Il priorato cluniacense dei Santi Pietro e Paolo a Castelletto Cervo. Scavi e ricerche 2006-2014

All’Insegna del Giglio
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L’opera presenta i risultati delle indagini archeologiche condotte tra il 1991 e il 2007 dalla Soprintendenza Archeologica di Ostia nella basilica identificata con la cattedrale paleocristiana della città di Porto, sotto la direzione scientifica di Lidia Paroli, autrice di numerosi studi nell’ambito dell’archeologia tardoantica e altomedievale, e di Mauro Maiorano, che ha coordinato la ricerca sul campo tra il 1997 e il 2007. Il lavoro è tra i più completi esempi di indagine estensiva secondo i criteri stratigrafici di un edificio paleocristiano e ha permesso di recuperare importanti elementi sul processo di trasformazione interna dello spazio basilicale in relazione alle pratiche liturgiche, offrendo nel contempo spunti di riflessione sulle caratteristiche del circostante tessuto abitativo.Tomo *

Il primo volume raccoglie gli aspetti stratigrafici e strutturali e presenta, con il contributo di specialisti dei diversi settori, un’analisi molto approfondita del contesto con la ricostruzione del suo complesso divenire, in un excursus che dall’età romana giunge alle fasi di abbandono e alla riscoperta della Basilica alla fine del XIX secolo.

Tomo **

In questo volume sono raccolti i risultati dello studio dei reperti di scavo della Basilica affidato a studiosi specializzati nei diversi campi. Il nucleo di materiali più significativo dal punto di vista tipologico e quantitativo è costituito dalla cospicua raccolta di frammenti marmorei, comprendente capitelli, basi e fusti di colonna, elementi decorativi e di arredo minore – indispensabili per la ricostruzione di dettaglio degli interni dell’edificio di culto –, oltre a sculture funerarie ed epigrafi. Questi manufatti, esempi della ricchezza degli apparati decorativi messi in opera, offrono, insieme ai reperti numismatici, alla campionatura dei bolli laterizi, al vasellame in ceramica e in vetro e ad altri oggetti d’uso quotidiano, una concreta testimonianza della centralità e della vitalità di questo contesto dall’età romana all’età medievale.

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Publisher
All’Insegna del Giglio
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Published on
Dec 19, 2015
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Pages
712
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ISBN
9788878146785
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Architecture / Buildings / Religious
Social Science / Archaeology
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Il volume raccoglie i risultati del convegno sull'arte di fonder campane, organizzato dall'Istituto di Archeologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e al quale hanno partecipato Istituti universitari, Soprintendenze ai Beni Archeologici dell'Italia Settentrionale e studiosi del settore. L'insolito tema negli ultimi anni è stato oggetto di attenzione scientifica, sia grazie ai numerosi resti di officine rinvenuti in scavi archeologici di chiese medievali e postmedievali, sia perché fornisce un originale spaccato della società medievale nei suoi aspetti artigianali, liturgici e quotidiani. Archeologi, storici, storici dell'arte, liturgisti, musicologi e archeometri si sono confrontati nella prospettiva di rintracciare i molteplici significati dell'oggetto campana, simbolo dimenticato della cultura cristiana, e di recuperare il millenario sapere necessario per produrlo. La prima sezione del volume è dedicata alla ricerca dell'origine delle campane, alla decodificazione del loro ruolo nella società medievale (richiamo alla liturgia, scansione del tempo, segnalazione del pericolo) e della loro simbologia cristiana. La seconda sezione raccoglie i dati di scavo delle officine temporanee per campane messe in luce in Italia Settentrionale e nel Canton Ticino. Ogni fornace rivela uno spaccato della storia del cantiere in cui avveniva la fusione: i dati archeologici forniscono preziose informazioni sull'ambiente che ospitava l'attività e sugli attori di un processo produttivo che talvolta per committenti, maestranze e comunità assumeva il valore di un rito magico, religioso e sociale. La terza parte affronta poi questioni di metodo relative ai criteri di catalogazione degli impianti e dei manufatti e all'apporto che le indagini scientifiche possono offrire per conoscere l'identità e l'abilità tecnica di chi operava. Un'ulteriore sezione dà spazio alle fonderie tradizionali che perpetuano il complesso sapere artigianale dell'arte campanaria e alle imprese che ne valorizzano la conoscenza. Chiude il volume un contributo sul valore terapeutico del suono che apre nuove orizzonti di indagine sul significato della campana nella cultura orientale. L'ottica interdisciplinare della ricerca offre un riferimento aggiornato e documentato dello stato degli studi con un ampio apparato illustrativo a colori integrato da indici e tabelle sinottiche.
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