Un villaggio nella pianura. Ricerche archeologiche in un insediamento medievale del territorio di Sant’Agata Bolognese

All’Insegna del Giglio
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Publisher
All’Insegna del Giglio
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Published on
Apr 30, 2014
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Pages
456
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ISBN
9788878144095
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Language
Italian
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Genres
Social Science / Archaeology
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Tra il 1968 e il 1972 la Soprintendenza condusse a Verucchio tre campagne di scavo che riportarono alla luce 213 tombe a cremazione attribuite alla cultura villanoviana e databili dal IX al VII sec. a.C..
Questo volume nasce con l’intenzione di far conoscere al grande pubblico le analisi scientifiche relative ad una delle più suggestive di queste tombe, la tomba 89 Lippi, conosciuta anche come ‘Tomba del Trono’. Scavata nell’autunno del 1972, questa tomba presenta caratteristiche specifiche rispetto al villanoviano canonico, sia per la tipologia dei materiali che per il rituale funerario, in un periodo che va dagli ultimi anno dell’VIII ai primi anni del VII secolo a.C..
Di grande interesse sono i risultati delle analisi condotte sull’oggetto più rappresentativo e celebre rinvenuto nella tomba, lo splendido trono ligneo, ora esposto nel Museo Civico Archeologico di Verucchio. Dalla complessa incisione che lo decora si evince che rappresentasse una sorta di ‘testo’ indirizzato alla comunità di cui il signore della tomba 89 era un membro importante, quasi a rispondere alla sua esigenza di comunicare attraverso un ‘oggetto parlante’.
Il volume è opera di un’équipe di studiosi che hanno lavorato in un confronto continuo integrando i risultati delle diverse discipline per offrire al pubblico i dati indispensabili ad una suggestiva interpretazione in chiave storica e antropologica.

Scheda del volume a cura di Carla Conti
Copyright © 2005 Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna. Tutti i diritti riservati.

 

