Le Tesi: 212 pensieri su Dio, e molto altro

edizioni simple
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In 212 paragrafi è condensato il complesso significato di un nuovo modo di vedere Dio, al di là di qualsiasi concezione teologica e filosofica. Tutta l’opera si sviluppa, e si sostiene, sul contrasto fra due piani che si sovrappongono e s’intersecano. Il piano della critica, rigorosa, ma che evita di ricorrere ai soliti luoghi comuni e abusati qualunquismi, della religione cristiana fino alle sue radici e che mostra la configurazione di un credo migliore, per cui è una critica che ha una funzione religiosa, e il piano dell’effettiva proposta radicale di un nuovo credo che sovverte totalmente le basi della religione cristiana, e non solo. Il tema, indubbiamente di largo respiro, è affrontato con coraggiosa lucidità intellettuale e una viva partecipazione emotiva che scaturisce da un vissuto personale dell’autore. Un’esperienza traumatica, brevissima, fulminea. Tuttavia l’autore non scrive della sua esperienza, ne accenna brevemente in un solo paragrafo, ma dell’uso che ne ha fatto, esortando continuamente il lettore a riflettere sui concetti celati fra le parole affinché possa giungere, infine, al riconoscimento della propria verità. Il progetto di un rigoroso percorso introspettivo che parte da una mutata percezione di se stessi al termine del quale si mostrerà per ogni persona l’immagine nitida di Dio. Quest’opera non è rivolta a un pubblico di specialisti, può essere letta da chiunque abbia interesse per le tematiche spirituali. Scrive l’autore (citando il premio Nobel per la letteratura José Saramago): “La storia degli uomini è la storia dei loro fraintendimenti con Dio; né Lui capisce noi, né noi capiamo Lui. Questo libro è il tentativo di risolvere tale incomprensione”. I contenuti dell’opera possono ottenere il consenso, o no, del lettore, suscitare sgomento, addirittura repulsione, ma certamente non lo lasciano indifferente.
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Additional Information

Publisher
edizioni simple
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Published on
Jan 31, 2013
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Pages
276
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ISBN
9788862596565
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Language
Italian
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Genres
Religion / Biblical Criticism & Interpretation / General
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Content Protection
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Il presente sussidio, raccogliendo il recente invito della Pontificia Commissione Biblica ad approfondire la conoscenza dei metodi giudaici tradizionali di argomentazione scritturistica, si concentra sulla seconda regola di Hillel, la gezerah shawah, vista la grande pregnanza semantica di cui questa gode in molte pagine bibliche. Lo studio parte da una considerazione generale sull'attivita midrashica per poi esaminare la pagina programmatica in cui la nostra middah fa il suo esordio (capitolo primo). In seguito si entra nella valutazione dei quadri logici che soggiacciono alle conclusioni analogiche e degli elementi formali che ne accompagnano l'impiego (capitolo secondo). Nella sezione centrale vengono poi descritti i molteplici livelli di funzionamento secondo cui si muovono le corrispondenze testuali, se fatte lavorare con competenza e rigore (terzo capitolo). Solo a questo punto e possibile ripercorrere in maniera analitica la lunga e travagliata storia di una metodica che passo attraverso entusiasmi e discredito fino al tempo della sua pressoche definitiva regolamentazione in epoca tannaitica (capitolo quarto). Infine, una volta completata l'indagine conoscitiva sulla regola, si passa all'esame e alla valutazione critica di alcuni passaggi neotestamentari in cui il metodo viene usato, in particolare da Paolo (capitolo quinto). Pasquale Basta, presbitero della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, nato nel 1969 a Venosa (Potenza), e dottorando in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma. Ha pubblicato vari articoli e recensioni. Dal 1996 e docente di Sacra Scrittura presso l'Istituto Teologico del Seminario Maggiore di Basilicata, affiliato alla Pontificia Facolta Teologica dell'Italia Meridionale.
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