Diavolo e Demòni (un approccio storico): Saggio

Tektime

Narrated by Antonello Macchiaroli

2 hr 54 min

Un saggio divulgativo sulla formazione storica della figura di Satana e dei suoi demòni dalle religioni assiro-babilonese e mazdea al giudaismo e al cristianesimo, fin al demonismo contemporaneo, e sulla percezione nella società odierna del demònico tra ecclesiastici e credenti laici. Gli indemoniati.

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Un saggio divulgativo sulla formazione storica della figura di Satana e dei suoi demòni dalle religioni assiro-babilonese e mazdea al giudaismo e al cristianesimo, fin al demonismo contemporaneo, e sulla percezione nella società odierna del demònico tra ecclesiastici e credenti laici. Gli indemoniati. Principali argomenti trattati: I simboli e i segni nella Bibbia come tramiti fra Dio e l’uomo; Cenno all’influenza del Mazdeismo sul Giudaismo; Nascita nel popolo d’Israele sotto la soggezione persiana dell`idea d’un ispettore e accusatore dei peccatori davanti al tribunale di Dio, cioè di un “satan”; Il Diavolo è Satana, ma non è il Demonio; Demòni; L’inquietante figura sulfurea dell’angelo sterminatore; Diavoli e Angeli; Il Diavolo, Lucifero e i demòni nella Chiesa odierna; Ossessioni, possessioni, infestazioni...

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Publisher
Tektime
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Published on
Mar 17, 2018
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Duration
2h 54m 27s
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ISBN
9788873046004
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Language
Italian
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Genres
Religion / Biblical Studies / History & Culture
Religion / Christian Theology / Angelology & Demonology
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Nell’anno 1530 Paolo Grillandi, giudice pontificio presidente del tribunale secolare di Roma, svolge un’indagine sopra un torbido omicidio e un infame rapimento riuscendo, via, via, a illuminare oscure azioni di personaggi eccellenti dediti al satanismo, all’assassinio e alla sessualità più bestiale, e assicurando infine alla giustizia, ma non senza grave scotto personale, gli autori non d’uno soltanto ma d’una lunga serie di delitti, autori che, secondo i criteri legali del tempo, saranno da lui condannati a morte sul rogo; ma intanto lunga, pericolosa, non scevra di attentati alla sua vita è la strada che il magistrato deve percorrere per trovare le prove. Parallelamente egli si converte da spietato cacciatore di streghe a uomo di dubbio e di compassione in seguito a certe esperienze e incontri, in primo luogo grazie al giovane, coltissimo vescovo Micheli che, fra i pochi in quell’epoca tra gli ecclesiastici, combatte il fanatismo nel nome dell’amorevole Ragione divina. Nel clima della caccia alle streghe rinascimentale, tra vari colpi di scena fino alle ultime pagine, il lettore incontra, fra l’altro, un duello alla spada con il diavolo in persona, il sacco di Roma, filosofi e maghi gnostici, schiavi, briganti, santi e indemoniati, in un`Italia ormai prossima al Concilio di Trento, diversa da quella odierna eppure, per certi aspetti, simile. Agiscono nel romanzo, storico ma con aspetti polizieschi, grandi figure passate alla Storia e personaggi storici minori come l’avvocato Ponzinibio, avversario delle violenze attuate tanto dall’Inquisizione cattolica che dai tribunali religiosi protestanti e la cui immagine prelude, con grande anticipo, a quelle di avversari della pena di morte come il Beccaria; e figure reali come l’indemoniato Balestrini e il terribile inquisitore domenicano Spina. Lo stesso protagonista Grillandi è personaggio storico, anche se in realtà si trattò d`un fanatico avvocato accusatore di streghe e non d`un giudice pontificio. Fra i personaggi immaginari c`è Mora, giovane, sottomessa amante del giudice la quale nasconde tremendi, travagliati segreti, figura non secondaria visto che proprio da lei il magistrato riceve la piena soluzione del caso. Personaggi di fantasia sono inoltre l’ambiguo cavalier Rinaldi e il luciferino principe di Biancacroce, figura questa sempre incombente dallo sfondo e mai in primo piano come s’addice ai gran burattinai: una sorta di nascosto capo mafioso avente a suo vice il non occulto Rinaldi. Anche il vescovo Micheli è personaggio d’invenzione, tuttavia è immagine degli alti prelati realmente vissuti, Pole, Sadoleto e Morone che furono accusati d’eresia dall’Inquisizione perché predicavano la carità evangelica contro le violenze degl`inquisitori; e pure di fantasia sono i personaggi del parroco (piovano) di Grottaferrata, del sicario Trallo, dello spadaccino Fuentes Villata, del capo brigante e fratello di Marietta, del giudice Salati e del tenente Rissoni. Nel romanzo è richiamata la mentalità del XVI secolo, infatti, come gli storici ben sanno, nel guardare al passato bisogna tralasciare, il più possibile, il sentire contemporaneo, perché altrimenti si rischierebbero giudizi astorici; per esempio, la pena capitale, oggi, è normalmente giudicata cosa atroce, nel ‘500 e ancora per molto tempo era considerata ovvia punizione e si pensava che l’assassino pentito scontasse con la morte tutti i suoi peccati, salendo subito al Paradiso; così il personaggio del vescovo Micheli non arriva, pur nel suo idealismo, a opporsi alle condanne a morte di assassini, anzi approva la pena del rogo inflitta ai componenti la cosca criminale satanica scoperta e arrestata, verso la fine del romanzo, dal protagonista giudice Grillandi.

