Padri e figli

Gli Ascolta Libri

Narrated by Silvia Cecchini

6 hr 39 min

Padri e figli, del 1862, il capolavoro di Turgenev, è considerato da molti come una delle creazioni meglio riuscite della novellistica dell'ottocento, anche se i critici russi contemporanei non lo apprezzarono. Nel romanzo l'autore descrive in modo estremamente efficace il primo diffondersi delle idee rivoluzionarie e nichiliste in Russia. Il personaggio principale del romanzo, Bazarov, è un propugnatore di tali idee, ma si trova in conflitto con le proprie emozioni, che la sua mente non esita a tacciare come “sciocchi romanticismi”. Cornice musicale tratta dal principe Igor, di Borodin.
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Additional Information

Publisher
Gli Ascolta Libri
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Published on
Nov 15, 2012
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Duration
6h 39m 36s
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ISBN
9781509424931
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Language
Italian
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Genres
Fiction / General
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Un uomo schivo, vile, che sopravvive a stento senza il sostegno di amici e senza riconoscimenti di nessun tipo, né a livello personale, né lavorativo, racconta di sé. Lui è in contrasto permanente con la società, e dal suo sottosuolo la osserva, la critica, anche se a volte desidera farne parte. Il più delle volte però si autocensura e si rifugia nel suo mondo sotterraneo popolato di fantasie sfrenate e deliranti che si alternano a stati di risentimento estremo, avallato dalla consapevolezza che la sofferenza è insita nell’essere umano pensante, e che per lui non c’è scampo. Questo anti-eroe, però, qualche piccola soddisfazione se la prende, tormentando meschinamente ma senza nessuna soddisfazione, chi occupa una posizione sociale ancora più bassa della sua, ed è questo il solo modo di rapportarsi con gli altri che la sua natura gli consente. Scritto nel 1864, in un periodo buio della vita dell’autore, questo romanzo stupendo e incredibilmente vivace, nonostante racconti di nevrosi e follia, è frutto del vissuto di quegli anni difficili, che ispirano Dostoevskij nel ritrarre l’indimenticabile protagonista di questo imperdibile capolavoro. Fëdor Michajloviç Dostoevskij proveniva da una famiglia aristocratica decaduta, e rimase orfano di madre all’età di 16 anni. Il padre lo iscrisse allora alla scuola del genio militare di Pietroburgo, anche se le sue attitudini erano letterarie, cosi dopo il diploma, rinunciò alla carriera militare e iniziò a scrivere. Le critiche furono subito positive, e la sua professione iniziava a dargli soddisfazione quando, nel 1849, fu condannato a causa delle sue frequentazioni socialiste a quattro anni di lavori forzati in Siberia. Furono quelli anni durissimi, tormentati tra l’altro dall’epilessia, che tuttavia lo ispirarono nella stesura di nuovi romanzi. Nel 1861 Dovstoevskij cominciò la propria attività giornalistica, sfortunata e osteggiata dalle autorità, e la sua vita personale non andò molto meglio: perse moglie e figlio e rimase solo. Nel 1866 scrisse il suo capolavoro: "Delitto e castigo", e l’anno successivo sposò la sua stenografa. Visse all’estero circa cinque anni e in quel periodo scrisse "L’idiota", storia della sconfitta di un uomo «assolutamente buono». Tornato in Russia, pubblicò nel 1873 "I demoni" e iniziò a collaborare con un periodico locale. L’ultimo romanzo, "I fratelli Karamazov", fu scritto tra il 1879-80. Lo scrittore era ormai famoso quando, improvvisamente, fu colto dalla morte il 9 febbraio 1881.
Northanger Abbey fu il primo romanzo di Jane Austen ad essere pubblicato anche, se in precedenza erano già state stese delle versioni di Orgoglio e pregiudizio e di Ragione e Sentimento. Il suo titolo originario, Susan (nome della protagonista che fu poi mutato in Catherine) fu rivisto per la stampa dalla Austen nel 1803, e venduto ad un editore che decise poi di non pubblicarlo. Nel 1816, il manoscritto fu ricomprato dal fratello dell’autrice (Henry) per la stessa cifra (dieci sterline) per cui era stato comprato, e l’editore fu ben contento di rivenderlo, senza sapere che la sua autrice era la stessa che aveva già pubblicato quattro romanzi di successo (che erano state pubblicate sotto anonimato, come tutti i romanzi della Austen). La revisione finale della Austen avvenne dunque nel 1816, ma Jane morì l’anno dopo, e il romanzo fu pubblicato postumo, col titolo deciso probabilmente dal fratello, insieme all’altro romanzo postumo “Persuasion”, in un set di 4 volumi complessivi.Il libro è fondamentalmente una parosia dei romanzi gotici, tant’è che viene spesso citato “Il castello di Udolfo” di Ann Radcliffe, e che viene esposto esplicitamente il punto di vista dell’autrice al riguardo. Si può immaginare che quest’opera fosse intesa come umoristica per rallegrare le riunioni familiari; è considerata il più leggero dei suoi lavori.La disinvoltura, inoltre, con cui l’autrice parla direttamente al lettore in modo confidenziale ci fa conoscere il pensiero dell’autrice a quei tempi, che purtroppo non puàò essere desunto dalle sue lettere private, bruciate dopo la sua morte. Cornice musicale: Primo movimento della Sinfonia “Eroica” di Ludwig van Beethowen.
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