La società cattiva

In questo volume l'autore analizza le varie componenti per le quali si può parlare della società cattiva, un sistema sociale, di relazioni di fatto che creano disagio, sofferenze, tanto nel mondo del lavoro come in quello famigliare, alle donne oppure ai bambini. Dall'invidia alla pedofilia, dal femminicidio al cyber-bullismo omicida, tanta parte della nostra società dimostra cattiveria. Il problema non è solo giudirico, di principio: Roberto Di Molfetta pensa alle sofferenze che una società insieme cattiva, indifferente, che insegue il consumo e non i rapporti umani come centralità, sofferenze che sono il problema eterno dell'uomo, che teme i suoi simili come un trauma o una malattia. Il libro si chiude nella speranza del pensiero positivo nei confronti della vita, perché rimaniamo umani, sempre umani, al di là di chiunque.
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Additional Information

Published on
Jun 12, 2016
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Pages
95
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ISBN
9786050456431
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Features
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Language
Italian
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Genres
Philosophy / Good & Evil
Social Science / Essays
Social Science / Violence in Society
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« Quante volte ci sentiamo soli nella vita ? Quante volte vorremmo parlare, esprimerci diversamente, parlare di più, con persone più attente al nostro sentire ?
Io negli ultimi anni ho smesso di soffrire per le piccole cose di tutti i giorni, di arrabbiarmi in maniera forte e vigorosa per tutto. Sento adesso una specie di depressione costante, di tono minore nella mia vita, come se la sinfonia del vivere da tragedia fosse diventata una melodia malinconica e dolce.
Questa dolce melanconia è il rimpianto per non vivere una pienezza dei rapporti con gli altri. Cos'è che mi attanaglia il cuore, cos'è questa solitudine del cuore ?
E' il bisogno forte, che è sempre nascosto ma sempre presente, di poter essere veramente me stesso. Nei gesti, negli sguardi, nelle parole io spesso mi esprimo come con automatismi. E' l'esperienza di un 43enne intelligente e abbastanza esperto degli uomini, da sapersi garantire risposte pronte, atteggiamenti adeguati alle varie situazioni sociali. Sorrido, cammino, rispondo alla gente, tutto apparentemente è nella norma.
Ma dentro ho continuamente un dolore, una pena, dovuti alla mancanza di soddisfazione nel vivere.
Tutto in questi ultimi tempi mi appare meccanico, automatico: non ho più le genuinità degli anni della gioventù, dove le persone le sentivo dentro, dove ogni situazione sembrava portare novità.
Sofferenze, esperienza, conoscenza degli uomini e dei loro affari: tutto ciò ha portato il ragazzo che inseguiva uno sguardo, un sorriso ad una sorta di cinismo obbligato, ad una continua mancanza di desiderio del prossimo, conscio che gli altri non mi possano portare più felicità, più gioie.
In un altro mio libro, dove sono i nostri sogni?, affronto il fatto che maturando, perdiamo talvolta i nostri sogni e desideri più profondi e sentiti, in virtù della certezza triste che purtroppo solo sogni sono e possono rimanere.
Quando scopri che l'amore totale, l'essere amati, sono realtà difficilmente realizzabili in questa vita, dove ideali e sentimenti spesso sono sacrificati di fronte ad interesse materiale ed egoismi, ti senti solo. Solo dentro, solo nelle tue stesse parole, hai sempre questa sensazione che quello che dici, che fai, non ti porteranno a sentirti meglio nel cammino della tua vita. In quei momenti, hai la solitudine nel cuore. ». Così scrive l'autore nell'introduzione.
L'opera completa è costituita, tra scritti originali e materiale di diversa origine, in alcune parti ben identificabili: gli aspetti biografici, i capitoli sulla solitudine, i capitoli sulla possibilità di trasformare i propri atteggiamenti verso la solitudine, le considerazioni dei tempi in solitudine non come negativi, ma piuttosto come aspetto positivo e prolifico della propria esistenza.
Il percorso dalla condizione di disagio personale a quella di considerazione della solitudine come risorsa, è duro da affrontare e pieno di situazioni psichiche complesse. Ma è possibile attraversarlo con la consapevolezza che si può uscire cambiati volendo realizzare questo enorme percorso di cambiamento, anche senza l'aiuto di nessuno. Le forze per farlo sono dentro di noi, e richiedono un mutamento radicale di prospettiva.
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