Le due vite di Elsa

Edizioni Piemme
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Elsa non si è mai sentita parte della propria famiglia. Forse perché è una ragazza difficile, fragile; almeno questo è ciò che le hanno sempre detto. Troppo timida e debole di nervi rispetto a loro, gli eredi risoluti e arroganti di una delle famiglie più in vista della Roma fascista. Fino ai vent'anni Elsa ha seguito docilmente il volere del padre e della zia, anche quando si trattava di esporsi alla derisione e allo scherno, salendo sul palco di un teatro per interpretare il ruolo di Anita Garibaldi in un'orribile pièce voluta dal regime. Non ha mai desiderato fare l'attrice, essere al centro dell'attenzione la terrorizza, ma si è dovuta piegare a un'idea del padre, che vede nella recitazione un modo per risolvere il suo "piccolo difetto di pronuncia". Tuttavia, proprio grazie al teatro e, soprattutto, al personaggio di Anita, Elsa scopre una se stessa che non pensava esistesse. L'incontro con quella donna impavida, forte, bella, la cambia nel profondo. Anita è tutto ciò che lei non è mai stata, ma Elsa sente che tra loro c'è un legame. Ogni notte, la timida Elsa abbandona le proprie insicurezze per diventare l'eroina dei due mondi. Grazie a quei sogni si trasforma e comincia a fare cose che non aveva mai fatto prima: fugge di casa, cammina scalza per le strade di Roma e grida tutto il dolore che ha racchiuso in sé per troppo tempo. Per la sua famiglia, però, questo non è accettabile. La ragazza deve essere allontanata, perché le sue non sono più stramberie, è pazza, e potrebbe rovinarli. Nell'ospedale svizzero in cui viene rinchiusa, Elsa scopre le sbarre, il torpore dei medicinali e l'assenza di libertà, ma riesce anche a individuare, grazie all'aiuto di un giovane medico, il segreto familiare che è alla base della propria sofferenza. Attraverso la terapia si libererà dall'oppressione, troverà se stessa e forse anche quell'amore che da sempre le è stato negato.
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Additional Information

Publisher
Edizioni Piemme
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Published on
May 10, 2011
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Pages
350
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ISBN
9788858503911
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Language
Italian
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Genres
Fiction / Historical
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Content Protection
This content is DRM protected.
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Rita Charbonnier
Parigi, 1843. Dumas padre è uno scrittore in crisi: la sua vena creativa sembra essersi esaurita. Decide così di rivolgersi a un astrologo, ma incappa in un'anziana e stramba gentildonna che praticamente lo sequestra. E che, soprattutto, lo costringe ad ascoltarla, perché vuole che lui scriva di lei: della sua vita da romanzo…

Quella sarebbe stata una giornata come tutte le altre per Alexandre Dumas, se non fosse stato per una bizzarra vecchia che gli aveva proposto di fargli l’oroscopo dell’anno successivo, il 1844. Dopo i primi convenevoli, infatti, lo scrittore si era accorto che l’indovina non aveva alcuna intenzione di parlargli degli astri, ma che aveva una storia da raccontare, la propria. Per una volta sarebbe stato lui lo spettatore.
Tutto aveva avuto inizio a Modigliana, in Romagna, dove la madre della chiromante, Vincenza, l’aveva data alla luce e l’aveva chiamata Maria Stella. In breve, però, Vincenza si era accorta che l’accenno di chioma scarlatta e i piccoli occhi di cielo della neonata non potevano venire né da lei né da suo marito, entrambi neri come la pece. Quella non era sua figlia.
Ma quando aveva provato a parlare dei suoi sospetti, nessuno le aveva creduto, e Vincenza si era vista costretta a frugare in lungo e in largo la casa, e a chiedere ai vicini; era arrivata addirittura a interrogare il signor Conte. La scoperta sull’origine della bambina era stata sconcertante, ma Vincenza si era confidata solo con la piccola Maria Stella che, dopo tanti anni, aveva deciso di mettere Dumas, il grande scrittore, a parte di uno scandalo che avrebbe potuto minare dalle fondamenta l’intero regno di Francia.
Quella fu una strana giornata per Alexandre Dumas, e la storia che aveva udito sarebbe diventata fonte di ispirazione per uno dei suoi capolavori.

