L'Eneide

Publio Virgilio Marone
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L'Eneide (in latino Aeneis) è un poema epico della cultura latina scritto dal poeta e filosofo Virgilio nel I secolo a.C. (più precisamente tra il 29 a.C. e il 19 a.C.), che narra la leggendaria storia di Enea, eroe troiano figlio di Anchise, fuggito dopo la caduta della città di Troia, che viaggiò per il Mediterraneo fino ad approdare nel Lazio, diventando il progenitore del popolo romano.
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Additional Information

Publisher
Publio Virgilio Marone
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Published on
Oct 4, 2014
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Pages
345
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ISBN
9786050325379
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Language
Italian
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Genres
Fiction / Classics
Fiction / Historical
Fiction / Literary
Poetry / Epic
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Lauren Royal
Inghilterra, 1815

La maggiore di tre sorelle, lady Alexandra ha sempre fatto ciò che ci si aspettava da lei. Ma quando l’uomo che ama da quand’era una ragazza ritorna dopo un lungo periodo all’estero, si ritrova a sperare che il gentiluomo perbene che suo fratello ha scelto per lei non la chieda in moglie. Decide che, se lo farà, dovrà respingerlo in maniera poco appropriata—cioè, finché l’uomo in cui ripone le sue speranze e i suoi sogni la informa che non ha intenzione di sposarla.

L’ultima volta che Tristan Nesbitt ha visto Alexandra, era un uomo comune, senza alcuna speranza di poter un giorno sposare la figlia di un marchese. Sette anni dopo, è Lord Hawkridge, e questo dovrebbe renderlo perfettamente adatto alla donna che aveva catturato il suo cuore tanto tempo prima. Ma un orribile scandalo ha macchiato il suo nome in Inghilterra—uno scandalo così orrendo che sposarla non rovinerebbe solo l’impeccabile reputazione di Alexandra, ma quella della sua intera famiglia. Per il bene di Alexandra, dovrà combattere il suo inarrestabile desiderio e restare lontano…
 

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 Keywords: Regency, famiglia Chase, diciannovesimo secolo, 1800, trilogia, castello, marchese, sorelle, sorella, clavicembalo, pianoforte, piano, vino, viticoltura, vinificazione, scandalo, ricette, dolci, omicidio, Jane Austen, commedia romantica, matrimonio, nobiltà, aristocrazia, ricchezza, umorismo, commedia, matrimonio, cane, cuoca, Inghilterra, inglese, romanticismo, romanzo storico best seller, amore, autori, serie.

Alessandro Manzoni
 EDIZIONE ILLUSTRATA CON OLTRE 450 DISEGNI DEL GONIN DELL'EDIZIONE ORIGINALE DEL 1840

Manzoni dedica circa un ventennio alla stesura de I promessi sposi: l’edizione definitiva esce a dispense tra il 1840 e il 1842. Il romanzo, per la sua profonda caratteristica innovatrice, segna una svolta nel panorama letterario italiano, tanto da rappresentare il primo esempio di “romanzo moderno”, non fosse altro che per la centralità che vi rivestono gli "umili". Manzoni sceglie infatti di mettere sulla scena non un singolo eroe-personaggio, ma tanti cointerpreti di umili condizioni che interagiscono tra loro, e che diventano nel loro complesso “il” protagonista del romanzo. D'altra parte la visione di Manzoni resta profondamente pessimista: i piani e i proponimenti degli uomini sono quasi sempre destinati a fallire miseramente, siano quelli dei malvagi che quelli dei giusti. È la Provvidenza che tesse le fila e volge gli eventi per vie imperscrutabili. Identica sfiducia (già evidenziata nell’Adelchi) emerge anche nei riguardi dell’azione politica e dei movimenti popolari (Renzo alla fine, a mo' di morale, dirà di aver imparato a non mettersi nei tumulti e a non predicare in piazza). Nella società violenta e prevaricatrice del Seicento (“ma solo in quella del Seicento?” pare suggerire Manzoni) le anime buone possono rispondere solo con le virtù cristiane della fede e della carità, accettando con pazienza soprusi e angherie, e affidandosi al riscatto della Provvidenza. L’idea che sottende è che esista un “senso della storia”: ovvero che le vicende umane, lungi dal rappresentare un mero susseguirsi di azioni disordinate e casuali, concorrono al contrario nel loro insieme a eseguire un preciso spartito, partecipino a realizzare le trame di un disegno imperscrutabile. 

Franco Mimmi
Quando si sparge la fama di Gesù il Nazireo, e l'eco delle sue azioni arriva a Roma, il potere imperiale decide di farlo diventare una pedina in più del suo gioco strategico in Giudea. Le sette che si oppongono al potere di Tiberio in nome del Dio d'Israele sono violente e irriducibili, e un messia pacifico potrebbe essere utile agli interessi romani. Per seguire i suoi passi e controllarlo viene inviato un fedele servitore dell'impero, Lucio Valerio Adunco, e Gesù si converte, a sua insaputa, in uno strumento del grande gioco politico, ma il suo destino precipiterà inatteso, deluderà i piani di Roma e cambierà il corso della storia.
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Valerio Massimo Manfredi (Panorama): “La sua è, ovviamente, la risposta di un laico che considera Gesù esclusivamente come personaggio storico, ma la vicenda che racconta, sostanzialmente la cronaca di una grande operazione di politica internazionale, è un'avventura appassionante.”
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Armando Massarenti (Il Sole-24Ore): “I Vangeli diventano lo sfondo per una intrigante storia di spionaggio, nella quale però ambienti, personaggi e strategie di dominio sono ricostruiti con tale plausibilità da spingere il lettore a credere che la ricostruzione sia perlomeno possibile: visto anche il fatto che questo Gesù, proprio come nelle ricostruzioni storiche, non fa miracoli.”
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Ettore Botti (Il Corriere della Sera): “Gesù, strumento inconsapevole e tuttavia utilissimo alla causa dell’occupazione imperiale... È l'ipotesi dalla quale si sviluppa l'ultima, suggestiva opera di Franco Mimmi, romanzo storico e politico abilmente costruito secondo le sequenze di un giallo.”
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Giovanni Serafini (Il Resto del Carlino): “Spicca per l'originale interpretazione degli avvenimenti su cui poggia la struttura narrativa... per la grande precisione dei riferimenti storici e culturali... per lo stile rigoroso ma non asettico, aderente alle situazioni emotive, e tuttavia dotato del distacco e del respiro indispensabile alla libertà di giudizio.”
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Paolo Romani (Famiglia Cristiana): “L’autore di questo thriller politico naviga con abilità nelle pieghe nascoste della storia e delle fonti evangeliche, e fino all’ultimo tiene il lettore col fiato sospeso proponendo una stupefacente interpretazione dell’avventura terrestre, della morte e della resurrezione di Gesù.”
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Generoso Picone (Il Mattino): “Cristo ignoto, come dice qualche teologo, ma eccezionale figura dalla trasparenza cristallina che Mimmi rende con capace maestria, mettendolo al centro di un meccanismo che il mondo in altri e minori termini ha ben imparato a perpetuare.”
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