Nota per la traduzione: L`opera originale in italiano ha volutamente, in qualche luogo, parole arcaiche, però l`autore ne ha steso anche una versione identica ma nella quale le parole anti

L’autore aveva scritto questi due racconti lunghi, giunti ormai, con varianti, alla terza edizione, nel 1994 e nel 1995, di poco anteriormente al sorgere della moda del giallo e poliziesco italiani. Sono opere basate sulle figure di Vittorio D’Aiazzo, commissario e poi vice questore, e di Ranieri Velli, suo aiutante e amico, personaggi che, l`uno o entrambi, ritornano in altri romanzi e racconti di Guido Pagliarino: è uscito da poco per i tipi dell`Editrice Genesi l`ultimo romanzo sul personaggio D’Aiazzo, il prequel ”L`ira dei vilipesi”. In tutti questi lavori si può notare attenzione per le psicologie e gli ambienti, questi del passato più o meno recente. Ne erano e sono destinatari i lettori di narrativa in generale che, pur non disdegnando opere che trattino di delitti, non abbiano gusti alla paprika; non ci si aspetti dunque racconti alla Raymond Chandler o James Ellroy o, per stare in Europa, alla Manuel Vazquez Montalban.

PREFAZIONE DELL’AUTORE: Avevo scritto questi due racconti lunghi, o romanzi brevi, nel 1994 e nel 1995, di poco anteriormente al sorgere della moda del giallo e poliziesco italiani, lavori basati sulle figure di Vittorio D’Aiazzo, commissario e poi vice questore, e di Ranieri Velli, suo aiutante e amico, personaggi che, l`uno o entrambi, ritornano in altri miei romanzi e racconti: è uscito da poco, per i tipi dell`Editrice Genesi, l`ultimo romanzo sul personaggio D’Aiazzo, il prequel ”L`ira dei vilipesi”.

Sempre in questi lavori ho prestato in primo luogo attenzione alle psicologie e agli ambienti, questi tutti del passato più o meno recente con qualche nostalgia per quella Torino della mia adolescenza e giovinezza che più non esiste. Ne erano e sono destinatari i lettori di narrativa in generale che, pur non disdegnando opere che trattino di delitti, non abbiano gusti alla paprika; non ci si aspetti dunque racconti alla Raymond Chandler o James Ellroy o, restando in Europa, alla Manuel Vazquez Montalban; ma neppure, d`altro canto, si attendano indagini arzigogolate, ben poco verosimili, come quelle ideate da Agatha Christie.

