Facce nere e zoccoli di legno

Sergio Abbruzzino
1
Free sample

Il caso ha voluto che un collega, acquisita la proprietà di un immobile con terreno e bosco annessi, mi manifestasse l’intenzione di tagliare qualche albero per produrre un po’ di carbone vegetale, non avendo lui una benché minima cognizione del procedimento da seguire. Così sono andato a pescare nelle mie reminiscenze di un lontanissimo passato di vita lavorativa per poter dare qualche suggerimento pratico.
Questa opportunità mi ha dato modo di ripensare alla particolare esperienza che ho vissuto nei primi anni della vita nei boschi della Sila, dove i miei genitori e prima ancora i nonni, producevano appunto, il carbone vegetale.
Considerando che, quello del carbonaio, è un mestiere quasi estinto e gli ultimi irriducibili ormai lo esercitano in condizioni meno disagiate rispetto agli anni 40-50-60, quando le economie di alcuni paesini della fascia presilana si fondavano quasi esclusivamente sulla produzione del carbone vegetale e sull’allevamento, mi è venuta l’idea di redigere una sorta di manuale del carbonaio, un documento che poteva costituire una testimonianza a futura memoria sugli aspetti peculiari di una professionalità in netto declino, forse prossima all’estinzione.
L’idea originale era di elaborare una vera e propria guida pratica al mestiere, ma fin dalle prime pagine, quando rievocando i vecchi ricordi ho dovuto constatare che riemergevano particolari interessanti ed inconsueti, non strettamente legati alla professione, ma riguardanti lo stile di vita inevitabilmente connesso a questa scelta lavorativa, e che in sostanza, non potevano essere ignorati, ho pensato di ripiegare su una impostazione diversa: trattare in maniera più essenziale e solo nella prima parte il tema: “Guida alla professione” e indugiare un po’ di più sugli aspetti umani e sulle condizioni di vita. Nell’arco dell’anno l’attività lavorativa era subordinata ai ritmi scolastici. Durante i mesi inclusi tra l’autunno e la primavera, era solo il capofamiglia ad andare a lavorare nei boschi, prediligendo quelli situati a quote basse, per evitare i rigori dell’inverno. In coincidenza della fine dell’anno scolastico, tutta la famiglia veniva coinvolta nell’attività, mamma, papà, bambini, ragazzi e animali domestici, tutti in montagna, prevalentemente nei boschi della Sila fino alla riapertura delle scuole. Nelle pagine seguenti leggerete, appunto, la descrizione delle vicende familiari, umane e lavorative, durante una di queste tipiche stagioni estive.
Read more
5.0
1 total
Loading...

Additional Information

Publisher
Sergio Abbruzzino
Read more
Published on
Nov 8, 2014
Read more
Pages
55
Read more
ISBN
9786050332339
Read more
Language
Italian
Read more
Genres
Family & Relationships / Life Stages / General
Read more
Content Protection
This content is DRM protected.
Read more
Read Aloud
Available on Android devices
Read more

Reading information

Smartphones and Tablets

Install the Google Play Books app for Android and iPad/iPhone. It syncs automatically with your account and allows you to read online or offline wherever you are.

Laptops and Computers

You can read books purchased on Google Play using your computer's web browser.

eReaders and other devices

To read on e-ink devices like the Sony eReader or Barnes & Noble Nook, you'll need to download a file and transfer it to your device. Please follow the detailed Help center instructions to transfer the files to supported eReaders.
La vita di Andrea Divelto sembra scorrere nel turbine di una quotidianità fatta di amori facili, difficili, di breve o di lunga durata, di amici di vecchia data, ma dietro questa apparente facilità si cela un segreto che ha radici antiche.

Chi è il vero Andrea? Perché è incapace di darsi completamente in cambio di un amore sincero? Cosa si cela dietro uno sguardo che sembra arrivare al cuore e al cervello delle persone? Perché Andrea ha scelto una vita nella solitudine di una famiglia composta da cani e da gatti, in una località romita?

Questa, in sintesi, è la storia di Sono Andrea e non so dove andare di Sergio Grillo, che si snoda a partire da un passato, legato a ferite mai cicatrizzate, per giungere a un presente proteso verso il futuro, fino all’incontro con una persona che apre all’ignoto oppure al già conosciuto: chi è la ragazza con uno strano tatuaggio che nasconde l’antica massima socratica?

Questa è una delle molteplici domande suscitate da un intreccio, sobrio ed essenziale, che racchiude e disvela però una ricerca esistenziale che si dipana pagina dopo pagina: la storia d’amore narrata ha il sapore dell’amore primigenio, negato, incompiuto e infine ritrovato, sullo sfondo della natura sarda, selvaggia e incontaminata, che diventa un luogo dell’anima, in cui smarrirsi e riconoscersi.

Il romanzo ripercorre il sogno di un amore che diventa desiderio di vita, suggerendo strade che vanno a ritroso, lasciando il lettore libero di immedesimarsi, vivere suggestioni e riflettere, completamente immerso in un’atmosfera in perfetto equilibrio tra l’onirico e il crudo realismo.

Il motivo conduttore è costituito dalla ricerca: della madre, della donna perduta o mai avuta, di sé, del senso della vita; gli echi profondi che riaffiorano alla memoria personale e collettiva sono quelli della storia vissuta degli ultimi venti anni e del pensiero filosofico degli ultimi venti secoli.
©2018 GoogleSite Terms of ServicePrivacyDevelopersArtistsAbout Google
By purchasing this item, you are transacting with Google Payments and agreeing to the Google Payments Terms of Service and Privacy Notice.