Le immagini del mistero

Bibliotheka Edizioni
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Un saggio che analizza i simboli nascosti nelle opere d'arte, chiavi segrete che aprono le porte per raggiungere le origini della storia. Quante cose in comune hanno i mosaici della maggiori cattedrali d'Europa con gli affreschi di una sperduta chiesa di campagna, i dipinti di Giotto e Caravaggio con le monete di Caligola e i libri dell'Inquisizione? Normalmente si pensa che le vite di Gesù e di Giovanni Battista siano prima di tutto narrate nella Bibbia. Quando guardiamo un quadro o un affresco che le rappresenta siamo portati a credere che nulla possa aggiungere a quello che già ci raccontano le "sacre scritture". Tanto meno se ci venisse presentata una moneta dell'impero romano o una vecchia stampa. Questo libro ci offre un'alternativa a questa visione, ricavando da oggetti già intrisi di valore artistico anche quei simboli che, come una segreta chiave, aprono le porte per raggiungere le origini della nostra storia.
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Publisher
Bibliotheka Edizioni
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Published on
Sep 12, 2018
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Pages
344
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ISBN
9788869344152
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Language
Italian
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Genres
Art / Criticism & Theory
Art / General
Art / History / Ancient & Classical
Art / History / General
Art / Subjects & Themes / Religious
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 Contiene la guida in audio completa del quadro, in streaming e download.


L’Ultima Cena o Il Cenacolo è una delle opere più grandiose, per dimensioni e complessità, dell’artista-scienziato che da sempre incuriosisce e appassiona per il suo genio e per il fascino della sua personalità: Leonardo da Vinci.

Nell’ex-refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, si trova il dipinto parietale raffigurante l'ultima cena di Cristo, composto tra il 1494 e il 1498 su incarico di Ludovico il Moro. L'Ultima Cena dipinta da Leonardo da Vinci, in un prolungamento prospettico dell'ambiente reale, costituisce un'iconografia fra le più celebri e le più profondamente penetrate nell'immaginario collettivo occidentale: la scena è quella del momento in cui Gesù dichiara agli Apostoli di sapere che uno di loro lo tradirà. 

A causa della tecnica pittorica utilizzata da Leonardo, incompatibile con l'umidità dell'ambiente, l’opera versa da secoli in un cattivo stato di conservazione. Nonostante ciò Il Cenacolo fa parte della lista UNESCO dei beni dell'umanità da preservare ed è anche per questo motivo che si è tentato, per quanto possibile, di salvaguardarla nel corso di uno dei più lunghi e capillari restauri della storia, durato dal 1978 al 1999 con le tecniche più all'avanguardia del settore. 


Gli audioquadri Area51 Publishing sono un nuovo modo di conoscere, amare e godere l’arte. Ogni quadro è raccontato nel dettaglio per farti conoscere la storia, scoprire lo stile e vivere in prima persona l’emozione del dipinto.

L’ebook dell’audioquadro è illustrato: al suo interno troverai infatti le immagini dei dettagli del dipinto che ti aiuteranno a notare ed apprezzare ogni elemento dell’opera.

In campo matematico-geometrico e filosofico Il fascino per l’incommensurabilità dura da almeno 2500 anni e, direttamente o indirettamente, ha coinvolto anche il campo artistico. Il problema in sé e la ricerca di una risposta razionale mise in crisi a tal punto i principi filosofico-matematici elaborati dai pitagorici, che lo scoprirono per primi, da spingerli a minacciare di morte chiunque ne avesse fatto trapelare l’esistenza all’esterno della “setta”. La minaccia non avrebbe intimidito Ippaso da Metaponto, considerato il capo degli acusmatici di quella scuola. Costui osò rivelarlo ma, dopo poco, intorno al 500 a.C., morì misteriosamente in mare.

In pratica, la scoperta che diagonale e lato del quadrato, come anche diagonale e lato del pentagono ecc. non ammettessero un “punto misurabile” come sottomultiplo comune, costrinse gli studiosi a prende-re atto che le due misure erano incommensurabili e ciò equivalse ad un vero e proprio attentato agli assunti matematici fino ad allora dati per acquisiti.

Se in un segmento geometrico non poteva più esserci un numero definito di punti ma sempre e comunque un numero infinito di essi ne conseguiva che il punto non era più misurabile come si credeva e, avendo dimensione nulla, non poteva essere più preso come unità di misura.

Per i pitagorici I numeri erano solo quelli naturali (1,2,...9), quelli esprimibili come rapporti del tipo 3/4, 5/8, ecc., similmente a quelli esistenti nei rapporti degli accordi musicali.

Ma il teorema di Pitagora, applicato al triangolo equilatero-isoscele di un quadrato di lato unitario, stabilendo che la diagonale è l li costrinse a prendere atto che dovevano esistere altri infiniti numeri intermedi tra due interi successivi.

Infatti, la radice di 2, non essendo un numero intero o il rapporto di due numeri interi o una frazione, introduceva necessariamente un altro campo numerico definito, appunto, irrazionale.

Altri rapporti irrazionali erano comunque già noti tra cui P greco e il numero aureo phi, ricorrendo implicitamente nei rapporti geometrici utilizzati dagli architetti per la costruzioni dei grandi monumenti pubblici e religiosi del passato, tra cui la piramide di Cheope.

La concezione, quindi, di un Universo tutto armonico e lo stesso concetto di armonia basati su rapporti numerici tra interi doveva ora fare i conti con la scoperta di questi nuovi numeri che costringeva a rivisitare anche il concetto stesso di infinito.

Tali conoscenze non tardarono ad influenzare il mondo dell’arte spalancandole un nuovo universo nell’ambito dell’espressione e della comunicazione “astratto geometrica”.

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