L’autore aveva scritto questi due racconti lunghi, giunti ormai, con varianti, alla terza edizione, nel 1994 e nel 1995, di poco anteriormente al sorgere della moda del giallo e poliziesco italiani. Sono opere basate sulle figure di Vittorio D’Aiazzo, commissario e poi vice questore, e di Ranieri Velli, suo aiutante e amico, personaggi che, l`uno o entrambi, ritornano in altri romanzi e racconti di Guido Pagliarino: è uscito da poco per i tipi dell`Editrice Genesi l`ultimo romanzo sul personaggio D’Aiazzo, il prequel ”L`ira dei vilipesi”. In tutti questi lavori si può notare attenzione per le psicologie e gli ambienti, questi del passato più o meno recente. Ne erano e sono destinatari i lettori di narrativa in generale che, pur non disdegnando opere che trattino di delitti, non abbiano gusti alla paprika; non ci si aspetti dunque racconti alla Raymond Chandler o James Ellroy o, per stare in Europa, alla Manuel Vazquez Montalban.

PREFAZIONE DELL’AUTORE: Avevo scritto questi due racconti lunghi, o romanzi brevi, nel 1994 e nel 1995, di poco anteriormente al sorgere della moda del giallo e poliziesco italiani, lavori basati sulle figure di Vittorio D’Aiazzo, commissario e poi vice questore, e di Ranieri Velli, suo aiutante e amico, personaggi che, l`uno o entrambi, ritornano in altri miei romanzi e racconti: è uscito da poco, per i tipi dell`Editrice Genesi, l`ultimo romanzo sul personaggio D’Aiazzo, il prequel ”L`ira dei vilipesi”.

Sempre in questi lavori ho prestato in primo luogo attenzione alle psicologie e agli ambienti, questi tutti del passato più o meno recente con qualche nostalgia per quella Torino della mia adolescenza e giovinezza che più non esiste. Ne erano e sono destinatari i lettori di narrativa in generale che, pur non disdegnando opere che trattino di delitti, non abbiano gusti alla paprika; non ci si aspetti dunque racconti alla Raymond Chandler o James Ellroy o, restando in Europa, alla Manuel Vazquez Montalban; ma neppure, d`altro canto, si attendano indagini arzigogolate, ben poco verosimili, come quelle ideate da Agatha Christie.

