Il diritto all'oblio e l'identità digitale

Gabriele Sciulli
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"Capire oggigiorno l'importanza del diritto ad essere dimenticati per preservare e curare la nostra identità digitale"
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Publisher
Gabriele Sciulli
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Published on
Jul 17, 2014
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Pages
153
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ISBN
9786050310108
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Language
Italian
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Genres
Law / Computer & Internet
Law / Privacy
Law / Science & Technology
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Il 26 marzo del 2009 il Parlamento europeo proponeva una Raccomandazione destinata al Consiglio sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet nella quale si evidenziava con chiarezza il fatto che la Rete stesse “diventando uno strumento indispensabile per promuovere iniziative democratiche, un nuovo foro per il dibattito politico e uno strumento fondamentale a livello mondiale per esercitare la libertà di espressione”. Tuttavia, le immense opportunità di diffusione dei contenuti fanno di Internet il contesto più adatto per “cogliere il gioco tra pieno e vuoto di diritto” (Rodotà), soprattutto nell'ambito dell'anonimato online. Molti suggeriscono che, a causa di gravi reati come la pedopornografia, occorra considerare una prospettiva di un “pieno” di diritto che consenta di perseguire efficacemente gli autori di questi reati. Altri sostengono invece la necessità di un “vuoto” di diritto per scongiurare i rischi censori giustificati di volta in volta con ragioni politiche o morali. In Italia, il tema dell'anonimato in Rete è molto dibattuto e controverso. In reazione agli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, il legislatore italiano emanò, nello stesso anno, il Decreto Pisanu mediante cui si introdusse l’obbligo per chi forniva un servizio di connettività al pubblico di registrarsi e ottenere una licenza preventiva dalla Questura, nonché di identificare gli utenti che per suo tramite accedevano ad Internet. Il lavoro, sviluppato in vigenza del Decreto Pisanu (e aggiornato al D.L. 225/2010), analizza le criticità giuridiche e tecnologiche, nonché i riflessi sull’esercizio di alcune libertà fondamentali, di una legislazione d’urgenza, poi superata a seguito di un lungo dibattito, che continua, nella pratica, ad essere fonte di incertezze interpretative, fornendo altresì una breve panoramica della libertà di accesso alla rete in altri Paesi attraverso l’analisi di alcuni case-studies ritenuti maggiormente significativi.
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