Dagherrotipia, ambrotipia, ferrotipia positivi unici e processi antichi nel ritratto fotografico

Gabriele Chiesa
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Storia e descrizione dei processi fotografici antichi a positivo unico nella fotografia di ritratto. Questo testo si propone di contribuire alla conoscenza di tecniche e procedimenti all’origine della storia della fotografia. Il corredo iconografico di circa mille immagini mostra schemi per il riconoscimento e la classificazione delle antiche tecniche fotografiche attraverso numerosi esempi di sezioni e disassemblati delle principali tipologie di confezione europee ed americane. Le illustrazioni provengono dai fondi collezionistici degli autori. Il libro definisce: un sistema di classificazione dei profili di riquadri (mat) usati nelle confezioni in astuccio (case); un sistema di classificazione dei punzoni (hallmarks) usati da produttori, importatori e dagherrotipisti con relativa tavola di identificazione; nuovi specifici termini tecnici in lingua italiana, in relazioni a elementi di confezione e montaggio degli oggetti fotografici antichi; dimensioni e caratteristiche dei formati fotografici storici; criteri di riconoscimento e identificazione relativi ai procedimenti fotografici originari.

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About the author

Gabriele Chiesa ha iniziato occuparsi di storia della fotografia negli Anni Settanta. Si è laureato con una tesi su “Uso e funzione sociale dell’album di famiglia”, realizzata con l’aiuto di Ando Gilardi. Autore di contributi relativi alle antiche tecniche fotografiche, alla conservazione ed alla valorizzazione delle immagini d’epoca. Fondatore di Gruppo Ricerca Immagine, è curatore culturale della Fondazione Negri.

Paolo Gosio ha svolto decenni di attività professionale in una grande casa editrice, occupandosi dei vari aspetti della produzione dell’immagine, fino a divenire un competente cultore di storia e di tecniche della stampa. Fornisce consulenze collezionistiche, perizie ed expertise. Si dedica al collezionismo nel settore della ritrattistica fotografica, sperimentando tecniche di conservazione e restauro.

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Additional Information

Publisher
Gabriele Chiesa
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Published on
Dec 31, 2012
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Pages
368
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ISBN
9788866186250
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Art / General
Photography / History
Photography / Techniques / Equipment
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Content Protection
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Sorto nel 1924 con lo scopo di perseguire finalità educative e d’informazione attraverso le visioni cinematografiche, l’Istituto Luce assunse presto un ruolo fondamentale nella macchina della propaganda fascista, contribuendo alla costruzione del consenso della popolazione verso il regime ed alimentando l’immaginario collettivo della nazione. La fotografia diviene, pertanto, una fonte essenziale sia per lo studio della propaganda visiva del fascismo - in quanto permette di appurare l’intenzionalità politica soggiacente all’immagine prodotta e di percepire la stimolazione di pensiero suscitata nell’osservatore – sia per l’analisi della rappresentazione della realtà italiana che l’Istituto Luce effettuò nel corso degli anni.

All’interno del libro non sono presenti fotografie, in quanto l’acquisto dei diritti di pubblicazione delle stesse avrebbe comportato un aumento del prezzo di vendita. Si è preferito, nella descrizione ed analisi delle produzioni fotografiche, indicare le fonti di consultazione e gli archivi di appartenenza.

Conseguita la laurea in Scienze Politiche con una tesi sulla produzione fotografica dell'Istituto Luce – e dopo aver collaborato con alcune riviste e siti di Storia Contemporanea - Stefano Mannucci ha pubblicato diversi saggi riguardanti la fotografia durante gli anni della Seconda guerra mondiale, il periodo del colonialismo italiano, la storia dell'Istituto Luce, cercando di individuare nelle fotografie ufficiali dell'epoca non soltanto il loro utilizzo all’interno della propaganda, ma anche quei dettagli ed indizi che possano descrivere la realtà al di là del messaggio propagandistico.
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