Abbasso lo Stato e la Democrazia. Scritti sui sistemi istituzionali moderni e il libertarismo

goWare, Leonardo Facco editore
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Uno Stato rappresenta un monopolio territoriale di coercizione, un organismo con il potere di compiere espropriazioni continue e istituzionalizzate della proprietà e di sfruttare i proprietari privati attraverso tasse e regolamentazioni. Presupponendo che gli agenti del governo curino i propri interessi, è lecito aspettarsi che tutti gli Stati tendano a incrementare questa forma di sfruttamento. Da una parte, questo si traduce in maggiore sfruttamento interno (e tassazione interna); dall’altra, in espansione territoriale (guerre). Gli Stati tenteranno sempre di ampliare lo sfruttamento e la base fiscale, trovandosi così in conflitto con quelli concorrenti.

Queste le tesi radicali del filosofo di origine tedesca Hans-Hermann Hoppe, la cui critica si estende anche alla democrazia come forma istituzionale e alle sue espressioni politiche. Esiste un’alternativa libertaria allo Stato democratico in grado di valorizzare l’individuo e le sue potenzialità. Si tratta di tesi che fanno riflettere anche alla luce della crisi delle democrazie liberali classiche e alla loro difficoltà a trovare delle risposte efficaci ai bisogni delle società contemporanee.

Un ampio apparato di saggi e di contributi aiuta a mettere a fuoco e contestualizzare il pensiero politico di Hoppe nel panorama del dibattito politico e filosofico attuale.
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Editore
goWare, Leonardo Facco editore
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Data pubblicazione
19 nov 2018
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Pagine
249
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ISBN
9788833631189
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Lingua
italiano
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Generi
Scienze politiche / Saggi
Political Science / Political Ideologies / Libertarianism
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Gli Angeli di Maidan è un viaggio all'interno di una rivoluzione che ho definito rivoluzionaria. Nel mio intento in questo breve saggio è fornire gli strumenti culturali al lettore per comprendere quanto avvenuto in quei mesi a Kiev e quindi comprendere anche gli attuali eventi in Ucraina.

Credo di essere l'unico Italiano testimone oculare di quei mesi passati tra speranze e paure in un oceano di umanità che non poteva non colpire chiunque creda ancora negli ideali di libertà e giustizia. Oltre a fornire gli strumenti culturali ho inserito gli avvenimenti di quelle giornate, le interviste, le emozioni, i personaggi famosi e quelli anonimi che tutti insieme hanno composto quella che viene definita la rivoluzione della dignità.

Una testimonianza che si prefigge di andare oltre la propaganda profusa in questi mesi, oltre le ideologie che a Maidan non hanno mai trovato casa, oltre i luoghi comuni.

Maidan non è stato un punto di arrivo ma semmai un punto di partenza, un luogo a cui spero che le nuove generazioni guardino con interesse e ne traggano spunto nella loro ricerca di una vita migliore e di un mondo più giusto.
Ho dedicato il libro agli Angeli di Maidan che ci guardano da lassù, ragazzi che come noi hanno condiviso la stessa esperienza e che il fato ha voluto che ne diventassero dei martiri.

Perchè la loro memoria non sia sporcata da interessi di parte e dalla propaganda è essenziale che si capisca cosa è successo in quei novanta giorni di protesta popolare e quali sono state le cause che hanno prima scatenato il Maidan e ne hanno poi determinato la vittoria.

Nel libro si parla di Nazionalismo Ucraino, della bandiera rossa o nera, della figura di Stepan Bandera, dei Cosacchi, della Rus di Kiev e poi dei personaggi che hanno animato la protesta, delle battaglie, le interviste, la religione, insomma una visione a 360 gradi sulla complessa società Ucraina che se letta unicamente con la focale occidentale difficilmente risulterà comprensibile.

Lasciatevi attrarre dal paese dei Cosacchi, entrate in Maidan con me.
C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica. Un altro capitolo dei misteri italiani, nel quale si muovono uomini di ‘ndrangheta, pentiti e trafficanti di armi, loschi figuri e figuranti, faccendieri e pezzi deviati dello Stato. A tracciare i contorni di una storia che parte dagli anni ’80 due giornalisti di razza, Giuseppe Baldessarro (Quotidiano della Calabria, La Repubblica) e Manuela Iatì (Sky Tg24). È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Nave dei veleni o piroscafo silurato nel 1917? Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB, pubblicato per la prima volta in questo libro. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe. Troppi indizi, coincidenze, dichiarazioni, sospetti. Troppi i nomi e gli eventi che si rincorrono, intrecciando una torbida trama: il faccendiere Giorgio Comerio, il pentito Francesco Fonti, il capitano Natale De Grazia, magistrati, politici, imprenditori, mafiosi. I due giornalisti giungono a una puntuale ricostruzione dei fatti e delle inchieste, delle verità raggiunte o solo sospettate, delineando un quadro inquietante e oscuro. E intanto in Calabria si continua misteriosamente a morire. Prefazione di Antonio Nicaso.
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