Questo libro costituisce il primo volume di una serie dedicata alle ricerche archeologiche su Nonantola e il suo territorio. Avviato nel 2001 in collaborazione con l'Amministrazione Comunale di Nonantola e con la cooperazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e dell'Arcidiocesi di Modena, il progetto si poneva l'obbiettivo di seguire le vicende di una delle più grandi abbazie del medioevo europeo, attraverso uno strumento poco utilizzato, quello archeologico, e tenendo in conto una categoria di fonti ancora meno impiegate per il medioevo, cioè quelle materiali.
Mi era sempre sembrato strano che un complesso così importante e significativo, e che pure aveva visto maturare e crescere un'infinità di progetti di studi (insieme al riordino del suo straordinario archivio), non avesse mai sollecitato se non rapsodiche e del tutto incidentali ricerche archeologiche. Nei due decenni trascorsi l'archeologia dei monasteri altomedievali in Italia aveva conosciuto una felice stagione di studi, senza che Nonantola ne fosse stata in qualche modo toccata.
Questo volume contiene una serie di contributi autonomi, accomunati solo dal luogo e dal fatto di essere stati concepiti e realizzati nell'ambito di questo progetto. Non sono contributi che seguono un percorso coerente (né cronologico né topografico), ma rendono conto di alcuni risultati conseguiti; alcuni si presuppone definitivi (le edizioni di scavo della Torre dei Modenesi e della Torre dei Bolognesi), altri preliminari (lo scavo della necropoli di piazza della Liberazione). A questi si sono voluti affiancare un paio di testi di carattere più generale. Nel primo volume dedicato al progetto di Nonantola, infatti, non poteva certo mancare un articolo che illustrasse le coordinate e le finalità del progetto né un lavoro che rendesse conto degli strumenti tecnici utilizzati per il suo conseguimento.
Tuttavia questo volume denuncia, per quanto casualmente, una sua omogeneità tematica, nel momento in cui si danno alle stampe, congiuntamente, le edizioni di scavo delle due torri-simbolo dell'abitato. Non era tra le priorità del progetto lo studio delle fortificazioni del borgo, ma in attesa che i dati preliminari sull'abbazia alto-medievale siano implementati ed arricchiti dalle future indagini archeologiche, la ricostruzione delle vicende storico-insediative dell'abitato tardo-medievale costituisce sicuramente una delle acquisizioni più interessanti e decisamente nuove nella storia di questo sito.
Trovo diversi motivi di soddisfazione nel licenziare questo libro. Il primo è che, insieme a Mauro Librenti, vedo finalmente realizzarsi una prima tappa di un progetto a cui pensavamo da tempo e che solo grazie alla lungimiranza e all'attenzione di alcune istituzioni locali ha potuto prendere corpo e svilupparsi. Il secondo è legato alle modalità attraverso le quali si è consolidata la nostra presenza a Nonantola. L'Insegnamento di Archeologia Medievale, insieme all'Amministrazione Comunale di Nonantola, è stato (ed è) concessionario delle attività di scavo che annualmente, dal 2002, si svolgono in prossimità e all'interno della chiesa abbaziale. Tuttavia, nell'inverno del 2004, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna ci ha delegato a seguire, in piena autonomia, i lavori di sistemazione della rete dei servizi, programmati dall'Amministrazione Comunale nel centro storico. Questa delega ha rappresentato, a mio giudizio, non solo un'esperienza felice di cooperazione tra istituti diversi, ma anche un'indicazione di metodo, nella misura in cui ha dimostrato che una struttura universitaria può essere convincente anche nelle funzioni, poco usuali, di 'gruppo operativo'. Il fatto che, di quella esperienza, questo volume contenga già due contributi, mi sembra sia la risposta più efficace ad una fiducia corrisposta.
Il progetto di Nonantola si avvale della collaborazione di molti enti ed istituti, che sono ricordati nella quarta di copertina. Mi sia consentito tuttavia menzionare singolarmente alcune persone, senza le quali questo progetto non avrebbe avuto luogo. Per l'Amministrazione Comunale l'ex sindaco Stefano Vaccari e l'ex assessore ai lavori pubblici Massimiliano Piccinini insieme con l'attuale sindaco Pierpaolo Borsari e l'assessore alla cultura Francesco Guerra. Fino ai lavori dell'inverno del 2004 è stato prezioso di aiuti e suggerimenti operativi l'allora direttore ai lavori pubblici Piergiorgio Serafini. Fondamentale è risultata anche la cooperazione della Curia Arcivescovile di Modena - Nonantola nelle persone di mons. Adriano Tollari e don Lino Pizzi; e poi del direttore dell'archivio e museo diocesano don Riccardo Fangarezzi e del parroco di San Michele, don Paolo Notari. Un grazie particolare va naturalmente alla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e al Soprintendente Archeologo Luigi Malnati, per aver creduto in questa esperienza fin dagli inizi e per averci aiutato a fare un'archeologia anche al servizio della tutela.
L'Archeoclub di Nonantola e il suo infaticabile Presidente, Loris Sighinolfi, hanno accolto con entusiasmo la nostra originaria proposta, impegnandosi quotidianamente in quella preziosa opera di raccordo con la cittadinanza che ha fatto sì che gli interventi, anche i più ostici (da comprendere) e i più invadenti (da accettare), siano risultati un importante momento di crescita condiviso dalla collettività.
Questo progetto deve molto all'impegno degli studenti degli Atenei di Venezia e di Parma, che qui si sono formati fino a diventare parte del gruppo che ha operato a Nonantola nell'inverno dello scorso anno. Deve molto anche all'abnegazione di Francesca Bertoldi e Sebastiano Lora, che si sono occupati degli scavi del cimitero di piazza Liberazione e che hanno tempestivamente avviato lo studio dei resti antropologici (ci auguriamo che uno dei prossimi volumi della serie sia una loro monografia dedicata proprio a questo importante contesto).
Questo libro si deve poi alle impeccabili cure redazionale di Alessandra Cianciosi, che ha svolto anche un maturo e competente ruolo di coordinatore delle attività sul campo nel 2004.
Ma tutta quanta la ricerca archeologica su Nonantola non sarebbe stata possibile senza l'appoggio convinto di Ombretta Piccinini, da anni infaticabile, silenzioso ed intelligente motore di gran parte delle iniziative culturali nonantolane.
Sauro Gelichi
Venezia, maggio 2005
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