Harambee! Per fare politica ci vuole passione

goWare & Edizioni Guerini e Associati
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Nel Kenya dei villaggi, quello con le strade in terra battuta, può capitare che l’autobus si impantani e che l’autista faccia scendere tutti per spingere al ritmo scandito di «Harambee!», un incitamento corrispondente al nostro «Oh issa!». È questa la metafora che Matteo Richetti utilizza per descrivere la politica e il suo senso più profondo: quello della generosità di chi non abbandona una situazione di difficoltà e quello di un impegno che ha bisogno del contributo di tutti.

«Spesso, in questa stagione politica in cui le cronache dei giornali raccontano solo divisioni, ho invocato l’Harambee. Perché tu puoi rimanere diverso, con i tuoi distinguo, ma le tue braccia servono per spingere insieme agli altri». Un racconto passionale di come la politica senza umanità e coraggio, senza il riconoscimento di fatica e fragilità, perda il suo significato più alto. Un invito a crederci e a non tirarsi mai indietro rivolto a tutti, in particolare ai giovani.
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Additional Information

Publisher
goWare & Edizioni Guerini e Associati
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Published on
Jun 24, 2016
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Pages
150
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ISBN
9788881950911
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Language
Italian
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Genres
Political Science / Commentary & Opinion
Political Science / Essays
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 Un instant book, rapida ed eclettica eco della stampa – all’inizio fu tutto un fremere e batter d’ali dei media, un orgasmo vero e non solo ruffiano, com’è d’uso – un instant senza pretese né di troppa politica né di analisi storica ma pura fenomenologica captatio di un evento sismico-generazionale del potere italiano, una foto scattata su Matteo Renzi al momento dell’ascesa, e cronaca di un renzismo in corso d’opera, quando il fenomeno si profilò nel febbraio 2014, allorché con balzo prodigioso dalla poltrona fiorentina di Palazzo Vecchio il sindaco divenne premier, a un anno dopo, in mezzo a una tempesta mediatica di odi e amori, consensi di massa e feroci dissensi di parte, nel gorgo di una crisi economico-occupazionale, irrisolta ma anestetizzata da iniezioni d’ottimismo metodico in cui il terapeuta eccelle, all’attimo del suo capolavoro politico, l’elezione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, di cui il Matteo da Rignano è stato l’astuto e lucido king maker, intestandosi anche il Colle fra le benemerenze di precoce statista. Se solo Gadda lo avesse conosciuto, questo rampollo machiavello dell’antica Florentia, forse avrebbe scritto che lautamente i suoi diti sapevano come pochi altri diti arraffare potere in ogni landa della un tempo fertile contrada d’Ausonia. Nel frattempo sono usciti altri saggi (David Allegranti, Davide Vecchi, Giuliano Ferrara), ma questo libretto, dopo la prima edizione andata esaurita, conserva l’aura di giovinezza, il focus prima dei quarant’anni, al principio del bing bang. Renzi o il sogno capovolto della gerontocrazia italiana.
Gli Angeli di Maidan è un viaggio all'interno di una rivoluzione che ho definito rivoluzionaria. Nel mio intento in questo breve saggio è fornire gli strumenti culturali al lettore per comprendere quanto avvenuto in quei mesi a Kiev e quindi comprendere anche gli attuali eventi in Ucraina.

Credo di essere l'unico Italiano testimone oculare di quei mesi passati tra speranze e paure in un oceano di umanità che non poteva non colpire chiunque creda ancora negli ideali di libertà e giustizia. Oltre a fornire gli strumenti culturali ho inserito gli avvenimenti di quelle giornate, le interviste, le emozioni, i personaggi famosi e quelli anonimi che tutti insieme hanno composto quella che viene definita la rivoluzione della dignità.

Una testimonianza che si prefigge di andare oltre la propaganda profusa in questi mesi, oltre le ideologie che a Maidan non hanno mai trovato casa, oltre i luoghi comuni.

Maidan non è stato un punto di arrivo ma semmai un punto di partenza, un luogo a cui spero che le nuove generazioni guardino con interesse e ne traggano spunto nella loro ricerca di una vita migliore e di un mondo più giusto.
Ho dedicato il libro agli Angeli di Maidan che ci guardano da lassù, ragazzi che come noi hanno condiviso la stessa esperienza e che il fato ha voluto che ne diventassero dei martiri.

Perchè la loro memoria non sia sporcata da interessi di parte e dalla propaganda è essenziale che si capisca cosa è successo in quei novanta giorni di protesta popolare e quali sono state le cause che hanno prima scatenato il Maidan e ne hanno poi determinato la vittoria.

Nel libro si parla di Nazionalismo Ucraino, della bandiera rossa o nera, della figura di Stepan Bandera, dei Cosacchi, della Rus di Kiev e poi dei personaggi che hanno animato la protesta, delle battaglie, le interviste, la religione, insomma una visione a 360 gradi sulla complessa società Ucraina che se letta unicamente con la focale occidentale difficilmente risulterà comprensibile.

Lasciatevi attrarre dal paese dei Cosacchi, entrate in Maidan con me.
C’è un sottile filo rosso che lega il mistero delle navi dei veleni al business del nucleare. È quello stesso filo che mette assieme l’affare somalo e l’omicidio di Ilaria Alpi, il centro Enea di Rotondella e la strage di Ustica. Un altro capitolo dei misteri italiani, nel quale si muovono uomini di ‘ndrangheta, pentiti e trafficanti di armi, loschi figuri e figuranti, faccendieri e pezzi deviati dello Stato. A tracciare i contorni di una storia che parte dagli anni ’80 due giornalisti di razza, Giuseppe Baldessarro (Quotidiano della Calabria, La Repubblica) e Manuela Iatì (Sky Tg24). È sulle coste calabresi che si addensano i più terribili sospetti, apparentemente confermati dal ritrovamento di una nave sui fondali al largo di Cetraro nel settembre scorso. Nave dei veleni o piroscafo silurato nel 1917? Tra Regione Calabria e Ministero dell’Ambiente la battaglia si combatte a suon di perizie. A mettere la parola fine sul caso del relitto ritrovato, il rapporto della GEOLAB, pubblicato per la prima volta in questo libro. Ma la storia delle navi dei veleni non può essere chiusa, come qualcuno vorrebbe. Troppi indizi, coincidenze, dichiarazioni, sospetti. Troppi i nomi e gli eventi che si rincorrono, intrecciando una torbida trama: il faccendiere Giorgio Comerio, il pentito Francesco Fonti, il capitano Natale De Grazia, magistrati, politici, imprenditori, mafiosi. I due giornalisti giungono a una puntuale ricostruzione dei fatti e delle inchieste, delle verità raggiunte o solo sospettate, delineando un quadro inquietante e oscuro. E intanto in Calabria si continua misteriosamente a morire. Prefazione di Antonio Nicaso.
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