Dalle fonti alla narrazione. Ricostruzione storica per il racconto della quotidianità

All’Insegna del Giglio
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Il volume raccoglie gli atti di due seminari svoltisi tra aprile e maggio 2017 all’Università degli Studi di Siena, incentrati sulla ricostruzione storica intesa nelle sue diverse e complementari declinazioni: con il primo incontro si sono infatti affrontati i temi del reenactment e della living history, mentre il secondo ha approfondito la rappresentazione dei risultati delle indagini archeologiche su specifici contesti materiali. Archeologi e ricostruttori si incontrano e si confrontano, traendone reciproco vantaggio e mirando ad un obiettivo comune ambizioso: coinvolgere il pubblico in una comunicazione archeologica di qualità superiore, in grado di coniugare eccellenza scientifica e vena narrativa. L’ottica adottata parte infatti dalla considerazione di come l’archeologia italiana stia vivendo un momento di criticità, riconducibile alla scarsa propensione nel trasformare le proprie competenze in valore significativo anche in una prospettiva pubblica. In questo scenario, i vari contributi sono accomunati dalla ricerca di una via innovativa che metta in primo piano la materialità della storia, affrontando casi molto eterogenei per scala, approcci, metodi e risultati attesi. Si passa quindi dalla ricostruzione del volto a partire dal cranio di individui scavati, alla rappresentazione della cultura materiale di casi specifici e archeologicamente noti. Vengono trattate ricostruzioni di singoli personaggi reali o immaginari (riproducendone l’abbigliamento, gli accessori, le armi, ma anche il comportamento, la condizione sociale, la vita quotidiana) e di intere strutture e insediamenti (in scala reale come in plastico), arrivando ad operare sintesi su particolari contesti e periodi. Le due anime , ricostruzione e archeologia, sono quindi ben rappresentate nella pubblicazione e vengono integrate da riflessioni di carattere più generale sull’archeologia pubblica e sulle sue potenzialità per la ricerca, la tutela, la comunicazione. In un corposo saggio introduttivo, scritto da Marco Valenti, si tracciano le linee guida teoriche e pratiche per attuare il nuovo approccio proposto nel volume, discutendone gli attuali limiti e, sopratutto, mostrandone l’enorme potenziale per il futuro. 


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Additional Information

Publisher
All’Insegna del Giglio
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Published on
May 30, 2018
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Pages
222
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ISBN
9788878148741
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Language
Italian
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Il volume nasce dall’esperienza svolta nell’ambito del LIAAM, il laboratorio del Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università di Siena, al quale fa capo la gestione informativa di tutti i dati raccolti e condivisi all’interno della struttura. Attraverso la presentazione delle tecnologie usate, delle finalità alle quali sono state applicate (si spazia dall’uso dei database per l’archiviazione dei dati, alla utilizzazione del GIS per la costruzione e gestione della cartografia archeologica, con particolari applicazioni finalizzate all’archiviazione e gestione del patrimonio storico-archeologico urbano e della documentazione archeologica di scavo, all’esposizione delle potenzialità della tecnologia laser 3D per il rilievo di monumenti e stratigrafie e la costruzione di documentazione fotorealistica e di oggetti per analisi specialistiche, alla utilizzazione delle tecnologie multimediali e del Web per la documentazione e la comunicazione del dato archeologico) gli Autori espongono una sorta di linee guida di cui si dovrebbe tenere conto nella realizzazione di sistemi informatizzati per l’archeologia, dai più elementari archivi lineari ai complessi sistemi onnicomprensivi. L’esperienza di Siena non pretende di assumere un valore assoluto, ma rappresenta soprattutto il tentativo di aprire una discussione e ricercare un comune terreno di registrazione in grado di far realmente confrontare e possibilmente interagire i dati prodotti da diversi gruppi di lavoro.
Se in ogni morte c’è un prima ed un dopo, il filo dei ricordi del protagonista – con il decesso del proprio padre anziano e malato di Alzheimer – si annoda ai deliri di una macchina burocratica grottesca e borbonica.
Luca ha sempre fatto quel che doveva e la morte del padre, Giovanni, era iniziata da un po’. Ma quando ha pensato fosse un finale su cui riflettere ha dovuto rendersi conto che la guerra non era finita.
O cresci o impazzisci.
Quel filo che intreccia bianco e nero, spietate esattezze dei ricordi del vissuto e imprese picaresche davanti a mulini a vento di inettitudine, menzogne e verità, anche attraverso la forza di chi è in grado di supplire con l’amore alla inadeguatezza del mondo, diventerà nitida percezione di ogni sfumatura fino ad un riposare in pace consapevole.
“Fino all’ultimo respiro?”.
“No: anche dopo.”.

Luca, impiegato cinquantenne, oltre al dolore per la dipartita del padre deve affrontare anche la beffa di una burocrazia ottusa e complicata che non gli permette di farlo cremare entro tempi brevi, come era desiderio di Giovanni, ma lo costringe ad un complicato percorso ad ostacoli attraverso avvocati, uffici comunali, leggi e regolamenti.
Il romanzo si snoda tra flash back che ricostruiscono l'affettuoso ma difficile e faticoso rapporto di un figlio adulto con un genitore sempre meno autosufficiente, sempre più assente, e una cronaca dettagliata delle battaglie intraprese da Luca per rispettare gli ultimi desideri di Giovanni e condurlo - finalmente - verso il riposo eterno.
L'ultimo gesto di affetto che il figlio può fare per chiudere il cerchio dell'esistenza del padre, placare il proprio dolore e riappropriarsi della sua vita.
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