Sedotta Da Due Biker

Babelcube Inc.
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Quando la macchina di Zoe Miller si ferma di colpo a tarda notte in una strada deserta, deve ringraziare il suo ex ragazzo motociclista e il suo migliore amico Joel, che vanno a soccorrerla... in molti modi!
SESSO A TRE SERIE
Presa Da Due Miliardari, Sedotta Da Due Biker, Sedotta Da Due Boss, Presa Da Due Dottori
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About the author

Scrittrice di Bestseller nelle classifiche del New York Times e USA Today, Jasmine Black vive a Minden Hills, in Ontario, Canada, circondata da quattro acri di natura incontaminata.
Adora fare giardinaggio, fare escursioni, andare in kayak, leggere e scrivere. È membro dell'associazione Romance Writers of America.

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2.8
6 total
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Additional Information

Publisher
Babelcube Inc.
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Published on
Aug 16, 2018
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Pages
442
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ISBN
9781547515424
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Language
Italian
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Genres
Fiction / Erotica / General
Fiction / Short Stories (single author)
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La carriera di Addison come fotomodella sta andando a picco. A soli ventinove anni lo spietato meccanismo delle agenzie di moda sta per espellerla e lei non sa che cosa fare della sua vita. Viene da una relazione difficile, non è mai stata così lanciata da avere un granché da parte, è demotivata e si sente senza valore. Per questo quando le propongono delle foto erotiche per un ricco committente anonimo si trova ad accettare. Dopo le foto viene un filmato, e dopo il filmato una proposta sconvolgente: diventare una delle sette professioniste sul libro paga del misterioso Signor K, professioniste destinate a intrattenerlo dal punto di vista sessuale, in cambio di una sistemazione di lusso e di una paga più che congrua.
Il Signor K è il rampollo di una dinastia industriale e ha da poco subito un grave lutto. È cinico, insensibile, maschilista... ma almeno non è brutto e le cose, con lui, sono sempre chiarissime. Addison scopre che accontentarlo non è difficile e che la vita con le sue nuove “colleghe” non è poi male. E l’autista del Signor K, Joel, ha una faccia da criminale, ma un animo pulito... sarà forse lui a insegnarle di nuovo a volersi bene?
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CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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"Non mi aspettavo che mi venisse ad aprire Mayer in persona. Cioè, il Signor K.
Fermo sulla porta, mi squadrò da capo a piedi. Era vestito in modo informale, con un dolcevita scuro e dei pantaloni sportivi.
«Addison» disse. «Felice di conoscerti. Puoi chiamarmi Signor K».
Bene, bene, mettiamo subito i dipendenti a loro agio, eh?
«Sì, Signor K».
Mi fece segno di seguirlo all’interno. Era un appartamento enorme, in penombra.
«Non è la mia residenza di famiglia, è chiaro. È un posto riservato che tengo per i momenti di svago. Tu sei un momento di svago, si spera». L’ultima frase l’aveva detta con un sospiro un po’ infastidito.
Cominciamo benissimo.
«Si spera» confermai.
Entrammo in un salone.
«È tutto bellissimo» mi sentii in dovere di dire.
«Sì? Sono felice che ti piaccia. Ora dovresti spogliarti».
Restai interdetta. Mi aspettavo un approccio più soft, forse. Oddio, non so che cosa mi aspettassi, ma non un invito a spogliarmi appena entrata in casa.
Comunque fosse... era quello per cui mi pagava, no? L’idea di andare a letto con lui non mi sorrideva in modo particolare, ma avevamo detto che potevo tirarmi indietro quando volevo... giusto?
Lasciai la mia giacca leggera su un divano. Poi mi sfilai le scarpe a tronchetto, la maglia, la gonna... iniziavo a essere in imbarazzo, anche perché K, lì, era rimasto vestito.
Fece una cosa strana. Prese un cuscino dal divano e lo buttò per terra, su un tappeto persiano sui toni del bordeaux. Non capii subito che cosa volesse.
Poi ci arrivai.
«Oh» dissi. «Scusi».
Mi inginocchiai sul cuscino. Così com’ero, in slip e reggiseno. Era tutto piuttosto inquietante.
K si avvicinò a me e mi trovai il cavallo dei suoi pantaloni davanti alla faccia.
Non mi diede una buona sensazione. Era troppo intimo, iniziare con una fellatio. Capivo che mi pagava per fare quello che andava a lui, ma non ero solo un buco da fottere. Ero una sua dipendente... e ai dipendenti devi anche mostrare un po’ di rispetto, no? Potevo alzarmi e andarmene – vaffanculo i soldi.
