"Quando parlava con l’esimio professor Catamenò, la sarta cedeva alla tentazione di filosofeggiare e indugiava su concetti metafisici, come a dimostrare all’illustre interlocutore che lei non si curava delle miserie della vita e degli uomini, tenendo in conto assai di più la cura dell’anima. Ma don Ciccillo, fine conoscitore dell’animo umano, sapeva bene che la donna millantava una nobiltà che non le apparteneva, ché anzi proprio alle miserie umane che si vantava di disprezzare era particolarmente legata. Sapeva tutto di tutti, e tutto e tutti giudicava con la cinica acredine della zitellona inacidita."
Pompeo Molfetta vive e lavora a Mesagne, dove esercita l’attività di medico di medicina generale e dove ha svolto funzioni politiche a diversi livelli fino a rivestire la carica di sindaco.
Ha pubblicato i saggi Il recupero del Centro Storico – Storia di una vicenda urbanistica, sociale e culturale (1989) e Correva l’anno – Storia politica di Mesagne alla fine del secolo scorso (2019) e le raccolte di racconti Piccole storie ignobili (2024) e Altre piccole storie ignobili (2025). È anche autore di testi teatrali sperimentali. Oltre alla scrittura, coltiva la passione per la pittura, la scultura, il teatro, la musica.
«Questo eclettismo artistico, per certi versi sconclusionato», sostiene, «mi tiene sospeso nella perenne ricerca delle ragioni dell’esistenza mia e degli altri, ragioni che finora non ho trovato e che dispero ormai di trovare… Per questo canto e… scrivo».