La mia amica atea

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Un racconto per bambini e ragazzi, pensato per quei genitori non credenti che vogliono aiutare i figli a non farsi condizionare dall’indottrinamento religioso che subiranno dalla società. La storia, narrata sotto forma di diario, parla di una ragazza che inizia a frequentare la scuola media e fa amicizia con una sua coetanea atea. Inizialmente, lei rimane turbata da questa caratteristica della sua nuova amica, al punto che vorrebbe trovare il modo per aiutarla a credere in Gesù, ma alla fine sarà la razionalità a trionfare e la ragazza “senza Dio” darà alla protagonista un grande insegnamento di vita. Un racconto, quindi, per bambini e ragazzi da far crescere con uno scudo nei confronti delle credenze religiose, spesso responsabili di paure interiori capaci di mettere a disagio anche molti adulti, che arrivano a limitare la propria libertà a causa del timore di andare all’inferno. Se i genitori credenti hanno il diritto di insegnare ai propri figli che esiste un personaggio immaginario chiamato “Dio” che vive in un luogo magico chiamato “paradiso”, allo stesso tempo i genitori non credenti hanno il diritto di insegnare ai loro figli che esistono due scudi, chiamati “razionalità” e “libero pensiero”, in grado di proteggerli da quelle credenze che un giorno potrebbero metterli a disagio su vari aspetti della loro vita.
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Editore
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Data pubblicazione
26 mar 2013
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Pagine
17
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ISBN
9788891107404
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Linguaggio
italiano
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Generi
Narrativa / Religiosa
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Francesco Avella
Saggi - saggio (36 pagine) - Perché non si può essere liberi di scegliere come rapportarsi nei confronti del mondo animale? Perché bisognerebbe essere costretti a seguire delle regole imposte da qualcun altro? In questo libro troverete le ragioni di una persona qualunque, con i suoi limiti, i suoi pregi e tutta la forza di una chiara e autonoma libertà di pensiero


Questo libro vuole essere una sorta di manifesto in difesa della libertà di pensiero in merito al rapporto che abbiamo con gli animali.

Il veganismo è una scelta rispettabile, a patto che non diventi l'ennesima religione liberticida.

La tesi dell'autore è che l'uomo non è figlio di Dio, ma è solo un animale che appartiene alla natura tanto quanto gli altri; proprio in virtù di questo, non dovrebbe essere innalzato né a padrone della Terra, status datogli dall'antropocentrismo religioso, né a divinità benevola, status datogli inconsapevolmente dal veganismo, che non riesce ad accettare del tutto l'animalità dell'uomo, trattandolo come se dovesse essere l'angelo custode degli animali, piuttosto che egli stesso un animale con il diritto di fare una delle cose più naturali del mondo: mangiare altri animali.

Stanco di vedere la libertà degli uomini calpestata da dogmi e tabù, l'autore cerca di sostenere le ragioni di chi non è vegano e le motivazioni che lo spingono a vedere, nel veganismo, un potenziale pericolo per la libertà di pensiero.


Francesco Avella nasce nel 1989. Lupo solitario, ha sempre preferito la compagnia di un libro a quella di coetanei rumorosi e superficiali. Attivista ateo iscritto al Movimento Bright, considera la religione l'oppio dei popoli e scrive libri per difendere la ragione dalle credenze irrazionali. Quando non scrive per attivismo, si dedica a opere più commerciali che pubblica sotto vari pseudonimi e scrive per gli altri in qualità di ghostwriter. Tra le opere principali, ricordiamo il romanzo Una mente senza Dio, il racconto La mia amica atea e la raccolta di poesie Il palazzo della ragione.