Ma K non se lo tirò fuori. Mi posò una mano sulla testa e mi accarezzò i capelli come se fossero il pelo di un animale domestico."
La nave spaziale su cui viaggia Viola, diretta verso un laboratorio chimico, viene accerchiata da un branco di oolonga, gigantesche creature spaziali, cacciate per le sacche di multitropina che hanno sotto il collo. Gli oolonga distruggono la nave e Viola e i suoi compagni morirebbero, se non venissero soccorsi appunto da una nave di cacciatori. Senza più un mezzo di trasporto, sono costretti ad andare con loro. La Quatermain insegue il branco fino a un pianeta roccioso, dove ha inizio la caccia vera e propria. Il capo spedizione, Zane, è un uomo di pochissime parole, di cui Viola subisce immediatamente il fascino. Ma purtroppo non è l’unico membro dell’equipaggio, e nel silenzio dello spazio possono succedere cose, brutte cose, con cui poi sarà difficile convivere.
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CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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"Andai al magazzino e presi una tuta e una maschera. Il mezzo di supporto era già stipato di bombole, quindi non avevo bisogno di portarne altre. Percorsi il tunnel di collegamento con le scatole in mano e quando arrivai nell’hangar mi resi conto che c’era da surgelare. L’escursione termica tra giorno e notte era pazzesca, su Pod.
Tirai fuori la mia tuta e me la misurai addosso. Sembrava parecchio piccola e mi venne il sospetto di non entrarci.
«Forse ti serve una M, alla fine».
Mi voltai. Zane era vicino all’imbocco del tunnel, con in mano un oggetto tondeggiante. Lo sollevò per mostrarmelo. Sembrava una granata.
«Un’arma a raggio energetico non ti servirebbe a nulla. Non sapresti usarla. Questa ha un effetto stordente. Non dovrebbe essercene bisogno, ma...»
«Okay. Non si può mai sapere».
Venne verso di me. Mise la granata in una tasca laterale del mezzo di supporto. Mi guardò. L’aria era davvero gelida, ma sentii lo stesso un’ondata di calore.
Lo guardai a mia volta. Quegli occhi color lime, le pupille larghe di desiderio. La fossetta in mezzo al suo mento. L’avrei voluta mordere. La mia mano destra andò alla linguetta della zip senza neppure accorgersene. «Dovrei provarmi la tuta» dissi, a voce molto bassa.
Era una stupida bugia e lo sapevamo entrambi.
Zane finì di tirarmi giù la linguetta e mi denudò le spalle. L’aria gelida accarezzò la pelle del mio sterno e delle mie braccia. Feci un respiro profondo e nel farlo gonfiai la cassa toracica. Una delle mani di Zane mi scivolò tra i seni, sopra la canottiera. Ne strinse uno e io sospirai.
Solo in quel momento presi consapevolezza del suo corpo davanti al mio, del suo sguardo verde che mi scrutava, mi frugava la faccia e tra i seni.
Mi fece voltare. Fu così semplice da essere quasi ridicolo."
Neptune Morgan ha una cicatrice sulla gola che le ricorda di non fidarsi degli uomini, specie di quelli che ami. Sono passati dieci anni da quando il suo ex-marito ha cercato di ucciderla e nel frattempo ha fondato un’associazione per proteggere le donne come lei. Ora è stata chiamata a far parte come membro esterno di una commissione parlamentare che deve discutere una nuova legge sulla violenza di genere. Neptune non è una politica, non sa come muoversi, ma trova un aiuto inaspettato nel cancelliere in persona. Ray si porta dietro un lutto che lo opprime, ha lo sguardo triste come una mattina di febbraio, un figlio adolescente che è tutta la sua famiglia... e capisce che Neptune ha bisogno di una guida. È così che si rende conto che forse non tutto è morto, dentro di lui...
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SI LEGGE INDIPENDENTEMENTE DAGLI ALTRI LIBRI DELLA SERIE
CONTIENE SCENE ESPLICITE - CONSIGLIATO A UN PUBBLICO ADULTO
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"Si sedettero su un muretto per rimettersi le scarpe. Il cancelliere si diede una spolverata ai piedi lunghi e magri, Neptune ci mise un’infinità solo per liberare dalla sabbia metà del primo piede.
«Dia qua».
Il cancelliere usò il suo fazzoletto per asciugarle e ripulirle il piede destro, mentre lei si dedicava al sinistro. La sua posizione, con entrambe le appendici in aria, doveva anche essere piuttosto buffa. Ma le sue mani sulla caviglia la facevano rabbrividire.
Lui le tirò su l’orlo dei pantaloni, asciugandola fino al ginocchio. Il suo palmo scivolò giù per la sua gamba, fino al dorso del piede. Poi le sue labbra, leggere sul perone, sulla caviglia.
Neptune avvampò per la sorpresa. Il desiderio la stordì come un colpo improvviso. La sua fica era già in fiamme, ma ora si bagnò così tanto che i suoi umori si mescolarono con l’acqua salata sulle mutande.
Lui non disse niente.
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