Cambiare musica: Le osservazioni, il contributo, le applicazioni della psicologia all'apprendimento e alla pratica musicale

Armando Editore
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 L’Autore del testo, spinto dal bisogno di conciliare le sue due anime, la musica e la psicologia, affronta il difficile tema dell’incontro tra le due discipline, conducendo il lettore nelle sue personali esperienze lavorative con la musica e la psicologia. Distinguendo le differenze rispetto alla musicoterapia, l’Autore opera un’inversione di direzione e focalizza la sua attenzione sull’impiego della psicologia come strumento di crescita della persona e quindi possibile supporto all’apprendimento e alla pratica della musica,  Approdando così all’innovativa idea di una “psicologia per la musica”.
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About the author

Valerio Salzano, è psicologo, psicoterapeuta e musicista. Ha lavorato nell’ambito della riabilitazione neuropsicomotoria e svolge da più di dieci anni un’intensa attività clinica come psicoterapeuta individuale, di coppia e di famiglia.

 

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Additional Information

Publisher
Armando Editore
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Published on
Jun 23, 2017
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Pages
116
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ISBN
9788869922060
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Music / General
Psychology / General
Psychology / Movements / General
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Federico Vaccarini
L’adolescenza è una fase della vita di ricerca e indagine nella quale il ragazzo cerca con forza di distinguersi dai genitori e di identificarsi con i coetanei i quali rispondono al bisogno di sentirsi valorizzati e riconosciuti.
Ma perché per gli adolescenti risulta essere così importante far parte di un “gruppo dei pari”?
Innanzitutto perché risultano essere i soggetti con i quali prediligono confrontarsi, si rivelano come un punto di riferimento alternativo alla famiglia in un periodo nel quale spesso si tende a contestarla, spesso si configurano come una specie di specchio per il proprio Sé e un sostegno indispensabile per condurre l’adolescente dalla condizione di infante a quella di adulto. Sherif e Sherif definiscono il gruppo adolescenziale come una sorta di laboratorio sociale nel quale i ragazzi possono mettere in gioco loro stessi, attraverso l’espressione di nuovi pensieri e comportamenti, formulando scelte autonome senza la supervisione solerte degli adulti. Il gruppo dei coetanei collabora all’ampliamento delle esperienze dei suoi membri partecipando alla formazione nel ragazzo di valori, idee, atteggiamenti, rappresentazioni sociali e stili di comportamento che risultano essere diversi rispetto a quelli che gli adolescenti hanno acquisito all’interno della famiglia durante l’infanzia. Per il ragazzo, la condivisione di esperienze, emozioni e riflessioni con i coetanei ha nel periodo adolescenziale la finalità di fronteggiare la fatica di crescere, arrivando così a creare un varco di indipendenza dal mondo adulto. Attività svolte in comune hanno, oltre ad una finalità ricreativa, anche l’obiettivo più complesso di stabilizzare e potenziare apprendimenti di natura sociale, come l’impegno che richiede venire accolti all’interno di un gruppo, la capacità rimanerci, l’abilità nell’ottenere uno status superiore, la formazione di una reputazione sociale, il conseguimento di popolarità fra i coetanei.
L’acquisizione di competenze relazionali ha inizio sin dai primi anni di vita nei momenti di gioco e di interazione e continua per tutto l’arco della vita mediante la frequentazione di altre persone.
Per poter entrare o continuare a rimanere all’interno di un gruppo è di fondamentale importanza rispettare il sistema normativo che “vige” entro lo stesso. Oltre a compagnie adolescenziali che mettono in atto comportamenti positivi nei riguardi delle autorità formali e che si conformano alle leggi dettate dalle istituzioni, sono presenti gruppi di ragazzi che, assumendo condotte devianti, si contrappongono a queste norme. Le prime considerano le regole sociali come mezzi essenziali per poter svolgere una vita collettiva positiva, i secondi, invece, si pongono in opposizione rispetto alla comunità, percependo l’atteggiamento deviante come una condotta conforme con l’identità del gruppo stesso, arrivando a produrre in questo modo un sistema normativo interno, ma al contempo contronormativo rispetto a quello della società.
Federico Vaccarini
Quello dell’“empowerment” può essere considerato il concetto chiave del presente scritto, nonché il filo conduttore che si snoda lungo tutte le pagine che lo compongono collegandole tra di loro.

“Che cosa si intende per empowerment?”, questo è in particolar modo l’interrogativo al quale si cercherà di fornire una risposta nell’elaborato, ma, obiettivo ancor più ambizioso, si vorranno studiare e porre in risalto le connessioni rinvenibili tra l’approccio dell’empowerment e la pedagogia.

Nell’intento di fornire una risposta esauriente a questi interrogativi l’elaborato è stato strutturato in cinque sezioni comprensive sia di parti “teoriche” che di parti di “ricerca”.

Le prime quattro sezioni costituiscono la componente teorica dello scritto e comprendono i capitoli dedicati alla spiegazione di che cosa si possa intendere per empowerment nei suoi diversi livelli di declinazione (quello individuale, quello organizzativo e quello di comunità) e in rapporto ai molteplici contesti cui questo concetto può essere rinvenuto.

Per quanto concerne la quinta parte dello studio essa si configura come ricerca volta a trovare la conferma o, eventualmente, la disconferma di quanto evidenziato rispetto all’empowerment all’interno della parte teorica. La ricerca è avvenuta attraverso la conduzione di una riflessione sulle parole e sulle azioni tenute da alcune figure politiche di rilievo: Benito Mussolini, Margaret Thatcer, Beppe Grillo, Mohandas Karamchand Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela, Barack Obama, Don Lorenzo Milani, Matteo Renzi e Walter Veltroni.

L’obiettivo che si è cercato di ottenere per mezzo dell’indagine presentata nel seguente studio è quello di offrire una maggior comprensione di quali siano i confini del concetto stesso di empowerment: quando il potere può essere considerato tendente all’“empowerment”? E quando il potere viene a connotarsi come sopraffazione?
Stefano Calicchio
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