Sul filo della musica: Ricordi e riflessioni di un vecchio fisico

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Un racconto sospeso tra storia e memoria. Rovescia il pessimismo di Erasmo da Rotterdam che negli anni delle rughe brontolava: «Chi loda la vecchiaia non l’ha vista in faccia». Ogni mattino Roberto Fieschi si guarda allo specchio prima di inforcare la bici, non importa se estate o inverno. Pedala, ricordando. Nostalgie vaganti che una figlia suggerisce di raccogliere nel registratore per rimandare ai nipoti l’avventura del secolo breve nelle abitudini di casa, madre, padre, zie, moglie, figli, incontri, scontri, università, politica, medaglie e l’inquietudine soffiate dal popolo giovane biologicamente impegnato a seppellire il passato negli specchi degli ordini nuovi. Il signore dei ricordi si riascolta con sospetto. È cresciuto nella cultura della carta e sceglie la scrittura per sfumare le ombre nella morale della storia. Quella marcia lunga verso il futuro assieme a compagni di viaggio lontani-vicini. Li ritrova nei giochi d’infanzia, banchi di scuola, tigri della Malesia, figurine, francobolli, violini, canzoni che scaldavano il giovane cuore.
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Informazioni sull'autore

Roberto Fieschi si è laureato in Fisica all’Università di Pavia nel 1950. Dopo aver conseguito nel 1955 il Dottorato in Fisica all’Università di Leida (Paesi Bassi) ha tenuto corsi universitari a Milano, Pavia, Pisa e Genova. È stato professore ordinario di Struttura della Materia all’Istituto di Fisica dell’Università di Parma. Dal 1970 al 1976 ha diretto il Laboratorio Materiali Speciali per Elettronica e Magnetismo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, curandone dall’origine la formazione e lo sviluppo. La sua attività scientifica ha toccato vari campi: raggi cosmici, fisica molecolare, termodinamica dei processi irreversibili, meccanica statistica e, soprattutto dal 1960, fisica dello stato solido. Oltre ad aver curato l’Enciclopedia della Fisica (ISEDI, 1976) ha pubblicato alcuni libri e numerosi articoli per la diffusione della cultura scientifica: Dalla pietra al laser (Editori Riuniti, 1981), L’invenzione tecnologica (il Saggiatore, 1981), Albert Einstein (Edizioni Cultura della Pace, 1987), Scienza & guerra (Editori Riuniti, 1987), Stati e trasformazioni della materia (La Nuova Italia Scientifica, 1993), Macchine da guerra. Gli scienziati e le armi (con C. Paris De Renzi, Einaudi, 1995), Struttura della materia (con R. De Renzi, La Nuova Italia Scientifica, 1995), Sul limitare della fisica (MUP Editore, 2013). È coautore di vari corsi multimediali didattici che hanno ottenuto premi nazionali e internazionali. Ha fatto parte del comitato di redazione di alcune riviste internazionali e nazionali. È stato membro del Comitato centrale del Partito comunista italiano. Ha ricevuto la Medaglia d’Oro da parte del Ministero della Pubblica istruzione. Attualmente è professore emerito di Fisica all’Università di Parma

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Editore
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Data pubblicazione
19 giu 2017
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Pagine
236
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ISBN
9788899257309
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Lingua
italiano
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Generi
Biografia e autobiografia / Storico
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La Comunità San Michele di Firenze rende omaggio al suo fondatore don Mario Lupori (a dieci anni dalla scomparsa) pubblicando questo volume che raccoglie gli appunti delle lezioni di Storia della Chiesa da lui tenute presso il Seminario Maggiore della Diocesi di Firenze a partire dagli anni ‘50. Un modo per ricordare le parole e le riflessioni (sulla disciplina nella quale si era specializzato) che hanno accompagnato per 40 anni quei preziosi momenti di incontro e approfondimento che sono state le conversazioni con i sammichelini. “La Storia della Chiesa è la disciplina teologica che si prefigge di delineare un quadro d’insieme, scientificamente motivato, dell’evoluzione esteriore e interiore compiuta, nello spazio e nel tempo, da quella istituzione salvifica fondata da Gesù Cristo che si chiama Chiesa. È teologia a causa del suo oggetto di origine divina a opera di Gesù Cristo, per il suo ordinamento teologico e sacramentale, per l’assistenza promessa dallo Spirito Santo che preserva la Chiesa dall’errore, che la santifica e ne conserva la santità, che inizia la sua assistenza visibile con la Pentecoste e si conclude con il ritorno finale del Signore. È storia perché per assolvere il proprio compito la Storia della Chiesa si serve del metodo storico, che ricerca e raccoglie le fonti, verifica la loro autenticità, ne esamina il contenuto storico anche se, nel suo insieme, la Storia della Chiesa può venire compresa soltanto sotto il punto di vista della Storia della Salvezza e il suo significato ultimo può venire afferrato soltanto dalla fede”.
Conoscere il passato, le vicende delle precedenti generazioni che si sono trovate ad affrontare sfide e scelte e che hanno lottato e sofferto per sogni, ideali, interessi, può aiutarci a dare un significato nuovo alla contemporaneità che ci circonda; senza fornire illusorie soluzioni, consente di avere stimoli, suscitare emozioni, approfondire conoscenze per affrontare l’oggi con le sue complesse dinamiche.

Per questo è importante la scelta di pubblicare questo breve diario di guerra. Le pagine scritte da Michele Miraglia sulla sua esperienza bellica sul fronte africano nel corso del secondo conflitto mondiale ci permettono di guardare con una diversa profondità all’attualità, a partire dai tragici eventi che segnano il Mar Mediterraneo e le coste libiche. A fronte della concretezza della sua narrazione – sviluppata in un linguaggio asciutto e chiaro, privo di ogni retorica – la guerra ritrova il suo pregnante significato proprio nella concreta esperienza di un uomo che, sottratto alla famiglia e alla quotidianità, al lavoro e ai sogni della giovinezza, si trova a dover affrontare la durezza della vita militare e l’imprevedibile possibilità dell’incontro con la morte; prima in mare, quindi sulla linea del fronte o sotto i bombardamenti degli aerei nemici. E al tempo stesso, come ogni documento storico, queste pagine ci spingono a fare i conti con il nostro passato, con le strategie imperialiste e belliciste del regime fascista, nella consapevolezza che nessun popolo possa crescere nello sviluppo civile – prima ancora che materiale – senza un’adeguata assunzione delle responsabilità del proprio passato.

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