Il libraio di Campisalti

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 Nel paese di Campisalti l’appena nominato comandante della locale stazione dei carabinieri si trova a dover risolvere un traffico di cocaina che sta sconvolgendo il paese.L’unico momento di svago è quando può visitare la bellissima libreria che è stata aperta davanti alla sua abitazione e del cui proprietario è diventato amico.
Sarà proprio il legame con il libraio ad assumere improvvisamente un ruolo inaspettato e utile alla soluzione del caso.
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Informazioni sull'autore

 Maria Lucetta Russotto, dottore commercialista titolare di studio a Prato e docente all’Università di Firenze, vive a Poggio a Caiano (PO).

Nel 2002 ha pubblicato il suo primo romanzo Ci sono più cose (Mondadori).
Da scrittrice ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il premio Donna Moderna, il premio Il racconto nel cassetto, il premio Gialli Mondadori, il premio Il grillo parlante, il premio Volti di donne e il premio Margutta.
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Editore
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Data pubblicazione
31 ott 2017
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Pagine
66
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ISBN
9788899257408
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Linguaggio
italiano
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Brevi di cronaca nera è un libro divertente, fitto di aneddoti veri o inventati, ma è soprattutto un libro di storia – e d’altra parte un pezzo del bicefalo Autore è un docente di Storia contemporanea, nonché parente di celebri giornalisti – perché racconta la vita dei giornalisti “prima”. Prima del computer e prima delle donne in redazione, quando il cronista stava “dentro la notizia”. Quando, magari a volte esagerando, addirittura la faceva lui.

Brevi di cronaca nera è la storia di un giornalismo ormai morto, di cui i giovani cronisti sentono parlare dai “vecchi” come di un’epoca mitica e rimpiangono di non avere conosciuto. Un’epopea a metà strada tra “Amici miei” e Humphrey Bogart in versione casalinga, popolata da uomini senza particolari qualità, neanche culturali, forse neanche grammaticali, ma innamorati della notizia, la divinità cui tutto doveva essere sacrificato, la famiglia, le vacanze, persino la “ganza”; popolata da panciuti poliziotti della “notturna”, e le due categorie non erano neanche ben distinte; dalle puttane, che li conoscevano per nome e gli davano anche qualche “soffiata”; dai tecnici, non dai dottori di Medicina legale, che ne sapevano di più perché erano loro ad avere “le mani in pasta”; dai pubblici ministeri che un giorno gli passavano la notizia sottobanco e un altro li minacciavano di arresto perché ne avevano pubblicata una di troppo; dai piccoli personaggi della Mala che ogni volta che avveniva un omicidio venivano portati in questura e interrogati, così, tanto per cominciare l’ indagine, e loro, poi, davanti a un bicchiere di vino raccontavano che cosa gli avevano chiesto e così il giornalista, più o meno, intuiva che cosa cercava la polizia e che cosa già sapeva.

(Dalla prefazione di Mario Spezi)

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