VIE Festival 13-25 ottobre 2015: Modena/Bologna/Carpi/Vignola Teatro/Danza/Musica

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 VIE Festival nasce nel 2005 con l’obiettivo di attraversare la contemporaneità, di intercettare il delinearsi di nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo. Si svolge annualmente in ottobre in alcune città dell’Emilia, è organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Nazionale con sede a Modena, ed ha come principali finanziatori lo stesso ERT, la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e la Regione Emilia-Romagna. Il progetto prende vita dopo una felice esperienza decennale con Le vie dei festival, la rassegna che dal 1994 al 2004 ha ospitato a Modena ogni autunno, da ottobre a metà dicembre, alcune delle proposte più interessanti dei Festival estivi italiani e stranieri. Mescolando generi, lingue e tecniche, Le vie dei festival ha proposto esperienze di grande teatro e scoperto nuove realtà italiane ed internazionali. Tra tutti gli artisti ospiti delle dieci edizioni ricordiamo almeno Carmelo Bene, Thierry Salmon, Lev Dodin, Peter Brook, Maguy Marin, Joseph Chaikin, Philip Glass, Robert Wilson e Peter Stein. VIE Festival intende mettere al centro la creazione contemporanea, dare allo sguardo la responsabilità di individuare, di cercare dove si nasconde oggi la forza del nuovo, gli artisti capaci di esplorare le zone di contatto fra le arti sceniche, i territori espressivi in cui lasciare interagire il teatro con la danza, la musica, le arti visive, il cinema. L’idea di contemporaneità si coniuga immediatamente con quella di complessità, qualcosa che è in continuo movimento e veloce nella sua indeterminatezza. La ricerca artistica agisce in verticale, scava in profondità. Non indica soluzioni, semmai solleva qualche dubbio. Tende l’orecchio verso l’incerto. La fecondazione reciproca è per definizione un terreno fertile, il luogo di miscele sempre nuove, originali, sorprendenti. Alla base della ricerca di nuovi linguaggi, sta sempre un’urgenza di riflessione di contemporaneità, una necessità di contenuti. Il festival propone una molteplicità di protagonisti, che si misurano con una pluralità di spazi, con l’obiettivo di mostrare strati di lavoro artistico, sguardi e poetiche capaci di suscitare le curiosità e le urgenze anche quelle meno codificate. La pluralità di linguaggi vede un coinvolgimento di pubblici diversi, mirando a far cadere il diffuso pregiudizio del contemporaneo come sinonimo di incomprensibile ed elitario. Il festival si pone anche come luogo di produzione o coproduzione di opere originali realizzate ad hoc e successivamente inserite in un circuito internazionale. Questa undicesima edizione si svolge a Modena, Bologna, Carpi e Vignola, e ospita le creazioni di Levan Tsuladze, Berardi Casolari, Anna Peschke, Virgilio Sieni, Gabriella Salvaterra, Nanfang Song And Dance Company, Mathurin Bolze, Nelson Valente, Pascal Rambert, Maguy Marin, Cuocolo / Bosetti, Michele Abbondanza, Snejanka Mihaylova, Motus, Giovanna Marini, Big Action Money, Marco Martinelli / Ermanna Montanari, Ryoji Ikeda, fuse*, Romeo Castellucci, Frank Van Laecke / Alain Platel / Steven Prengels. La sezione VIE Eventi offre momenti di approfondimento e riflessione a cominciare dal convegno di studio “Lo scandalo del teatro” organizzate dal Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dall’Université Paris-Sorbonne. Ospita inoltre un incontro sul circo di creazione contemporaneo, e la presentazione di due volumi teatrali.
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Data pubblicazione
24 set 2015
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Pagine
50
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ISBN
9788899283063
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Lingua
italiano
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Generi
Arti dello spettacolo / Teatro / Regia e produzione
Arti dello spettacolo / Teatro / Generale
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VIE Festival nasce nel 2005 con l’obiettivo di attraversare la contemporaneità, di intercettare il delinearsi di nuove identità e soggettività nell’ambito dello spettacolo dal vivo.

Si svolge annualmente in ottobre in diverse città dell’Emilia, è organizzato da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Teatro Nazionale con sede a Modena, ed ha come principali finanziatori lo stesso ERT e la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena.

Il progetto prende vita dopo una felice esperienza decennale con Le vie dei festival, la rassegna che dal 1994 al 2004 ha ospitato a Modena ogni autunno, da ottobre a metà dicembre, alcune delle proposte più interessanti dei Festival estivi italiani e stranieri.

Mescolando generi, lingue e tecniche, Le vie dei festival ha proposto esperienze di grande teatro e scoperto nuove realtà italiane ed internazionali.

Tra tutti gli artisti ospiti delle dieci edizioni ricordiamo almeno Carmelo Bene, Thierry Salmon, Lev Dodin, Peter Brook, Maguy Marin, Joseph Chaikin, Philip Glass, Robert Wilson e Peter Stein.

