C'Era Una VOLTA Il Che - Ernesto Guevara, Tutta Un'altra Storia

Simonelli Editore
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Con questo libro, che verra bollato spregiativamente come "revisionista," viene scoperchiato un santuario. Che Guevara era davvero un eroe senza macchia e senza infamia? Che Guevara era un assassino o un filantropo? Che Guevara era un buon economista? Che Guevara era il difensore dei piu poveri e dei diversi? Che Guevara era medico oppure no? Queste sono alcune delle domande a cui risponde questo libro, che getta luce su una delle figure piu idolatrate del XX secolo.Grazie alla documentazione e alle testimonianze riportate in queste pagine, emerge a chiare lettere che il guerrigliero argentino era una specie di "macchina di morte." Disse, nel 1964, all'Onu: "Fucilazioni? Siiii, abbiamo fucilato. Continuiamo e continueremo a fucilare finche sara necessario. La nostra lotta e una lotta fino alla morte"! Scrisse in una lettera a sua moglie: "Mia cara: mi trovo nella selva cubana, vivo e assetato di sangue." Tra le altre sostenne: "La via pacifica e da scordare e la violenza e inevitabile. Per la realizzazione di regimi socialisti dovranno scorrere fiumi di sangue nel segno della liberazione, anche al costo di milioni di vittime atomiche." Il noto attore e regista Andy Garcia ha detto di lui: "La gente indossa la maglietta con il suo volto come un'opera di pop art. Ma non sanno nemmeno chi fosse. Sembra una rock star. E invece fece uccidere moltissime persone senza processo e senza che avessero la possibilita di difendersi."LEONARDO FACCO e giornalista ed editore. Ha lavorato e collaborato per anni con diversi quotidiani e settimanali italiani. Attualmente e direttore della rivista libertaria Enclave.
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Additional Information

Publisher
Simonelli Editore
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Published on
Apr 3, 2009
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Pages
99
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ISBN
9788876473814
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Biography & Autobiography / Historical
Political Science / Political Freedom
Political Science / Political Ideologies / Communism, Post-Communism & Socialism
Political Science / Political Process / Leadership
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Marcello De Angelis
Le parole della politica, al tempo dell’antipolitica, sono quasi tutte indebolite di significato. C’è in Italia un movimento di successo (il M5s) che, come altri movimenti in passato (dall’Uomo qualunque alla Lega, all’Italia dei Valori) rifiuta le categorie storiche e si dichiara oltre la destra e la sinistra. A capo del partito più rappresentativo della sinistra c’è un uomo che
viene dal Centro ed è accusato di fare politiche di destra. Intanto la destra sembra liquefatta e – come previsto da un uomo di destra quale Montanelli – risulta irriconoscibile dopo lo stravolgimento portato nello scenario politico da un uomo come Berlusconi, che con la destra non aveva nulla in comune.
Ma la destra? Ce n’è ancora bisogno? Pare di sì. Mai prima di ora se n’è parlato così tanto e in modo così inconcludente. Fino a venti anni fa, una destra chiaramente riconoscibile in Italia esisteva. Alla fine, banalmente, era il mondo che si ritrovava nel Msi e
in Alleanza nazionale, semplicemente perché, fino al ‘94, nessun altro in Italia si assumeva il rischio di dichiararsi “di destra”. In giro per il mondo di destre se ne possono trovare varie e di difficile omologazione tra di loro, ma questo è piuttosto dovuto al fatto che le destre, per loro stessa natura, sono un prodotto “tipico”, con tratti peculiari a secondo dei popoli e delle nazioni. Dopo che ad essere stata egemone all’interno del polo di destra, per consenso ma anche per risorse e capacità comunicative, è stata un’aggregazione composta da “destri per caso”, molti dei quali venivano dalla sinistra socialista o comunista, oggi, al netto di una moltiplicazione di gruppi parlamentari di cui non sono chiari i contorni o le strategie, a proporsi come guida è Salvini, leader di un movimento che nasce anti-italiano e che rivendica radici personali di sinistra (era il capo dei “comunisti padani”). Forse, in questo Caos, cercare di ridisegnare un perimetro che abbia una coerenza dottrinaria, storica e valoriale della Destra può apparire quasi velleitario, ma non per questo meno necessario e forse persino meritevole.

 
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