Il curioso giornalista: Vestire le notizie

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Un libro arguto e divertente che si sfoglia e si legge con grande piacevolezza, dedicato non solo agli aspiranti giornalisti e a chi già svolge questa professione, ma anche a coloro che hanno a cuore i temi della scrittura, a chi intende continuare a coltivare la memoria storica, a coloro che s’interrogano sul presente del giornalismo e sul suo futuro, sulle opportunità ma anche sui pericoli che vengono alla pratica di questo mestiere dalle nuove tecnologie e soprattutto dalla Rete. Un viaggio nel “mestiere” più bello del mondo, ricco di curiosità, aneddoti, suggerimenti e consigli preziosi.
Questa edizione digitale è arricchita da oltre 200 illustrazioni e fotografie a corredo di eventi, personaggi e avvenimenti storici, sì da offrire una singolare quanto mai esaustiva carrellata - illustrata - della storia d'Italia contemporanea.
Mario Nanni, partendo dalla curiosità, che definisce il carburante del giornalista, avvia una sorta di viaggio nel labirinto della professione presentando, anzi rappresentando, mediante l’uso frequente del dialogo, con uno stile rapido e in presa diretta, alcune carenze a volte clamorose (‘’Via Rasella? Boh!. Io sono di Bergamo’’) emerse nella preparazione delle giovani leve che si accostano al giornalismo con tanto entusiasmo, ma sono digiune e inconsapevoli della storia del loro Paese e perfino dell’attualità. Nel descrivere alcune situazioni, e nel ricordare regole e nozioni, l’autore inserisce, a scopo illustrativo, episodi di vita professionale vissuti in prima persona. p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Arial} p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Arial} span.s1 {letter-spacing: -0.1px} p.p1 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; text-align: justify; font: 12.0px Arial} p.p2 {margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Arial} span.s1 {letter-spacing: -0.1px}
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About the author

Mario Nanni è un giornalista professionista originario di Nardò, trapiantato a Roma da oltre 40 anni. Laureato in Filosofia, tesi in Estetica con il professor Giuseppe Prestipino, abilitato all’insegnamento di Scienze umane e Storia. Ha compiuto 40 anni di giornalismo parlamentare. Entrato all’Ansa nel 1975, ha seguito l’attività legislativa delle Camere, importanti commissioni d’inchiesta, (come quella su Moro e Sindona), la politica degli ultimi decenni, congressi di partito. È stato capo della redazione politica, della redazione Multimedia e infine capo redattore centrale. Ha curato la redazione delle ‘’Regole di scrittura’’ per i giornalisti dell’Ansa. Ha scritto un piccolo dizionario ‘’Lessico parlamentare’’ per un volume a più voci, curato da Sergio Lepri per l’editore Le Monnier. Un saggio- intervista su Moro, per un libro di vari autori, è di imminente pubblicazione. Ha collaborato con Nuova Antologia, Il Secolo XIX e La Gazzetta del Mezzogiorno. 


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Additional Information

Publisher
Media&Books
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Published on
Mar 1, 2018
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Pages
360
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ISBN
9788889991329
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Language
Italian
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Genres
Biography & Autobiography / Editors, Journalists, Publishers
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Com’è cambiato il mestiere dell’addetto stampa con Internet? Il giornalista-comunicatore ha dovuto adeguare metodologie e strumenti non solo alle nuove tecnologie ma, più in particolare, è stato costretto a valutare l’impatto dei social sulla diffusione delle notizie. Oggi la cosiddetta intermediazione tra azienda e consumatori, tra personaggio e pubblico, tra politici ed elettori, utilizza canali spesso poco “controllabili” da un ufficio stampa rimasto ancorato a vecchi schemi. Non è cambiata la professione, che, anzi, dalle nuove tecnologie ha avuto molti vantaggi, ma si è modificato il modo di operare, è mutato il sistema di comunicazione, si è trasformato il metodo di approccio alla cosiddetta “notizia” che deve essere veicolata e diffusa nella maniera più ampia possibile. 

Questo libro, dunque, è uno strumento di lavoro utile per chi già opera nel mondo degli uffici comunicazione, ma soprattutto costituisce un’ottima guida per i giovani che sono attratti dal mondo delle pubbliche relazioni. Sono svelati molti “trucchi” del mestiere e messe in evidenza le trappole da evitare, i consigli per comunicare in modo appropriato, nonché i suggerimenti per evitare disastri o brutte figure, che, inevitabilmente, guastano in modo irreparabile il rapporto di fiducia che si instaura tra ufficio stampa e ente/azienda/personaggio che ad esso si poggia per le relazioni con la stampa. Più che un manuale, un brillante racconto di come va fatto il lavoro di comunicazione, che si legge tutto d’un fiato lasciando, però, al lettore - futuro comunicatore - molti consigli di cui fare tesoro. 
Completano l’opera le storie di successo di cinque giornalisti (Federico Fabretti, Lorenzo Falciai, Angelo Fallico, Giuseppe Sapienza e Toi Bianca) che raccontano in che modo è mutata la professione dell’addetto stampa, ma soprattutto come si diventa i top della comunicazione di grandi realtà imprenditoriali, economiche ed istituzionali.  

È il mestiere più bello del mondo, quello del giornalista, ma secondo l'autore - con l'esperienza di 50 anni da cronista di strada - alla fine è un "mestieraccio", anche se poi non lo si cambierebbe per tutto l'oro del mondo. Franco Calabrò, giornalista di lungo corso - spulciando dai suoi preziosi e riservatissimi taccuini - traccia un affresco quanto mai suggestivo e affascinante del mestiere. Dagli scoop al lavoro di desk, dagli incontri agli scontri con persone, personaggi e luoghi che hanno lasciato il segno. Ne esce fuori un racconto palpitante e senza dubbio coinvolgente su com'è cambiato il lavoro di giornalista e quanto sia difficile, oggi più di ieri, fare questa professione che richiede ancora passione, dedizione e tanti sacrifici. È una galleria di giovani giornalisti che hanno saputo conquistare le vette della professione, con posizioni di alto prestigio, ma è anche la storia di tantissimi altri che, nel corso degli anni, hanno continuato con convinzione e determinazione, senza clamori o scoop, a fare onestamente e degnamente il mestiere di comunicare ai lettori, gli unici loro veri padroni. In 50 anni di "mestieraccio" Franco Calabrò ha incontrato grandi personaggi: mafiosi e capibastone, politici e manager, vittime e carnefici, legati alla cronaca e diventati, in un modo o nell'altro personaggi. Che la penna di Calabrò ci riporta all'attenzione, con vividezza e meticolosità e la pignoleria del vecchio cronista che consumava le scarpe. Un libro gradevole, lo specchio di dieci lustri della nostra storia recente, che farà piacere ripercorrere e riscoprire. 
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