VIE Festival vuole mettere al centro la creazione contemporanea, dare allo sguardo la responsabilità di individuare, di cercare dove si nasconde oggi la forza del nuovo, gli artisti capaci di esplorare le zone di contatto fra le arti sceniche, i territori espressivi in cui lasciare interagire il teatro con la danza, la musica, le arti visive, il cinema.

L’idea di contemporaneità si coniuga immediatamente con quella di complessità, qualcosa che è in continuo movimento e veloce nella sua indeterminatezza.

La ricerca artistica agisce in verticale, scava in profondità. Non indica soluzioni, semmai solleva qualche dubbio. Tende l’orecchio verso l’incerto. La fecondazione reciproca è per definizione un terreno fertile, il luogo di miscele sempre nuove, originali, sorprendenti.

Alla base della ricerca di nuovi linguaggi, sta sempre un’urgenza di riflessione di contemporaneità, una necessità di contenuti. Il festival intende proporre una molteplicità di protagonisti, che si misureranno con una pluralità di spazi, con l’obiettivo di mostrare strati di lavoro artistico, sguardi e poetiche capaci di suscitare le curiosità e le urgenze anche quelle meno codificate.

La pluralità di linguaggi vedrà un coinvolgimento di pubblici diversi, mirando a far cadere il diffuso pregiudizio del contemporaneo come sinonimo di incomprensibile ed elitario. Il festival si pone anche come luogo di produzione o coproduzione di opere originali che saranno realizzate appositamente e che successivamente si inseriranno in un circuito internazionale.

Oltre agli spettacoli VIE propone una articolata attività collaterale che coinvolge il territorio con diversi progetti di approfondimento quali letture, dibattiti, incontri, installazioni video-performative, conferenze.
Nel panorama letterario di tutto il mondo, l'Amleto è una delle opere più famose e nello specifico della produzione shakesperiana è, senza dubbio, tra le opere maggiormente rappresentate del poeta e drammaturgo inglese. Fu scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602 ed è stata tradotta in quasi ogni lingua del mondo.

In questa tragedia Shakespeare, attraverso una finta follia impersonificata da Amleto, descrive in modo pressoché perfetto il tema della vendetta, ma la particolarità e il fascino dell'opera risiedono proprio nel fatto che è ricca di sfaccettature, di contenuti, di argomenti che coesistono con il tema principale, e danno alla tragedia una veste nuova e moderna, anche se basata su una struttura convenzionale. Amleto è un personaggio complesso e affascinante, ricco di sfumature e di contraddizioni. Attraverso Amleto e il suo desiderio di vendetta, Shakespeare svolge un'approfondita indagine sull'animo umano, snocciolando l'opera lungo un percorso che tocca diversi punti: dal potere all'incesto, dalla morte e il suicidio all'esistenza di un mondo soprannaturale, dai valori quali la castità, l'onore, la lealtà e l'amicizia alla mancanza di valori quali l'incostanza, l'ipocrisia e il tradimento, dai sentimenti positivi quali l'amore, alle emozioni esasperate quali l'odio e gelosia.

Nota: gli e-book editi da E-text in collaborazione con Liber Liber sono tutti privi di DRM; si possono quindi leggere su qualsiasi lettore di e-book, si possono copiare su più dispositivi e, volendo, si possono anche modificare.

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Sogno di una notte di mezza estate (titolo originale: "A Midsummer Night's Dream") fu scritta probabilmente tra il 1593 e il 1595. E' senza dubbio una delle commedie più conosciute e apprezzate di William Shakespeare. L'opera si compone di tre storie collegate tra loro dalla celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni. La prima storia racconta di quattro giovani ateniesi: Lisandro e Demetrio che amano Ermia, Ermia che ama Lisandro ed Elena che ama Demetrio.

La trama è complicata dal padre di Ermia, che le impone di sposare Demetrio. Ernia e Lisandro decidono così di fuggire nei boschi, accompagnati da Elena e Demetrio, ma i quattro si perdono nel buio e nelle loro schermaglie amorose. La seconda storia parla di Oberon e Titania, rispettivamente re degli elfi e regina delle fate, che per il matrimonio fra Teseo e Ippolita si recano nel medesimo bosco dei quattro giovani fuggitivi.

Ancora nel bosco si svolge la terza storia, incentrata su una compagnia di artigiani che vuole mettere in scena una rappresentazione teatrale sul tema di Piramo e Tisbe (qui vale la pena segnalare il personaggio di Nick Bottom, uno dei più apprezzati personaggi comici di Shakespeare e l’amatissimo Puck, motore delle azioni, che chiude l'opera). In Sogno di una notte di mezza estate le invenzioni letterarie e i colpi di scena si susseguono, come gli scherzi e gli equivoci. Ma senza mai perdere delicatezza e poesia.

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