Calcio, carogne e gattopardi: Il controllo sociale del potere finanziario e politico ai tempi di Berlusconi e Renzi

Stefano Santachiara
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Dalla penna di Stefano Santachiara, già autore de I panni sporchi della sinistra (Chiarelettere, 2013, pagg. 382, alla quarta ristampa) arriva un saggio sul controllo sociale esercitato dal potere attraverso il calcio. Il business dei contestati Mondiali in Brasile ingrassa la Fifa e i brand player, i manager e i procuratori, le tv e i grandi marchi per miliardi di tifosi-consumatori. Mentre tutti giocano a fare i Re Mida, le società di football sono in rosso per pagare premi e stipendi lievitati per effetto della liberalizzazione della legge Bosman e della perdita del senso del limite. Come nell'economia reale, le banche sono decisive per vita, morte e miracoli dei club di cui vantano crediti e controllano cospicue quote. Le inchieste fanno emergere illegalità di ogni genere, dalle partite truccate legate alle scommesse clandestine a una presunta corruzione per assegnare i Mondiali del 2022 in Qatar, dove in pochi mesi si è raggiunto un numero spaventoso di morti nei cantieri degli stadi. La situazione deve avere superato la soglia di tolleranza ultraterrena, se persino Papa Francesco ha sottolineato come gli affari ormai rischino di inquinare tutto. In un'Italia sempre più impoverita, schiava dell'austerity europea e della grande finanza, lo Stato permette alle società calcistiche di spalmare i debiti col fisco e spende 45 milioni di euro a stagione per garantire gli stadi da ultras violenti e tollerati, ricettacolo di nostalgici di estrema destra e infiltrati a servizio delle mafie. Lo studioso Antonio Nicaso spiega in un'intervista esclusiva i modi operandi delle cosche, almeno una trentina, che adoperano il calcio per attività di riciclaggio e per aumentare il consenso sociale. La questione infatti va affrontata sul piano economico ma anche culturale, se l'omertà del sistema scoraggia le denunce delle tante patologie, dal doping all'omofobia, per non parlare della ghettizzazione del calcio femminile e del sessismo che affonda le radici in una società ad alta ingerenza clericale. Il gioco resta il più amato del pianeta ma la televisivizzazione della partita, che si dilata tra moviole, sondaggi e veline, infarcita di messaggi buonisti dei vip e di polemiche artefatte, rappresenta una moderna arma di distrazione di massa. In alcuni momenti storici cruciali gli eventi calcistici sono stati adoperati per legittimare feroci dittature ma anche per distogliere tempo ed energie alle rivendicazioni sociali. In Italia gli operai tifano la Juventus dei padroni della Fiat, il Napoli di Maradona fece dimenticare le ruberie democristiane del dopo terremoto in Irpinia, Silvio Berlusconi infilò tre scudetti consecutivi prima di scendere in politica e fermare i Progressisti di Occhetto, una sinistra che non era stata ancora rieducata all'atlantismo e al liberismo delle tecnocrazie. Gli stessi poteri forti che si schierarono per l'anticomunista Berlusconi nel passaggio alla Seconda Repubblica oggi sostengono Matteo Renzi contro i vecchi partiti, i sindacati e il sistema pubblico. Mentre scalava il Pd di Bersani e il governo del Paese, l'allora sindaco di Firenze si faceva amico del tecnico Cesare Prandelli, beneficiando dell'immagine e della popolarità dell'allenatore della Nazionale. Ma se Prandelli si è dimesso dopo la bruciante eliminazione ai Mondiali, il neo premier Renzi resta saldo al timone sulle ali di un'ampia maggioranza parlamentare ed elettorale, silenziosa e post democristiana. Sarà un nuovo ventennio di calcio, carogne e gattopardi?
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About the author

 Stefano Santachiara, scrittore e giornalista d'inchiesta, è autore del saggio "I panni sporchi della sinistra. I segreti di Napolitano e gli affari del PD" (con Ferruccio Pinotti, Chiarelettere, 2013). Ha iniziato collaborando alla Gazzetta di Modena e di Reggio Emilia e con i periodici online Giustizia e Libertà e Centomovimenti; poi è stato redattore di Modenaradiocity, cronista di giudiziaria per il quotidiano L'Informazione e corrispondente del Fatto Quotidiano. In Emilia Romagna si è occupato di privatizzazione dei servizi pubblici, crisi dei distretti produttivi, dissesto idrogeologico e corruzione; ha indagato sulla penetrazione delle mafie e sugli intrecci tra poteri finanziari, politici e istituzionali (http://stefanosantachiara2.wordpress.com/about/). Nel 2011 destò scalpore lo scoop sul primo caso accertato di rapporti tra 'ndrangheta e Pd al nord, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Modena su una serie di abusi edilizi a Serramazzoni. La partecipazione alla puntata di Report dedicata al "sacco di Serra" gli è costata una causa civile da 1 milione di euro, tuttora in corso, definita intimidatoria dall'Ordine dei giornalisti e da "Ossigeno per l'informazione".

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Additional Information

Publisher
Stefano Santachiara
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Published on
Jul 3, 2014
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Pages
130
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Language
Italian
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Genres
Political Science / General
Sports & Recreation / Soccer
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