Un certo tipo di tristezza

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Convinta che il mondo lì fuori la rifiuti, Anna decide di chiudersi in una tana fatta di incertezze e fragilità. Un giorno, però, un'opportunità inaspettata la trascina in quello che impara a considerare il suo ambiente naturale: una casa isolata in montagna, con accanto un paesino in cui ogni persona ha una storia.
Sarà in particolare una di queste storie, sigillata fra le pagine di vecchi diari ingialliti, che la porterà ad interrompere la sua staticità, le sue incessanti riflessioni ed i suoi dubbi ed incertezze, spronandola a reagire per cominciare, finalmente, a camminare con le proprie gambe.

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Editore
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Data pubblicazione
24 feb 2016
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Pagine
507
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ISBN
9788894002195
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Dispositivi di lettura consigliati:
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Lingua
italiano
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Generi
Narrativa / Storia alternativa
Narrativa / Classici
Narrativa / Letteraria
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 EDIZIONE ILLUSTRATA CON OLTRE 450 DISEGNI DEL GONIN DELL'EDIZIONE ORIGINALE DEL 1840

Manzoni dedica circa un ventennio alla stesura de I promessi sposi: l’edizione definitiva esce a dispense tra il 1840 e il 1842. Il romanzo, per la sua profonda caratteristica innovatrice, segna una svolta nel panorama letterario italiano, tanto da rappresentare il primo esempio di “romanzo moderno”, non fosse altro che per la centralità che vi rivestono gli "umili". Manzoni sceglie infatti di mettere sulla scena non un singolo eroe-personaggio, ma tanti cointerpreti di umili condizioni che interagiscono tra loro, e che diventano nel loro complesso “il” protagonista del romanzo. D'altra parte la visione di Manzoni resta profondamente pessimista: i piani e i proponimenti degli uomini sono quasi sempre destinati a fallire miseramente, siano quelli dei malvagi che quelli dei giusti. È la Provvidenza che tesse le fila e volge gli eventi per vie imperscrutabili. Identica sfiducia (già evidenziata nell’Adelchi) emerge anche nei riguardi dell’azione politica e dei movimenti popolari (Renzo alla fine, a mo' di morale, dirà di aver imparato a non mettersi nei tumulti e a non predicare in piazza). Nella società violenta e prevaricatrice del Seicento (“ma solo in quella del Seicento?” pare suggerire Manzoni) le anime buone possono rispondere solo con le virtù cristiane della fede e della carità, accettando con pazienza soprusi e angherie, e affidandosi al riscatto della Provvidenza. L’idea che sottende è che esista un “senso della storia”: ovvero che le vicende umane, lungi dal rappresentare un mero susseguirsi di azioni disordinate e casuali, concorrono al contrario nel loro insieme a eseguire un preciso spartito, partecipino a realizzare le trame di un disegno imperscrutabile. 

Genere: Romanzo d’avventura/guerra - gran parte di realismo storico
Ambientazione: Caraibi, inizi del ‘700
Età consigliata: + 12 anni
Che libri hai letto ultimamente? Ti hanno lasciato dei significati profondi? Possibile di no. Discutendo con alcuni amici lettori, un argomento ha ravvivato la conversazione: molti libri recenti, talvolta anche di successo, non lasciano alcun messaggio particolare e profondo una volta che sono stati terminati. Leggendo invece L'ultimo dei pirati - La storia di Oliver Neville, questo non accadrà.
Il romanzo, raccontato in prima persona, narra di un marinaio inglese al servizio della più potente flotta al mondo: la Royal Navy. Di famiglia marinara, viene educato con una cultura ferrea in onore della Corona inglese e viene costretto a sposarsi con una moglie che non ama. Nella sua vita non c’è niente che lo renda felice, se non il suo unico figlio Tommy... tuttavia, lo riesce a vedere poco tra una guerra e l’altra.
In cuor suo, Oliver non si è mai sentito appartenente a quel mondo tirannico fatto di gerarchie. Ha sempre nutrito un forte desiderio inconscio di libertà e di giustizia.
Viene mandato in missione per scortare una nave mercantile nelle acque dei Caraibi, infestate dai pirati.. ma quel che ancora non sa, è che nel Nuovo Mondo incontaminato si sta per realizzare il suo grande destino.
Si tratta di un romanzo che piace un po’ a tutti: l’avventura viene armonizzata con la strategia di guerra navale, intervallata con l’azione e circondata da un pizzico di passione amorosa, con grande riguardo alla realtà storica e all’ambientazione dell’epoca. Vi è inoltre un’ampia varietà d’azione: camuffamenti, furti, combattimenti e fughe sono presenti all’interno della trama. E' pieno di colpi di scena che non danno mai noia al lettore.
Si tratta di un romanzo di pirati: non quelli raffigurati dalla cinematografia come avventurieri alla ricerca di tesori nascosti.. ma i veri pirati: fuorilegge e ricercati, che vivevano di razzie e arrembaggi ai danni del commercio dei grandi imperi coloniali. Lo stile di scrittura è molto scorrevole, basato sui fatti e senza troppe descrizioni, con lo scopo di lasciare libero sfogo alla fantasia.
Tratto dal capitolo 5:
“Derreck... sei inglese?”
“Sì, sono di Norwich... nell'Inghilterra dell'Ovest.”
“Ho presente dov'è Norwich. Da quanto tempo sei pirata?”
“Da quando lasciai la Royal Navy. Ero un quartiermastro.”
Rimasi stupito... come poteva quell'uomo esser stato un quartiermastro della Royal Navy? Fui molto incuriosito e gli chiesi il perché si fosse dato alla pirateria. Mi rispose:
“Beh per due motivi. Il primo è che la pirateria frutta molto più denaro della marina. Anche se i quartiermastri sono ben pagati, essere pirata fa guadagnare almeno il triplo”.
“Immagino... e invece il secondo motivo.. qual è?”
Lo vidi osservare il fuoco del falò con uno sguardo più vivo che mai. Mi fissò con quegli occhi ardenti e mi disse:
“Perché vivo da uomo libero.”
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