Franco Mimmi
Quando si sparge la fama di Gesù il Nazireo, e l'eco delle sue azioni arriva a Roma, il potere imperiale decide di farlo diventare una pedina in più del suo gioco strategico in Giudea. Le sette che si oppongono al potere di Tiberio in nome del Dio d'Israele sono violente e irriducibili, e un messia pacifico potrebbe essere utile agli interessi romani. Per seguire i suoi passi e controllarlo viene inviato un fedele servitore dell'impero, Lucio Valerio Adunco, e Gesù si converte, a sua insaputa, in uno strumento del grande gioco politico, ma il suo destino precipiterà inatteso, deluderà i piani di Roma e cambierà il corso della storia.
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Valerio Massimo Manfredi (Panorama): “La sua è, ovviamente, la risposta di un laico che considera Gesù esclusivamente come personaggio storico, ma la vicenda che racconta, sostanzialmente la cronaca di una grande operazione di politica internazionale, è un'avventura appassionante.”
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Armando Massarenti (Il Sole-24Ore): “I Vangeli diventano lo sfondo per una intrigante storia di spionaggio, nella quale però ambienti, personaggi e strategie di dominio sono ricostruiti con tale plausibilità da spingere il lettore a credere che la ricostruzione sia perlomeno possibile: visto anche il fatto che questo Gesù, proprio come nelle ricostruzioni storiche, non fa miracoli.”
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Ettore Botti (Il Corriere della Sera): “Gesù, strumento inconsapevole e tuttavia utilissimo alla causa dell’occupazione imperiale... È l'ipotesi dalla quale si sviluppa l'ultima, suggestiva opera di Franco Mimmi, romanzo storico e politico abilmente costruito secondo le sequenze di un giallo.”
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Giovanni Serafini (Il Resto del Carlino): “Spicca per l'originale interpretazione degli avvenimenti su cui poggia la struttura narrativa... per la grande precisione dei riferimenti storici e culturali... per lo stile rigoroso ma non asettico, aderente alle situazioni emotive, e tuttavia dotato del distacco e del respiro indispensabile alla libertà di giudizio.”
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Paolo Romani (Famiglia Cristiana): “L’autore di questo thriller politico naviga con abilità nelle pieghe nascoste della storia e delle fonti evangeliche, e fino all’ultimo tiene il lettore col fiato sospeso proponendo una stupefacente interpretazione dell’avventura terrestre, della morte e della resurrezione di Gesù.”
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Generoso Picone (Il Mattino): “Cristo ignoto, come dice qualche teologo, ma eccezionale figura dalla trasparenza cristallina che Mimmi rende con capace maestria, mettendolo al centro di un meccanismo che il mondo in altri e minori termini ha ben imparato a perpetuare.”
Francesco Avella
Saggi - saggio (36 pagine) - Perché non si può essere liberi di scegliere come rapportarsi nei confronti del mondo animale? Perché bisognerebbe essere costretti a seguire delle regole imposte da qualcun altro? In questo libro troverete le ragioni di una persona qualunque, con i suoi limiti, i suoi pregi e tutta la forza di una chiara e autonoma libertà di pensiero


Questo libro vuole essere una sorta di manifesto in difesa della libertà di pensiero in merito al rapporto che abbiamo con gli animali.

Il veganismo è una scelta rispettabile, a patto che non diventi l'ennesima religione liberticida.

La tesi dell'autore è che l'uomo non è figlio di Dio, ma è solo un animale che appartiene alla natura tanto quanto gli altri; proprio in virtù di questo, non dovrebbe essere innalzato né a padrone della Terra, status datogli dall'antropocentrismo religioso, né a divinità benevola, status datogli inconsapevolmente dal veganismo, che non riesce ad accettare del tutto l'animalità dell'uomo, trattandolo come se dovesse essere l'angelo custode degli animali, piuttosto che egli stesso un animale con il diritto di fare una delle cose più naturali del mondo: mangiare altri animali.

Stanco di vedere la libertà degli uomini calpestata da dogmi e tabù, l'autore cerca di sostenere le ragioni di chi non è vegano e le motivazioni che lo spingono a vedere, nel veganismo, un potenziale pericolo per la libertà di pensiero.


Francesco Avella nasce nel 1989. Lupo solitario, ha sempre preferito la compagnia di un libro a quella di coetanei rumorosi e superficiali. Attivista ateo iscritto al Movimento Bright, considera la religione l'oppio dei popoli e scrive libri per difendere la ragione dalle credenze irrazionali. Quando non scrive per attivismo, si dedica a opere più commerciali che pubblica sotto vari pseudonimi e scrive per gli altri in qualità di ghostwriter. Tra le opere principali, ricordiamo il romanzo Una mente senza Dio, il racconto La mia amica atea e la raccolta di poesie Il palazzo della ragione.

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