Fuori dal pantano del Vietnam: Pentagon Papers – Gli anni di Kennedy. Con scritti di Bertrand Russell, Vo Nguyen Giap, Kenneth Keniston

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“Americani! La lotta del popolo del Vietnam è identica alla lotta dei coloni americani contro gli inglesi.” 

Bertrand Russell


In appena 50 pagine John Kenneth Galbraith, uno dei maggiori intellettuale pubblici del suo tempo, delinea l’unica soluzione possibile al più grave problema della sua epoca: come uscire dal Vietnam. La sua lucida analisi muove da una tesi politica suffragata dalla storia dei movimenti di liberazione. Scrive: “In Vietnam non ci stiamo scontrando con i comunisti, ma col forte sentimento nazionale vietnamita. Siamo impegnati in una guerra che non possiamo vincere e che non dovremmo desiderare di vincere”.

Una tesi che lo portò a rompere con il presidente Lyndon Johnson a cui aveva scritto il discorso di insediamento.


Le conclusioni di Galbraith sono pienamente condivise da Bertrand Russell, un altro grande intellettuale pubblico. Nella sezione eXtra, presentiamo due interventi del premio Nobel per la letteratura che legittimano pienamente quel riconoscimento. Sempre nella sezione eXtra: un ampio estratto dai Pentagon Papers sulle colpe dell’amministrazione Kennedy e uno scritto del generale Giap sulle ragioni del Vietnam.


Un piccolo grande classico del pensiero politico alla sua massima potenza di fuoco.

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Additional Information

Publisher
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Published on
Jun 12, 2019
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Pages
187
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ISBN
9788833632308
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Language
Italian
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Genres
History / Military / Vietnam War
Political Science / Essays
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L’attualità di Niccolò Machiavelli è fuori discussione. Il Principe ha la veneranda età di 500 anni, ma sembra scritto ieri. Recentemente “The Economist”, uno dei poteri forti del mondo contemporaneo, ha inviato una lettera al premier britannico David Cameron a firma di Niccolò Machiavelli dopo averne fatto il peana. 


Nella vulgata tradizionale, Machiavelli è l’autore semi-leggendario che per primo ha affrancato la sfera politica dalle rigide regole della religione, della morale e del diritto, aprendo così la via a una teoria del potere inteso come pura volontà di potenza. In questo modo, il segretario fiorentino viene solitamente indicato come il capostipite della letteratura sulla cosiddetta “ragion di Stato”. Ebbene, Machiavellismo e ragion di Stato, ormai già un classico negli studi sull'argomento, si incarica precisamente di rovesciare questo luogo comune: da una parte, contrapponendo il paradigma “guerriero” del discorso del machiavellismo a quello “economico” dei teorici della ragion di Stato; dall'altra, mostrando come quest’ultimo affondi le sue radici nel concetto di ratio status medievale – un concetto che dunque precede di molto l’opera di Machiavelli.  

Tradotto in coincidenza col cinquecentesimo anniversario del Principe, e impreziosito da una nuova prefazione scritta per l’occasione dall'autore, Machiavellismo e ragion di Stato accompagnerà il lettore in un viaggio affascinante alle origini del pensiero politico moderno, svelandone insieme la sorprendente attualità. 


C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica. Un altro capitolo dei misteri italiani, nel quale si muovono uomini di ‘ndrangheta, pentiti e trafficanti di armi, loschi figuri e figuranti, faccendieri e pezzi deviati dello Stato. A tracciare i contorni di una storia che parte dagli anni ’80 due giornalisti di razza, Giuseppe Baldessarro (Quotidiano della Calabria, La Repubblica) e Manuela Iatì (Sky Tg24). È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Nave dei veleni o piroscafo silurato nel 1917? Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB, pubblicato per la prima volta in questo libro. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe. Troppi indizi, coincidenze, dichiarazioni, sospetti. Troppi i nomi e gli eventi che si rincorrono, intrecciando una torbida trama: il faccendiere Giorgio Comerio, il pentito Francesco Fonti, il capitano Natale De Grazia, magistrati, politici, imprenditori, mafiosi. I due giornalisti giungono a una puntuale ricostruzione dei fatti e delle inchieste, delle verità raggiunte o solo sospettate, delineando un quadro inquietante e oscuro. E intanto in Calabria si continua misteriosamente a morire. Prefazione di Antonio Nicaso.
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