Nell’anno 1530 Paolo Grillandi, giudice pontificio presidente del tribunale secolare di Roma, svolge un’indagine sopra un torbido omicidio e un infame rapimento riuscendo, via, via, a illuminare oscure azioni di personaggi eccellenti dediti al satanismo, all’assassinio e alla sessualità più bestiale, e assicurando infine alla giustizia, ma non senza grave scotto personale, gli autori non d’uno soltanto ma d’una lunga serie di delitti, autori che, secondo i criteri legali del tempo, saranno da lui condannati a morte sul rogo; ma intanto lunga, pericolosa, non scevra di attentati alla sua vita è la strada che il magistrato deve percorrere per trovare le prove. Parallelamente egli si converte da spietato cacciatore di streghe a uomo di dubbio e di compassione in seguito a certe esperienze e incontri, in primo luogo grazie al giovane, coltissimo vescovo Micheli che, fra i pochi in quell’epoca tra gli ecclesiastici, combatte il fanatismo nel nome dell’amorevole Ragione divina. Nel clima della caccia alle streghe rinascimentale, tra vari colpi di scena fino alle ultime pagine, il lettore incontra, fra l’altro, un duello alla spada con il diavolo in persona, il sacco di Roma, filosofi e maghi gnostici, schiavi, briganti, santi e indemoniati, in un`Italia ormai prossima al Concilio di Trento, diversa da quella odierna eppure, per certi aspetti, simile. Agiscono nel romanzo, storico ma con aspetti polizieschi, grandi figure passate alla Storia e personaggi storici minori come l’avvocato Ponzinibio, avversario delle violenze attuate tanto dall’Inquisizione cattolica che dai tribunali religiosi protestanti e la cui immagine prelude, con grande anticipo, a quelle di avversari della pena di morte come il Beccaria; e figure reali come l’indemoniato Balestrini e il terribile inquisitore domenicano Spina. Lo stesso protagonista Grillandi è personaggio storico, anche se in realtà si trattò d`un fanatico avvocato accusatore di streghe e non d`un giudice pontificio. Fra i personaggi immaginari c`è Mora, giovane, sottomessa amante del giudice la quale nasconde tremendi, travagliati segreti, figura non secondaria visto che proprio da lei il magistrato riceve la piena soluzione del caso. Personaggi di fantasia sono inoltre l’ambiguo cavalier Rinaldi e il luciferino principe di Biancacroce, figura questa sempre incombente dallo sfondo e mai in primo piano come s’addice ai gran burattinai: una sorta di nascosto capo mafioso avente a suo vice il non occulto Rinaldi. Anche il vescovo Micheli è personaggio d’invenzione, tuttavia è immagine degli alti prelati realmente vissuti, Pole, Sadoleto e Morone che furono accusati d’eresia dall’Inquisizione perché predicavano la carità evangelica contro le violenze degl`inquisitori; e pure di fantasia sono i personaggi del parroco (piovano) di Grottaferrata, del sicario Trallo, dello spadaccino Fuentes Villata, del capo brigante e fratello di Marietta, del giudice Salati e del tenente Rissoni. Nel romanzo è richiamata la mentalità del XVI secolo, infatti, come gli storici ben sanno, nel guardare al passato bisogna tralasciare, il più possibile, il sentire contemporaneo, perché altrimenti si rischierebbero giudizi astorici; per esempio, la pena capitale, oggi, è normalmente giudicata cosa atroce, nel ‘500 e ancora per molto tempo era considerata ovvia punizione e si pensava che l’assassino pentito scontasse con la morte tutti i suoi peccati, salendo subito al Paradiso; così il personaggio del vescovo Micheli non arriva, pur nel suo idealismo, a opporsi alle condanne a morte di assassini, anzi approva la pena del rogo inflitta ai componenti la cosca criminale satanica scoperta e arrestata, verso la fine del romanzo, dal protagonista giudice Grillandi.

Nota per la traduzione: L`opera originale in italiano ha volutamente, in qualche luogo, parole arcaiche, però l`autore ne ha steso anche una versione identica ma nella quale le parole anti

Il presente audiolibro (narrato da Antonello Macchiaroli) è stato elaborato sulla base dell`ultima edizione dell`opera pubblicata in Firenze il 1865 dalla Tipografia Claudiana con il titolo ”Gesù e Gesuita” di Napoléon Roussel (15 novembre 1805 - 1878).

L`originale del libro in argomento, ha sopravvissuto sufficientemente per non essere più protetto dai diritti di copyright che sono scaduti per diventare di pubblico dominio.

Parte del testo è stata mantenuta in originale (sia l`ortografia che la punteggiatura così come i modi di scrivere alternativi es. Lepanto/Lèpanto chierici/cherici, e simili), rettificando senza annotazioni i minimi errori tipografici.

La realizzazione di questo e-book ha richiesto una lunga e complessa opera di revisione, assemblaggio, modifica ed impaginazione nonché di inserimento della copertina, di titoli, di collegamenti ipertestuali, tabelle dei contenuti ed altri elementi non presenti nell`opera originale.

””....un gesuita, con la bolla Unigenitus alla mano, divenne l`arbitro della Francia e la riempì di terrore.

Vescovi fatti suoi schiavi, vegliavano al letto di morte del Gran Re e gli interdissero la riconciliazione e l`oblio; più tardi, questo frate ritornò polvere, ma il suo spirito gli sopravvisse.

Chi non si rammenta dei biglietti della confessione?

Moribondi, per non essersi associati agli odi dei Gesuiti, morirono senza ricevere i conforti della Chiesa.

La forza del gesuitismo è personale e isolata, relativa ne è la debolezza; i Gesuiti sono forti come ordine, deboli come difensori della Santa Romana Chiesa.

