Verso la fine dell'economia - Apice e collasso del consumismo

Fuoco Edizioni
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Un sistema economico fondato sulla crescita illimitata della produzione sta spingendo l'intera umanità verso il collasso a causa dell'esaurimento delle risorse naturali del pianeta. A peggiorare l'attuale crisi economica concorrono tutta una serie di ulteriori crisi (energetica, agricola, delle materie prime minerarie, delle risorse idriche, socio-demografica e ambientale), troppo spesso ignorate dall'opinione pubblica. Quelli che ci attendono sono tempi difficili, in cui si intensificheranno ancora di più le tensioni e i conflitti per l'accaparramento delle ultime risorse naturali e dove, in un mondo sempre più indebitato, sono aumentate le pressioni per raggiungere la chimera della crescita infinita. Per evitare il sempre più probabile tracollo dell'intera nostra società (che non riuscirebbe a reggere a lungo l'incapacità di veder crescere la produzione materiale) occorre un radicale rovesciamento dei valori correnti che dovranno necessariamente essere compatibili con l'ambiente. La teoria della decrescita offre la possibilità di evitare la catastrofe riportando l'uomo - e non più l'economia - al centro dell'agire umano.
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Publisher
Fuoco Edizioni
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Published on
Jun 28, 2013
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Pages
168
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ISBN
9788897363675
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Language
Italian
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Genres
Business & Economics / Consumer Behavior
Business & Economics / International / General
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L’export è rimasta la sola fonte di crescita per le imprese italiane. In un mercato interno bloccato, aumentare il fatturato è diventato uno zero-sum-game, dove le quote di mercato si possono solo rubare al concorrente mentre le vendite totali rimangono le stesse. Rispetto ai paesi di moda come Cina, Brasile, India e Russia, gli Stati Uniti offrono un sistema politico stabile, un sistema giuridico imparziale, regole di diritto certe, bassa burocrazia, infrastrutture e servizi sviluppati, una logistica impeccabile e un settore pubblico efficiente. Last but not least, gli USA si stanno avviando verso l’indipendenza energetica, un fatto che cambierà radicalmente, e per il meglio, le prospettive dell’economia americana già nel corso dei prossimi cinque anni. Il libro offre una panoramica degli elementi chiave necessari per impostare una strategia di ingresso negli USA, prendendo in esame alcune aree per l’attività di impresa all’interno del sistema americano, come la logistica, il sistema legale, l’ecommerce, la costituzione di società di diritto locale e l’apertura di esercizi commerciali. Al settore alimentare, in particolare a quello del vino, per il quale l’Italia è già il primo paese esportatore, viene dedicato un capitolo a parte. Largo spazio è riservato anche a settori tipici del nostro export, come la moda, la meccanica, gli apparecchi elettromedicali e il design. Il volume si chiude con le interviste ad alcuni imprenditori italiani che sono riusciti a esportare con successo negli Stati Uniti.
Findomestic presenta “Dall’edonismo dei consumi al consumo responsabile”, una pubblicazione realizzata in collaborazione con il Censis sui mutamenti dei consumi e degli stili di vita negli ultimi tre decenni.
Nel raccontare i cambiamenti degli stili di consumo degli italiani è il parallelismo tra i consumi stessi e l’evoluzione della Società. Se nel 1984 la prima voce di spesa era rappresentata dall’alimentazione, nel 2014 i generi alimentari si riducono al 14,2%, e al primo posto sale l’abitazione. Pesano di più sui bilanci anche i consumi per turismo, cultura, istruzione e tempo libero. Si riducono, infine, le spese per vestiario e calzature, e quelle per mobili ed elettrodomestici. Cambia, inoltre, la gestione delle risorse: negli anni gli italiani sono diventati meno diffidenti nei confronti dell’indebitamento.

La ricerca è il frutto della collaborazione tra Findomestic e Censis, che ha avuto accesso all’enorme mole di dati che la società - tra i leader del credito al consumo - ha raccolto in trent’anni di attività.

“Questa pubblicazione - dichiara Chiaffredo Salomone AD di Findomestic – racconta trent’anni di cambiamenti degli stili di consumo e di vita degli italiani, leit motiv della nostra storia aziendale, fatta di ascolto e collaborazione stretta con i nostri partner che ci ha permesso di evolvere insieme a loro. Un percorso che ci ha visti più forti e più responsabili anche assieme ai nostri clienti.”

“Il cambiamento nei consumi e nella gestione delle risorse è originato dal processo di cetomedizzazione cui ha partecipato gran parte della società italiana”, è il commento di Giuseppe De Rita, Presidente del Censis. “Negli anni della crisi sono i valori sociali del ceto medio che hanno condizionato i consumi: la razionalità con cui singoli e famiglie fanno monitoraggio dei prezzi e delle spese, l’ispirazione collettiva ai valori della medietà, il ricorso alle offerte low cost, la ricerca del viver bene”.

Findomestic è la Banca specializzata nel credito alla famiglia e si posiziona tra i primi player in Italia nel mercato del credito al consumo. Fondata nel 1984, oggi fa parte del gruppo BNP Paribas ed il 100% del suo capitale è detenuto da BNP Paribas Personal Finance, società specializzata nei finanziamenti ai privati sia per l’attività di credito al consumo che di credito immobiliare. Con 30.000 collaboratori in 30 paesi e su 4 continenti, BNP Paribas Personal Finance è la società numero uno in Francia ed in Europa.
Questo lavoro vuole essere un aiuto per le Piccole e Medie Imprese (PMI) che considerano di fare business tramite gli Stati Uniti e negli Stati Uniti (USA). E’ una breve visione d’insieme di tematiche da considerare e non tratta il tema in maniera esaustiva.

Esso nasce per fare da guida introduttiva ed è utile ad approfondire il tema tra le aziende interessate all’internazionalizzazione negli USA e i consulenti Buoyant Capital. I consulenti sono in grado di suggerire piano di business per l’internazionalizzazione che usi la città di New York (NYC) come base principale delle attività di penetrazione del mercato statunitense e nord-americano in generale.

Intendiamo per PMI un’impresa che abbia raggiunto il punto di pareggio, abbia un’attività sostenibile, con prodotti che sono adatti al mercato internazionale, ma che correntemente vende solo al mercato domestico o nei Paesi limitrofi ai suoi confini. La PMI tipicamente ha un fatturato tra 3 e 30 milioni di Euro. Questa forbice di fatturato abbraccia una porzione molto ampia di imprese: da aziende con capitale privato (di pochi soci oppure di famiglia) a entità quotate in mercati ristretti (ad esempio AIM di Londra, Frankfurt eExchange, OTC, etc…).

Gli autori assumono che le imprese abbiano l’intenzione di condurre affari in Nord e Sud America, Est e Ovest Europa, Russia e Africa (le attività commerciali in Asia in parte sono coerenti con quanto tratteremo, ma per tali mercati vi sono altri elementi da tenere in conto, elementi che questa guida non prende in considerazione. Un consulente Buoyant Capital può trattare il caso specifico se necessario).

I suggerimenti offerti in questa guida possono essere d’interesse anche per le micro aziende a uno stadio iniziale dello sviluppo, ma molto dipende dal tipo di business e dal tipo di prodotto che s’intende offrire. I consulenti Buoyant Capital godono di estesa esperienza nel supporto alle nuove iniziative d’impresa.

Questa guida non è stata scritta per le start-up benché il lettore interessato potrà trovare comunque spunti di riflessione utili ai suoi possibili progetti di internazionalizzazione.

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