Operazione Manhattan

Simonelli Editore
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All'inizio del 1942, l'Italia fascista e gia militarmente in ginocchio e vive dei successi hitleriani. Mussolini, allora, decide di dare una svolta alla guerra, con un'operazione militare segreta, tecnologicamente all'avanguardia, che possa umiliare il nuovo, potente nemico, gli Stati Uniti. Sulla falsariga dei diari del principe Borghese (l'attacco a Manhattan) e sulla base di tutta una serie di riscontri storici italiani, americani e giapponesi, si sviluppa una vicenda in cui una spedizione militare italiana, con l'ausilio di una milizia volontaria italo-americana e l'avallo della mafia, occupa l'isola di Manhattan per aprire un fronte orientale nel territrio Usa, nel momento in cui il Giappone attacca cio che resta della flotta americana alle Midway, in vista dello sbarco a San Francisco...RICCARDO SCAGNOLI e nato ad Ancona e si puo a ben diritto definire un rappresentante della ""vecchia guardia"" della fantascienza italiana, quella che si riuni nel cenacolo letterario sul ""fantastico"" negli Anni Ottanta, attorno alla rivista milanese La Collina (ed. Nord) e che provo a sfidare, in modo inequivocabile, la ""science fiction"" anglo sassone con tematiche piu ancorate alla cultura umanistica europea che a quella tecnologica americana.
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Publisher
Simonelli Editore
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Published on
Sep 30, 2010
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Pages
523
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ISBN
9788876475689
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Language
Italian
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Genres
Fiction / Science Fiction / General
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Riccardo Scagnoli
Il nostro pianeta si e ormai trasformato in un'unica, enorme discarica, dove le grandi metropoli, asserragliate dai veleni e dalle immondizie, riciclano miliardi di tonnellate di rifiuti per ricavarne le sempre piu rare materie prime, attraverso giganteschi impianti robotizzati. Il nuovo ordine mondiale formato dai riciclatori, deve pero combattere contro gli ambientalisti, che si oppongono alla trasformazione anche dei Paesi piu poveri, tra cui quelli africani, in una gigantesca discarica a cielo aperto, e quindi al loro sfruttamento in termini ecologici. Ma la scossa rovinosa che ha travolto la Terra, ha mutato anche gli animali, mutandone gli istinti e il rapporto di relazione con gli uomini. Tra questi uno dei piu infimi insetti, detentore, pero, di un bagaglio genetico di milioni e milioni di anni, che inizia a utilizzare le materie plastiche, vera dannazione del pianeta, a fini della propria sopravvivenza; ricavandone, pero, una sostanza altamente letale. E la risposta a questa nuova battaglia per salvare la terra verra proprio da coloro che, umilmente, non hanno mai smesso di denunciarne gli abusi. Mentre gli insetti si evolveranno in una metamorfosi cosciente, del tutto imprevista.Riccardo Scagnoli e nato ad Ancona e si puo a ben diritto definire un rappresentante della "vecchia guardia" della fantascienza italiana, quella che si riuni nel cenacolo letterario sul "fantastico" negli Anni Ottanta, attorno alla rivista milanese La Collina (ed. Nord) e che provo a sfidare, in modo inequivocabile, la "science fiction" anglosassone con tematiche piu ancorate alla cultura umanistica europea che a quella tecnologica americana.
Riccardo Scagnoli
La guerra tra Antonio ed Ottaviano e finita. Cleopatra si e uccisa. Le legioni sconfitte nell'ennesima guerra civile, sono destinate alla schiavitu. Ma ad Alessandria, un vecchio scienziato, studiando a fondo il continente africano, ha ipotizzato di poter scoprire le fonti del Nilo, dove, lui immagina, termini il grande deserto ed inizino terre rigogliose, culla di civilta potenti e sconosciute. Il futuro imperatore, Ottaviano, e affascinato dall'ipotesi e accetta di promuovere una spedizione """"militare e scientifica"" attraverso il Sahara e contattare quelle genti. Della spedizione faranno parte gli ufficiali di Antonio gia condannati con altri schiavi. Lo scienziato fornisce loro una mappa approssimativa e la spedizione si inoltra nel grande deserto, ignorando che aldila del confine conosciuto, non troveranno soltanto i ""classici leoni,"" ma civilta incredibili, superiori alla stessa Roma, dotate di tecnologie e armi inustate, terrori ed orrori raccapriccianti, ma anche l'amore, e la speranza di un ritorno sempre piu difficile e complicato. Fino alla rivelazione di quei grandi animali che vivono pacificamente nell'immenso lago che da origine al Nilo, figli di una terra primeva, e la cui visione donera loro la consapevolezza di non essersi sacrificati invano. Anche all'unico della spedizione che riuscira a salvarsi e che ritornera, per narrare quella che tutti crederanno ""una fiaba stupefacente.""RICCARDO SCAGNOLI e nato ad Ancona e si puo a ben diritto definire un rappresentante della ""vecchia guardia"" della fantascienza italiana, quella che si riuni nel cenacolo letterario sul ""fantastico"" negli Anni Ottanta, attorno alla rivista milanese La Collina (ed. Nord) e che provo a sfidare, in modo inequivocabile, la ""science fiction"" anglo sassone con tematiche piu ancorate alla cultura umanistica europea che a quella tecnologica americana.
