste domande è ormai un'urgenza.
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Editore
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Data pubblicazione
1 ago 2016
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Pagine
197
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ISBN
9788892621336
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Lingua
italiano
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Generi
Social Science / Emigration & Immigration
Social Science / General
True Crime / Organized Crime
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La ’ndrangheta ruba quotidianamente a tutti noi, con l’evasione fiscale, con il riciclo, provoca la chiusura delle nostre aziende facendo concorrenza sleale con i soldi sporchi. Ma quando non spara, in tutte le realtà dove si è insediata, ha il bel volto dell’imprenditore di successo, rispettato e invidiato.

Grazie agli arresti che hanno inferto un duro colpo alle altre cosche, la ’ndrangheta di Cutro ha via via acquistato potere, arrivando a dominare l’Emilia e alcune zone del Veneto e della Lombardia. I magistrati ritengono che da oltre trent’anni sia presente al Nord Italia dove ha messo in piedi, sostanzialmente indisturbata, i suoi interessi economici, creando aziende e facendo affari con società locali. Tutto questo grazie anche alla compiacenza di insospettabili “colletti bianchi” che, pur consapevoli – secondo la procura – di stare trattando con boss della malavita organizzata, hanno messo a disposizione i loro servigi in cambio di lauti guadagni. Ma il radicamento non si è fermato al mondo economico: ha riguardato anche la politica, con la volontà di influenzare le amministrazioni pubbliche. Inoltre, per la prima volta, si assiste a un tentativo di condizionare l’opinione pubblica attraverso i media. Senza tralasciare le attività “tradizionali” come estorsioni, usura e incendi dolosi.
Il libro di Sabrina Pignedoli si sviluppa seguendo vicende e personaggi emblematici, emersi nelle indagini di Operazione Aemilia, che mostrano come la ’ndrangheta si sia profondamente insediata al Nord.

Sabrina Pignedoli si è laureata al Dams cinema dell’Università di Bologna e in Diritto ed economia internazionale all’Università di Reggio Emilia, ha frequentato la scuola di giornalismo di Bologna e nel 2009 è diventata giornalista professionista. Attualmente è redattrice al «Resto del Carlino», redazione di Reggio Emilia, dove si occupa di cronaca nera e giudiziaria, e collaboratrice dell’Ansa. A causa della sua professione è stata minacciata da uno degli uomini coinvolti dall’Operazione Aemilia.
Palermo come Beirut. Estate 1983: la Cupola di Cosa nostra con un'autobomba sconvolge la città e l'Italia intera. Strade sventrate, scenari da guerra civile. Il tritolo, usato per la prima volta per un delitto eccellente, uccide un giudice antimafia, il "capo" di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il consigliere dell'Ufficio istruzione aveva esagerato, doveva essere punito e fermato prima che scoprisse troppo. Rocco Chinnici dava la caccia alla mafia militare, ma soprattutto ai colletti bianchi, per stanare il terzo livello, quello degli intoccabili. Aveva ideato il pool antimafia, rivoluzionato il metodo investigativo, scardinato le casseforti delle banche, per mettere il naso sui patrimoni sospetti. Stava per chiudere il cerchio attorno ai mandanti e agli esecutori dei delitti di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Carlo Alberto dalla Chiesa, per i quali pensava ci fosse un'unica regia. La storia gli darà ragione. Il suo lavoro istruttorio confluirà infatti nel primo maxiprocesso alla mafia, iniziato dopo la sua morte e concluso nel 1987. Storia di una strage annunciata e di un uomo condannato dal "tribunale" della mafia e da quello della giustizia "sonnolenta". Caterina, Elvira e Giovanni Chinnici, dopo trent'anni, rivelano i retroscena: "Papà fu lasciato solo, offerto ai suoi carnefici". Testimonianze, nuovi documenti e risvolti inediti. Il giallo del processo sulla presunta corruzione del giudice messinese che assolse mandanti e killer... Prefazione di Pietro Grasso.
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