Le avventure di Emma Mancini: La creatura della casa nera - I cani delle tempeste

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 Un lago bello ma stregato, una grande villa abbandonata infestata da un potentissimo spettro e dal suo diabolico servitore, un collegio dove avvengono strane manifestazioni, una ridda di curiosi insegnanti e di studenti allegri e dispettosi… E, ancora, un’antica malia che costringe un anziano professore a lasciare la sua casa per difendere gli amici dalle mire di un gruppo di mastini terribili e demoniaci, un guerriero automa appassionato di scacchi… Sono questi alcuni degli straordinari ingredienti e dei simpatici personaggi che rendono le prime due avventure della prodigiosa Emma Mancini, intriganti, ammalianti e impossibili da non seguire… fino all’ultima riga.

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About the author

 Gianni Gregoroni è nato a Firenze nel 1972, lavora nel campo informatico, ama scrivere e leggere. Da qualche anno, anche su richiesta di amici, si diletta a scrivere favole e libretti brevi per ragazzi. Tra i suoi lavori c’è una mini raccolta di fiabe che ha per protagonista l’orso Bob. Il libro Le avventure di Emma Mancini, che racconta due storie di questa nuova eroina, è invece il suo primo lavoro pubblicato. 

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Additional Information

Publisher
Ipazia Books
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Published on
Sep 7, 2017
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Pages
188
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ISBN
9781549649998
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Juvenile Fiction / Health & Daily Living / General
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 La talassocrazia o dominio dei Lidi e dei Tirreni sul mare

Il cerchio si chiude in tutto e alla perfezione: i Sardi Tirreni o Sardi Nuragici erano presenti nelle coste dell’intero bacino del Mediterraneo: a Sardis capitale della anatolica Lidia, in Sardegna, in Corsica, nelle Baleari, oltre le Colonne d’Ercole, nel regno di Tartesso, nella Iberia nord-orientale, nella Gallia meridionale, nell’Italia centrale od Etruria, nelle Isole Eolie, nel Mare Ionio, nel Peloponneso, nel Mare Egeo, nell’isola di Cipro, in Palestina e nell’Egitto.

Il Mar Egeo, in virtù delle numerose isole e penisole che lo costellano, è stato definito la «Accademia Navale» nella quale i Greci hanno imparato la difficile arte del navigare, finendo col diventare un «popolo di grandi navigatori». La qual cosa, però sarà avvenuta anche per altri popoli che si affacciavano a quel fortunato e fatidico mare, e fra questi c’era in primo luogo il popolo dei Lidi. E infatti c’è stato un periodo, nel quale i Lidi hanno esercitato un predominio sul Mare Egeo e sui mari adiacenti durato circa un secolo, un predominio sui mari o «talassocrazia» che, secondo il Catalogo delle talassocrazie dello storico Eusebio di Cesarea ebbe inizio 9 anni dopo la caduta di Troia (1184 a. C.) e durò 92 anni.

Tutto questo è confermato dalle notizie che storici antichi hanno riferito anche intorno ad una successiva «talassocrazia dei Tirreni», che sarebbe stata esercitata e imposta da loro anche con la pirateria. Questa «talassocrazia tirrenica» prendeva nome dal ramo etnico che si era imposto all’attenzione degli antichi per la creazione in Sardegna della grande «civiltà delle torri nuragiche» (Tirreni/Tirseni derivano da týrris, týrsis «torre»).  

Di quelle talassocrazie esercitate dalla etnia lidio-sardo-etrusca permangono tuttora tre grandi e chiarissime prove di carattere linguistico, cioè la denominazione di tre diversi bacini del Mediterraneo centro-occidentale: il Mare Tirreno (così chiamato in virtù delle “torri nuragiche” della Sardegna), il Mare Adriatico (così chiamato dalla città etrusca di Adria) e il Mare Sardo(posto attorno alla Sardegna e fra questa e le Baleari e perfino le Colonne d’Ercole; Plinio, Nat. Hist., III 75).

Al di là della prima impressione e delle apparenze, dunque, non è stata una invenzione pubblicitaria creata dall’autore della presente opera la intitolazione per essa prescelta, «I Sardi Tirreni dominatori del Mediterraneo»: essa corrisponde perfettamente al vocabolo greco adoperato dallo storico Eusebio di Cesarea: talassocrazia, dal greco thalassokratía «dominio sul mare», a sua volta da thálassa «mare» + kratéin «comandare».

Il Dizionario della Lingua Etrusca (sigla DETR) è in assoluto il primo e fino ad ora l’unico vocabolario generale che sia stato pubblicato sulla lingua etrusca. La sua composizione ha richiesto all’Autore un lavoro che è durato quasi 35 anni.

Esso contiene circa 8.500 vocaboli, cioè tutti quelli che sono stati rinvenuti in iscrizioni di vario genere fino al presente ed esattamente fino all’anno 2012. Di ciascuno di questi vocaboli nel DETR sono presentati tutti i dati che sono stati fino ad ora acquisiti dalla scienza linguistica, la quale opera sulla lingua etrusca da oltre 150 anni. L’Autore si lusinga di avere raccolto e presentato tutte le scoperte fatte dai numerosi linguisti precedenti e anche quelle – non poche – fatte da lui personalmente.
Ovviamente molte cose della lingua etrusca risultano non ancora chiarite, tanto è vero che il DETR per non pochi vocaboli riporta la dicitura “vocabolo di significato ignoto”.
Nel DETR risultano tradotte circa 2.000 iscrizioni etrusche, fra le quali alcune abbastanza lunghe, cioè «La scritta dell’Arringatore», «La scritta di San Manno di Perugia», «L’elogio funebre di Laris Pulenas», «L’epitafio di Lartia Cilnia». Della «Tabula Cortonensis», della «Tabula Capuana» e del «Liber linteus della Mummia di Zagabria» figurano tutti i singoli vocaboli, assieme con la traduzione di qualche frase relativa ad un determinato vocabolo.
Nel DETR sono confluiti tutti i risultati delle opere che il prof. Pittau aveva in precedenza dedicato alla lingua etrusca e precisamente: La lingua dei Sardi Nuragici e degli Etruschi
(1981); Lessico etrusco-latino comparato col nuragico (1984); Testi etruschi tradotti e commentati – con vocabolario (1990); Origine e parentela dei Sardi e degli Etruschi – saggio storico-linguistico (1995);
La Lingua Etrusca – grammatica e lessico (1997);Tabula Cortonensis, Lamine di Pirgi e altri testi etruschi tradotti e commentati (2000), Dizionario della Lingua Etrusca (2005), Toponimi Italiani di origine etrusca (2006), Dizionario Comparativo Latino-Etrusco (2009), I grandi testi della Lingua Etrusca – tradotti e commentati (2011), Lessico italiano di origine etrusca – 407 appellativi 207 toponimi (2011), Lessico della lingua etrusca (2013), 600 Iscrizioni Etrusche – tradotte e commentate (2013).
Di certo il DETR costituirà una delle tappe fondamentali nella lunga storia degli studi relativi alla lingua etrusca. L’Autore nutre anche la fondata speranza che termini finalmente l’opinione largamente diffusa persino tra uomini di cultura e di cultura umanistica, secondo cui la lingua etrusca è ancora tutta un “mistero”, una lingua di cui non si sa nulla o quasi nulla, una lingua che attende ancora di essere “decifrata” del tutto e dall’inizio….

Tratto dall'introduzione al "Dizionario della Lingua Etrusca" di Massimo Pittau

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