GLI ETRUSCHI NELL' ANTICA SVIZZERA

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 Un breve studio di Massimo Pittau sugli Etruschi nell'antica Svizzera.
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 Massimo Pittau – (Nuoro, 6 febbraio 1921) è un linguista e glottologo italiano, studioso della lingua etrusca, della lingua sarda e protosarda. Ha pubblicato numerosi studi sulla civiltà nuragica e sulla Sardegna storica. Le sue posizioni riguardo al dialetto nuorese (massima conservatività nell’ambito romanzo) sono vicine a quelle del linguista Max Leopold Wagner con cui è stato in rapporto epistolare. Nel 1971 è entrato a far parte della Società Italiana di Glottologia e circa 10 anni dopo nel Sodalizio Glottologico Milanese. Per le sue opere ha ottenuto numerosi premi.

 

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Publisher
Ipazia Books
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Published on
Sep 5, 2018
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Pages
38
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Best For
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Language
Italian
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Genres
History / General
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 PREFAZIONE Sono dell'avviso che il titolo della presente opera Dizionario Comparativo Latino-Etrusco sia già per se stesso del tutto chiaro e significativo circa il problema che esso tratta: esso contiene un elenco di circa 2.350 vocaboli latini (antroponimi, toponimi ed appellativi) i quali corrispondono ad altrettanti vocaboli etruschi. In effetti il verbo da me adoperato corrispondere fa preciso riferimento a quell’operazione che noi linguisti chiamiamo «comparazione»; e in realtà questo mio Dizionario procede a comparare fra loro 2.350 vocaboli latini ed etruschi. In glottologia o linguistica storica la «comparazione» non è la stessa cosa della «derivazione» dei vocaboli, ossia della loro “origine” od “etimologia”. Questo Dizionario pertanto persegue ed indica la «comparazione» di vocaboli latini con altrettanti etruschi e viceversa, mentre lascia da parte il problema della loro “derivazione” od “etimologia”. Quest’ultimo problema invece è lasciato e demandato ad altri eventuali studi di altri eventuali linguisti. Su questo differente problema della “derivazione” o della “etimologia” dei vocaboli latini ed etruschi studiati, io qui mi limito a fare questa sola considerazione: la “derivazione” può avere una direzione orizzontale ed inversa, cioè procedere dal latino all’etrusco ovvero dall’etrusco al latino; oppure può avere un direzione verticale, dall’alto verso il basso, cioè procedere da una eventuale comune lingua-madre originaria (non sono pochi i linguisti che sostengono che anche l’etrusco è una lingua indoeuropea) oppure dal basso verso l’alto (dal greco al latino e all’etrusco, oppure dal cosiddetto “sostrato mediterraneo” al latino e all’etrusco). Di questo problema specifico della “derivazione” o della “etimologia” io nel presente Dizionario parlo molto poco e se non in rare e fortunate occasioni, motivando questa mia rinunzia col fatto che l’opera di “comparazione” che ho effettuato fra il latino e l’etrusco è stata già un lavoro molto lungo, faticoso e impegnativo. Adesso si facciano avanti altri linguisti a continuare la ricerca e a tentare dunque anche il problema della “derivazione” o della “etimologia” dei vocaboli latini e di quelli etruschi trattati. Massimo Pittau
 PREMESSA Praticamente nella prima metà dello scorso secolo XX il linguista Silvio Pieri aveva fatto un grande dono alla Toscana, sua terra di origine (era nato a Lucca): aveva proceduto a comporre e a pubblicare, in termini scientifici, l'intero corpus toponomastico della sua regione, con le sue tre opere: Toponomastica delle Valli del Serchio e della Lima (1898); Toponomastica della valle dell'Arno (1919); Toponomastica della Toscana meridionale (valli della Fiora, dell'Ombrone, della Cècina e fiumi minori) e dell'Arcipelago toscano (1969) (postuma a cura di G. Garosi). Queste opere contenevano il materiale raccolto e studiato in altrettanti capitoli: I) Nomi locali derivati da nomi personali etruschi; II) Nomi locali derivati da nomi personali latini; III) Nomi locali derivati da nomi personali germanici; IV) Nomi locali derivati da nomi di piante; V) Nomi locali derivati da nomi d'animali; VI) Nomi locali derivati da, o formati con appellativi; VII) Nomi locali relativi alle condizioni del suolo; VIII Nomi locali di varia origine; IX) Nomi locali origine incerta. Solamente nella sua prima opera il Pieri aveva tralasciato del tutto il riferimento ad eventuali toponimi di origine etrusca, dato che in quegli anni era una tesi ritenuta pacifica che gli Etruschi non avessero varcano neppure nella Lucchesia il tradizionale confine costituito dal fiume Arno [tesi in seguito distrutta soprattutto da Michelangelo Zecchini, Lucca Etrusca (1999)]. Per questo fatto in effetti io risulto svantaggiato a paragone delle due opere successive del Pieri, per il motivo che egli nella prima non ha presentato un capitolo dedicato appositamente all'argomento. E per questo motivo io mi vedo costretto a fare invece riferimento solamente al capitolo che egli ha intitolato “Nomi locali di ragione oscura e incerta”. In ogni modo già l'elenco di tutti i sopra citati capitoli dice la ampiezza e la completezza degli studi effettuati da Silvio Pieri, sul quale condivido appieno le lodi espresse da Giuliano Bonfante nella Prefazione che egli ha composto per l'opera postuma dello studioso toscano. C'è da parte mia un unico rilievo al lavoro generale del Pieri e riguarda la parte che egli ha dedicato ai toponimi toscani di probabile origine etrusca. Questa parte è ormai “vecchia”, ossia è superata dagli studi recenti mandati aventi in questi ultimi decenni, per due fondamentali ragioni: 1ª) Dal periodo del Pieri fino al presente il materiale etrusco rinvenuto è pressoché raddoppiato; 2ª) La conoscenza che oramai abbiamo della lingua etrusca è stata ampliata di molto rispetto a quella che se ne aveva allora. (Continua a leggere dentro il testo...)
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