Riccardo Scagnoli
E' la nostra storia tra cento anni: la politica terrestre, con le sue contraddizioni, terrorismi, conflitti e inutili organismi di controllo globale, si rispecchia sulle colonie del Sistema Solare, tra innaturali alleanze e lotte senza quartiere tra servizi segreti. Colonie sorte dopo la fuga dalla Terra, piagata e ambientalmente distrutta. Finche chi regge le fila della politica mondiale decide che e il momento di uscire dal Sistema Solare, a caccia di nuove risorse (ad esportare altri conflitti), anziche obbedire a coloro che stanno sperimentando la salvezza del nostro pianeta. Ma cosi facendo, ignora che si andranno ad invadere sistemi stellari a lungo pacificati, ove regnano civilta aliene affatto d'accordo con questa missione. Per questo esse inviano un plenipotenziario per fermare i terrestri e tentare di ricondurli alla ragione. Saranno inevitabili le complicazioni e le sorprese, mentre l'alieno e un gruppo di ambientalisti irriducibili, con coraggio e abnegazione, risolveranno il problema, riportando la ""razza guerriera"" nel consesso galattico.RICCARDO SCAGNOLI e nato ad Ancona e si puo a ben diritto definire un rappresentante della ""vecchia guardia"" della fantascienza italiana, quella che si riuni nel cenacolo letterario sul ""fantastico"" negli Anni Ottanta, attorno alla rivista milanese La Collina (ed. Nord) e che provo a sfidare, in modo inequivocabile, la ""science fiction"" anglo sassone con tematiche piu ancorate alla cultura umanistica europea che a quella tecnologica americana.
Riccardo Scagnoli
«Le Torri di Lanka» è il terzo libro che affronta, in termini fantasy, il grande affresco del poema sanscrito Mahabharata, l’epopea eroica della nobile famiglia arya dei Bharata, dopo che la stirpe vedica ha conquistato la galassia, dal pianeta originale Mivar. Una famiglia in cui i capostipiti, tutti di alta aristocrazia guerriera, si contendono il trono imperiale, attraverso grandi passioni, intrighi, odi ed amori, in un susseguirsi di immani conflitti e torbidi intrecci, ma anche grandi e appassionanti vicende, che porteranno ad un conflitto mortale i due rami della dinastia. Qui assistiamo alla riorganizzazione della progenie Pandava costretta all’esilio dai cugini Kaurava, sul nuovo e selvaggio pianeta Ayodhya, grazie ai superpoteri dell’androide Vedha, ormai rivelatosi come l’avatar del dio Vishnu, Krishna. Vedha sa già che prima o poi l’Impero li rintraccerà, a caccia di vendette, e perciò fa di tutto per rinforzare l’apparato militare, con la costruzione della grande fortezza di Lanka; e condurre i suoi buoni uffici con le due razze autoctone e ostili, i Vanara e i Rakshasa. Intanto nella galassia imperiale, è in corso una vasta ribellione contro il vecchio Dhritarasthra, e suo figlio, l’indemoniato Duryodhana, creatura mutante e inesorabile, che non tarda a disfarsi del padre, pur di scoprire il segreto della fuga dei cugini. Divenuto egli stesso imperatore, ragguagliato dalla dea Kali sul luogo dove questi si trovano, costruisce una imponente flotta, che immette in un buco nero di comunicazione tra galassia e galassia, a rischio di nullificazione. Tuttavia troverà Ayodhya preparata al conflitto, pur nella sua innegabile inferiorità, e nei terrificanti diciotto giorni di quella che passerà alla leggenda come la guerra di Kuruksetra, i cinque fratelli Pandava e i loro alleati riusciranno a sconfiggere il Male, sacrificandosi, però, insieme agli avversari, fino all’ultimo. Liberato dal suo corpo estinto, l’avatar Krishna, prima di morire, ricostituirà, tuttavia, due nuclei umani: il primo, sotto l’egida del nuovo imperatore Yudhisthira, riguadagnerà il pianeta Mivar, dove perpetuerà il vecchio potere arya; il secondo, si concretizzerà nei pochi eletti che sceglieranno di restare su Ayodhya, pur sconquassato da eventi catastrofici, e che fonderanno una nova stirpe umana. Forse quella alla quale tutti noi oggi apparteniamo.
