Massa di Maremma e la Toscana nel basso Medioevo: zecche, monete ed economia

All’Insegna del Giglio
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Per celebrare i Settecento anni trascorsi dall’apertura della propria zecca, nel 2017 il Comune di Massa Marittima ha promosso una serie di eventi scientifici e di alta divulgazione. Con la curatela di Monica Baldassarri, è stato progettato un percorso articolato che si è dispiegato lungo tutto l’anno, prendendo avvio da una mostra allestita nel Complesso Museale di San Paolo all’Orto. È stata questa l’occasione per inquadrare il contesto socio-economico e politico nel quale presero avvio le attività della zecca di Massa, raccogliendo le principali emissioni monetarie delle officine toscane attive tra tardo Duecento e Trecento. Una valenza particolarmente significativa ha avuto inoltre l’esposizione dei conii dell’atelier massetano, insieme al contratto di appalto della zecca (1317), restaurato per l’evento. Le celebrazioni sono proseguite con un convegno di studi tenutosi nell’ex Convento delle Clarisse dal titolo “Per una storia economica e sociale della Toscana bassomedievale: le monete e le zecche”, durante mil quale sono stati analizzati con taglio multidisciplinare gli apporti che lo studio delle monete e delle zecche possono offrire alla ricostruzione dei fenomeni economici e sociali che caratterizzarono la Toscana tra il tardo XIII e la fine del XIV secolo. Questa pubblicazione raccoglie gli atti di quell’incontro di studi al quale hanno contribuito numismatici, archeologi e storici, dando conto degli esiti dei più recenti studi sull’argomento e in relazione a temi storici più ampi: dall’approvvigionamento dei metalli monetabili, alle varie fasi di lavorazione e ai relativi indicatori materiali in opifici ufficiali e clandestini, fino alle caratterizzazione delle maestranze coinvolte; dalla distribuzione dei ritrovamenti numismatici fino ai movimenti in diversi settori economici. L’ultima sezione accoglie il catalogo scientifico della mostra, che illustra le coniazioni delle zecche medievali toscane, i torselli e le emissioni del Comune di Massa di Maremma, oltre alle monete recuperate con gli scavi condotti in contesti medievali cittadini. Il volume rappresenta perciò non solo un documento importante per la storia della zecca di Massa, sulla quale si riuniscono le conoscenze più aggiornate, ma anche un quadro sull’attualità delle ricerche sulle zecche e sulla monetazione della Toscana nel basso Medioevo e con particolare riguardo al Trecento, quale momento topico per la storia economica e sociale dell’intera regione.
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Additional Information

Publisher
All’Insegna del Giglio
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Published on
May 16, 2019
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Pages
174
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ISBN
9788878148956
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Architecture / History / Medieval
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 Da usare con il vostro smartphone, tablet o PC, "Andar per Pievi" è una guida di viaggio "in digitale" negli Appennini dell’Emilia-Romagna, alla scoperta di curiosità poco note, fra antichi monumenti e paesaggi inaspettati. Mediante collegamenti a contenuti esterni, questa guida al turismo slow orienta il visitatore attraverso mappe, percorsi e luoghi georeferenziati, sempre a portata di mano (anche a casa). La guida offre descrizioni arricchite da foto e approfondimenti anche mediante link a immagini e informazioni disponibili sul web. Tutti e quattro gli itinerari prendono avvio dalla descrizione di una pieve romanica, presente nei territori oggetto di visita. Si tratta di piccole chiese spesso antichissime e sconosciute, poste in passate vie di transito fra la pianura padana, la Toscana e Roma. Sono monumenti da ammirare e preservare per la loro unicità storica ed artistica. Gli itinerari accompagnano poi il lettore (e il visitatore) in escursioni nella montagna bolognese in 28 località, fra piccoli centri, bellezze naturali e monumenti storici. Il volume (dedicato alla provincia di Bologna) è il secondo numero di una collana che intende promuovere la conoscenza dei nostri Appennini, l'incredibile ricchezza dei loro beni culturali, storici e naturali, offrendo itinerari per visite entusiasmanti... anche da casa. Nella guida vengono descritti luoghi di visita nelle aree di Vergato, Cereglio, Roffeno, Castel d'Aiano, Abetaia, Rocca Pitigliana, Palazzo d'Affrico, Labante, Casalfiumanese, Castel del Rio, Moraduccio, Castiglione, Firenzuola, Val Sellustra, Pieve Sant'Andrea, Dozza, Monte Armato, Monterenzio, Monte delle Formiche, Monte Bibele, Sasso San Zenobi, Parco La Martina, Passo della Raticosa, Montovolo, Vimignano, Riola, Rocchetta Mattei, Laghi di Suviana e Brasimone, Poranceto, Chiapporato, Costonzo, Monzone di Montecavalloro.
PRESENTAZIONE

