La democrazia è antiquata: questa la provocazione da cui muove Marco Revelli, uno dei più acuti e illuminanti teorici della politica, per capire se la democrazia ha ancora un futuro. Una provocazione che non vuole certificarne la morte, ma serve a fotografare lo snaturamento in atto. Così, l'autore disseziona con rigore le forme del degrado democratico: dalla democrazia 'esecutoria', che sostituisce il Parlamento con l'efficienza del leader, alla democrazia 'senza popolo', dove l'astensionismo diventa 'partecipazione negativa'; dalla democrazia 'dei pochi', sempre più oligarchica, alla democrazia del denaro, dove il mercato regola ogni relazione; dalla democrazia della disinformazione, deformata da media e algoritmi, a quella 'delle armi' e 'del segreto'. Le democrazie contemporanee non fanno più promesse, si limitano a presentarsi come la forma di governo 'meno peggiore'. E la distanza tra ideali e realtà è così abissale da renderne irriconoscibili i principi fondativi: rappresentanza, partecipazione, trasparenza, informazione. Ma Revelli non si ferma alla diagnosi: indica la necessità di un 'nuovo inizio', che riparta dal basso, nella convinzione che solo una critica radicale della democrazia reale può salvarne il futuro da costruire.
Marco Revelli è professore emerito di Scienza della politica all'Università del Piemonte Orientale. Tra i più autorevoli analisti del mutamento sociale e politico italiano, si è occupato di storia del movimento operaio, trasformazioni del lavoro, populismi e crisi della democrazia. Tra i suoi libri, per Einaudi: Finale di partito; Populismo 2.0; La politica senza politica; Umano Inumano Postumano. Per Laterza ha pubblicato, tra l'altro: Sinistra Destra. L'identità smarrita; I demoni del potere;Post-Sinistra. Cosa resta della politica in un mondo globalizzato;"La lotta di classe esiste e l'hanno vinta i ricchi". Vero!.