L'eBook contiene un capitolo delle Memorie di Dumas padre, inedito in Italia: il grande scrittore vi racconta la storia vera che è alla base di questo romanzo.

«Un romanzo storico intrigante e originale.»
Società degli Amici di Alexandre Dumas, Francia

«Uno di quei libri ai quali si resta incollati dalla prima pagina e non si ha pace finché non si arriva all’ultima.»
Rai Internazionale

«La protagonista femminile sembra scaturita dalle radici del mondo; incanta e seduce con la forza evocatrice delle sue parole.»
La Sicilia
Rita Charbonnier
Maria Anna Walburga Ignatia Mozart, affectionately called Nannerl by her family, could play the piano with an otherworldly skill from the time she was a child, when her tiny hands seemed too small to encompass a fifth. At the tender age of five, she gave her first public performance, amazing the assembled gentlemen and ladies with the beautiful music she created. But her moment of glory was cut short, for even as her father carried her around to receive their praise, her mother began laboring to bring a second child into the world. After hours of her mother’s pained cries and agonized shouts, which rang in Nannerl’s ears like a terrifying symphony, the child was born. They named him Wolfgang.

Nannerl loved him instantly. As they grew, Wolfgang and his sister became inseparable, creating a fantasy world together and playing music the likes of which no one had ever heard. They were two sides of a single person, opposite in temperament—he lighthearted and charismatic, she shy and retiring—but equal in talent. Yet it was Wolfgang who carried their father’s dreams of glory.

And as the siblings matured, Nannerl’s prodigious talent was brushed aside by her father. Instead of playing alongside her brother in the world’s great cities, she was forced to stop performing and become a provincial piano teacher to support Wolfgang’s career. Nannerl might have accepted this life in her brother’s shadow but for the appearance of a potential suitor who reawakened her passion for life, for love, for music—and who threatened to upset the delicate balance that kept the Mozart family in harmony.

Mozart’s Sister draws you into the lush palaces and salons of eighteenth-century Europe and into the fascinating life of a woman who ultimately found a way to express her own genius.


From the Hardcover edition.
Rita Charbonnier
Maria Anna Mozart, conocida también como Nannerl, fue la primera niña prodigio de una familia muy poco común, aunque su talento quedó a la sombra del de un genio, su hermano Wolfgang Amadeus, con quien compartió en la niñez giras de un cierto aire circense, bajo la tutela de su célebre padre Leopold Mozart. A Nannerl, en el mejor de los casos, se la ha relegado a una nota al pie en las numerosas biografias y estudios dedicados a la figura de su hermano, cuando hay algo más que indicios para suponer que, cuando menos, tuvo una intervención decisiva en algunas de las composiciones que tradicionalmente se han atribuido al genial autor de “La flauta mágica”.
En una novela de perfecta estructura musical y escrita con una prosa evocadora y de marcado ritmo, Rita Charbonnier reivindica la figura de un personaje que se reveló contra las convenciones de su tiempo y pugnó por hacerse un nombre entre la pléyade de grandes compositores de la época.
Mediante un exhaustivo trabajo previo de investigación histórica, la autora logra tanto hacer de Nannerl un personaje vívido e inolvidable, como reproducir con colorido y brillantez la atmósfera de una época y unos ambientes por los que desfilaron Madame de Pompadour, Johann Christian Bach, Farinelli o Antonio Salieri, entre otros muchos.

«Un brillante exordio.»
Publishers Weekly, USA

«La preparación musical de la autora se hace patente a lo largo de todo el texto y es muy de apreciar en cuantos pasajes precisan una descripción que exige conocimientos de tal naturaleza.»
Hislibris, España

«De ritmo ágil y escenas muy visuales, la novela representa el espíritu del período y mantiene la cronología de los hechos principales de la vida de Mozart.»
El Mercurio, Chile
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