 
Riccardo Scagnoli
«Il Figlio della Cometa» è il primo libro che affronta, in termini fantasy, il grande affresco del poema sanscrito Mahabharata, l’epopea eroica della nobile famiglia arya dei Bharata, dopo che la stirpe vedica ha conquistato la galassia, dal pianeta originale Mivar. Una famiglia in cui i capostipiti, tutti di alta aristocrazia guerriera, si contendono il trono imperiale, attraverso grandi passioni, intrighi, odi ed amori, in un susseguirsi di immani conflitti e torbidi intrecci, ma anche grandi e appassionanti vicende, che porteranno ad un conflitto mortale i due rami della dinastia.
Assistiamo, così, alla caduta del grande imperatore Kuru, tradito ed ucciso dalla casta dei brahmani, assetata di potere, e allo sterminio dei suoi alleati e alla distruzione della sua flotta; padre sfortunato di un primogenito nato cieco, Dhritarasthra, e di un altro figlio, destinato a succedergli, Pandu, grande guerriero e legislatore; presto imbrigliato, però, lui e i suoi cinque figli Pandava, nelle trame del loro cugino Duryodhana, nato da un amplesso losco ed innaturale, che gode della protezione della dea Kali e dei suoi spiriti Asura.
L’epopea è coronata da figure di grande spessore, dai fidi ebnoi, razza indigena dalla pelle verde, Jaya e Vidura, al bieco Grande Sacerdote Ganapathi, dal Primo Consigliere Bhishma, alla maga Madri, madre naturale dei Pandava, fino alla regina Kunti, sposa di Pandu, e destinata a crescere e proteggere la discendenza del grande imperatore.
Grandi battaglie stellari, perdoni e tradimenti si susseguono attraverso una galassia popolata di razze aliene, anche civili, che di volta in volta, parteggiano per gli uni e gli altri, mentre sul pianeta madre si svolge la drammatica vicenda che, dalla nascita del “principe nero”, vedrà gli arya indebolirsi sempre più, in una lotta disperata per contrastare le forze del male sempre in agguato.
Riccardo Scagnoli
«Stirpe Maledetta» è il secondo libro che affronta, in termini fantasy, il grande affresco del poema sanscrito «Mahabharata», l’epopea eroica della nobile famiglia arya dei Bharata, dopo che la stirpe vedica ha conquistato la galassia, dal pianate originale Mivar. Una famiglia in cui i capostipiti, tutti di alta aristocrazia guerriera, si contendono il trono imperiale, attraverso grandi passioni, intrighi, odi ed amori, in un susseguirsi di immani conflitti e torbidi intrecci, ma anche grandi e appassionanti vicende, che porteranno ad un conflitto mortale i due rami della dinastia.
Assistiamo, così, alla crescita esponenziale della ideologia maligna che mira allo sgretolamento dell’etica imperiale della tradizione arya, impersonata dal principe Duryodhana e dai suoi accoliti, per imporre una società confessionale basata sul Lato Oscuro, intriso di egualitarismo tra alieni ed umani, lascività, corruzione, negromanzia e violenza. E per impedire che il maggiore dei cinque figli di Pandu, il grande imperatore morto troppo giovane, Yudhishthira, possa insediarsi sul trono.
In mezzo a intrighi, attentati e i primi timidi tentativi di guerra civile, i Kaurava, la stirpe che si oppone ai Pandava, tenta di resuscitare il nerbo di quelle antiche creature aliene, gli Asura, terrore degli spazi, di cui uno dei superstiti, Rudhra, è parassita dello stesso principe nero, nato da un’orrenda unione fedifraga! Mentre si scopre che il disegno nefasto mira all’eliminazione fisica dei principi avversari, con la stessa distruzione della splendida reggia di Arnokai, un aiuto insperato viene proprio dalla razza autoctona e nobile di Mivar, gli ebnoi dalla pelle verde, che si offrono per ospitare i Pandava nel loro regno boscoso.
Ma sarà tutto inutile: le mire di Duryodhaha si avvaleranno sull’amore impossibile con la principessa Drupadi, mentre il cieco Dhritarasthra, reggente senza più poteri, diverrà suo complice inconsapevole.
Sarà l’androide Vedha, che nasconde in sè l’avatar Krishna, l’incarnato di Vishnu, a trovare la strada della fuga e dell’esilio per l’ultima espressione lealista dell’Impero, verso mete inconcepibili, ma sicure.
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