Simili ai Cinesi con cui hanno tanto praticato e la cui vanità pone Pechino in mezzo al globo terrestre, i Gesuiti si credono situati nel cuore e nelle viscere del cristianesimo.

Obliando la loro recente data si danno a credere che la religione cattolica non possa esistere senza di essi.

Nulla uguaglia la finezza del loro istinto individuale: ciò che riguarda l`interesse diretto, immediato dell`ordine; ciò che ha provocato, nutrito, compiuta la sua potenza è un prodigio di perseveranza e di saper fare.

Ma quanto la sua vista è penetrante in una direzione e corta e personale, è altrettanto debole, indecisa, allorché tenta di stabilirsi sui destini generali del cattolicesimo.

Questo spettacolo l`abbaglia e l`acceca.

Abile nel calcolare le sorti di un intrigo prolungato, ma circoscritto, il Gesuitismo è incapace di crearsi un largo orizzonte.

Lo spirito di questa società non può innalzarsi sino all`imparzialità.

Di buonissima fede ella ha sempre veduto nella sua propria conservazione il pegno più sicuro, la condizione indispensabile ed unica della durata del simbolo di Roma.

Preoccupata in questa egoistica idea non seppe mai liberarla da tutti i minuti interessi di convento e di confessionale: da ciò, l`ostinato rifiuto di costituirsi uno dei raggi del comune centro, la incorreggibile presunzione di essere ella stessa il centro dell`aggregazione cristiana, l`impossibilità radicale di subordinare i minimi vantaggi dell`ordine all`interesse generale della Chiesa.

Una narrazione molto dinamica, sempre attiva e mai noiosa di fatti, di eventi realmente accaduti.

Vita realmente vissuta.

Porta alla luce, svela al lettore, un mondo nuovo e quasi del tutto sconosciuto alla grande maggioranza.

Una grande novità.

Racconta con un linguaggio semplice, molto attivo e frizzante, cose di vita ed eventi che coinvolgono, fanno vivere intensamente ogni attimo e tengono non poche volte con il fiato sospeso.

Un racconto che non lascia mai il tempo per distrarsi, oppure annoiarsi, dando degli spunti di riflessione profondi, dei punti di riferimento forti per il cammino futuro di vita.

Un racconto che non può lasciare indifferenti, che non finisce senza donare un qualcosa di importante al lettore.


In un modo molto semplice e che prende, accattivante, elettrizzante ed in alcuni tratti scoppiettante, l`autore racconta la storia per quello che è stata ed è realmente la vita:

È il racconto in modo essenziale, leggero mai noioso ed a portata di tutti -indipendentemente dall`età, istruzione, estrazione sociale, oppure nazionalità-, di una straordinaria storia di vita realmente accaduta.

Il cammino di una vita vera vissuta sempre con naturalezza, “a viso scoperto” e raccontata con un linguaggio adatto per ogni suo periodo in ogni sua fase per ogni suo momento.

Viene svelata con una narrazione semplice la vita vissuta con: convinzione, determinazione, coraggio e tanta voglia di vivere. Il diario di viaggio molto colorito e variegato, integra, completa e vivacizza la narrazione ad ogni passo. La ricchezza del reportage e le inflessioni del giallo tengono tante volte con il fiato sospeso, ma lasciano trasparire molto chiaro il grande amore ed il profondo rispetto per la vita.

È un libro che non finisce lasciando indifferenti e senza donare al meno un qualcosa di importante al lettore, non finisce senza arricchire al meno un po’.

In un continuo crescendo mai stancante, “si fa leggere” in qualsiasi situazione in qualsiasi contesto e con qualsiasi disponibilità di tempo, “lasciandosi assorbire” in un solo fiato oppure a piccoli sorsi.

Si trova al suo aggio sui mezzi di trasporto andando a scuola, al lavoro oppure tornando a casa. In tutte le pause della giornata oppure nella camera da letto prima di addormentarsi.

Al parco, in baita d`avanti al camino oppure in spiaggia sotto l`ombrellone.