Presento con grande piacere questo volume curato da Antonio Alberti e Monica Baldassarri, con il quale si viene a ricostruire un segmento importante della storia della nostra comunità. Uno studio portato avanti con l’ausilio di archeologi e di storici, che ha dato esiti molto interessanti a cominciare dall’edizione dello scavo realizzato presso l’antica torre oggi detta “mozza”, a lato dell’attuale Via Ricasoli. Non si tratta però della sola pubblicazione di quest’intervento. Si tratta di un’opera di sintesi, che riesce a ricordarci che nel Medioevo Calcinaia era una “terra murata”, un caposaldo nella difesa e nel controllo del territorio da parte della Repubblica di Pisa. Un lavoro che ci fa capire quanto le scelte dell’uomo, come il taglio dell’Arno nella seconda metà del XVI secolo, che collocò Calcinaia in posizione marginale, possano incidere sulla vita di una comunità. Oggi una politica di salvaguardia dei beni archeologici e storici in territori come quello di Calcinaia, al centro di un comprensorio ricco di testimonianze, dal Monte Pisano alla Valdera, si propone come finalità necessaria uno sviluppo compatibile con l’ecosistema e la qualità della vita dei propri cittadini, in modo da “incidere” in maniera profonda in ogni altra politica di rilancio, sia industriale sia commerciale,
doverosamente rispettosa delle tradizioni e del nostro importante passato. Questa accresciuta consapevolezza del valore del patrimonio culturale e dei resti storici del nostro territorio è stata alla base di un’ampia operazione di interventi e valorizzazione del centro storico di Calcinaia, che a partire dal 1999 ha compreso il restauro della torre Upezzinghi, con la bonifica di tutta l’area retrostante fino allo scavo archeologico preventivo e al prossimo restauro della torre “mozza” e del complesso della fornace postmedievale. Fin dall’inizio, infatti, l’Amministrazione Comunale ha richiesto una stretta collaborazione con gli
Enti preposti alla tutela, ossia la Soprintendenza Archeologica della Toscana e la Soprintendenza per i Beni A.A.A.S. di Pisa, per un approccio scientificamente corretto al tema della tutela preventiva e del restauro dei monumenti. Lo stimolo alla conoscenza del passato, certamente rinnovato dalle ricerche archeologiche, ad esempio è stato centrale anche nella stesura del nuovo Piano Strutturale del Comune, all’interno del quale il gruppo di lavoro formato dal Prof. Stefano Bruni e dai Dott. Alberti, Baldassarri e Stiaffini ha rivolto l’attenzione alla ricostruzione della storia dell’intero territorio comunale attraverso la fonte scritta e quella archeologica. Questo libro, dunque, che riguarda le vicende di Montecchio e Calcinaia nel Medioevo, è il primo risultato di queste ricerche ormai avviate da tempo, che prevedono altri appuntamenti improrogabili, come la pubblicazione di un secondo volume sulla storia di Calcinaia in epoca moderna, incentrato innanzitutto sulla tradizionale produzione di stoviglie e terraglie di cui si ha ampia testimonianza fino alla metà del secolo scorso, e l’allestimento di uno spazio espositivo e museale nella ex fornace entro e intorno agli spazi della torre medievale, sede, direi, naturale per accogliere i segni e le testimonianze utili per ripercorrere le tappe fondamentali del nostro passato. Colgo l’occasione in questa sede per ringraziare tutti coloro che con il loro lavoro e la loro passione hanno contribuito alla realizzazione di questa opera, sicuro che sarà accolta con favore dalla comunità scientifica, ma soprattutto, diventerà patrimonio culturale imprescindibile di ogni cittadino che ama questo paese ed il suo territorio.

Valter Picchi
Sindaco di Calcinaia

 

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