Nell’anno 1530 Paolo Grillandi, giudice pontificio presidente del tribunale secolare di Roma, svolge un’indagine sopra un torbido omicidio e un infame rapimento riuscendo, via, via, a illuminare oscure azioni di personaggi eccellenti dediti al satanismo, all’assassinio e alla sessualità più bestiale, e assicurando infine alla giustizia, ma non senza grave scotto personale, gli autori non d’uno soltanto ma d’una lunga serie di delitti, autori che, secondo i criteri legali del tempo, saranno da lui condannati a morte sul rogo; ma intanto lunga, pericolosa, non scevra di attentati alla sua vita è la strada che il magistrato deve percorrere per trovare le prove. Parallelamente egli si converte da spietato cacciatore di streghe a uomo di dubbio e di compassione in seguito a certe esperienze e incontri, in primo luogo grazie al giovane, coltissimo vescovo Micheli che, fra i pochi in quell’epoca tra gli ecclesiastici, combatte il fanatismo nel nome dell’amorevole Ragione divina. Nel clima della caccia alle streghe rinascimentale, tra vari colpi di scena fino alle ultime pagine, il lettore incontra, fra l’altro, un duello alla spada con il diavolo in persona, il sacco di Roma, filosofi e maghi gnostici, schiavi, briganti, santi e indemoniati, in un`Italia ormai prossima al Concilio di Trento, diversa da quella odierna eppure, per certi aspetti, simile. Agiscono nel romanzo, storico ma con aspetti polizieschi, grandi figure passate alla Storia e personaggi storici minori come l’avvocato Ponzinibio, avversario delle violenze attuate tanto dall’Inquisizione cattolica che dai tribunali religiosi protestanti e la cui immagine prelude, con grande anticipo, a quelle di avversari della pena di morte come il Beccaria; e figure reali come l’indemoniato Balestrini e il terribile inquisitore domenicano Spina. Lo stesso protagonista Grillandi è personaggio storico, anche se in realtà si trattò d`un fanatico avvocato accusatore di streghe e non d`un giudice pontificio. Fra i personaggi immaginari c`è Mora, giovane, sottomessa amante del giudice la quale nasconde tremendi, travagliati segreti, figura non secondaria visto che proprio da lei il magistrato riceve la piena soluzione del caso. Personaggi di fantasia sono inoltre l’ambiguo cavalier Rinaldi e il luciferino principe di Biancacroce, figura questa sempre incombente dallo sfondo e mai in primo piano come s’addice ai gran burattinai: una sorta di nascosto capo mafioso avente a suo vice il non occulto Rinaldi. Anche il vescovo Micheli è personaggio d’invenzione, tuttavia è immagine degli alti prelati realmente vissuti, Pole, Sadoleto e Morone che furono accusati d’eresia dall’Inquisizione perché predicavano la carità evangelica contro le violenze degl`inquisitori; e pure di fantasia sono i personaggi del parroco (piovano) di Grottaferrata, del sicario Trallo, dello spadaccino Fuentes Villata, del capo brigante e fratello di Marietta, del giudice Salati e del tenente Rissoni. Nel romanzo è richiamata la mentalità del XVI secolo, infatti, come gli storici ben sanno, nel guardare al passato bisogna tralasciare, il più possibile, il sentire contemporaneo, perché altrimenti si rischierebbero giudizi astorici; per esempio, la pena capitale, oggi, è normalmente giudicata cosa atroce, nel ‘500 e ancora per molto tempo era considerata ovvia punizione e si pensava che l’assassino pentito scontasse con la morte tutti i suoi peccati, salendo subito al Paradiso; così il personaggio del vescovo Micheli non arriva, pur nel suo idealismo, a opporsi alle condanne a morte di assassini, anzi approva la pena del rogo inflitta ai componenti la cosca criminale satanica scoperta e arrestata, verso la fine del romanzo, dal protagonista giudice Grillandi.

Nota per la traduzione: L`opera originale in italiano ha volutamente, in qualche luogo, parole arcaiche, però l`autore ne ha steso anche una versione identica ma nella quale le parole anti

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