Saggi sullo sviluppo della città policentrica jonico-salentina (1982-1995) (HOBOS Edizioni)

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Giulio Redaelli, fu un autorevole architetto-urbanista, docente del Politecnico di Milano, scomparso immaturamente nel 1999. A dispetto delle sue origini brianzole, fu un appassionato, competente ed originale meridionalista, autore, per altro, nella prima metà degli anni '80, di due importanti progetti che ci riguardavano da vicino: il “Progetto di sviluppo jonico-salentino” e il “Progetto transfrontaliero italo-greco”.

Redaelli fu anche il coautore del Piano Generale dei Trasporti, varato dal governo Craxi nel 1986, e successivamente collaborò con il ministero delle Aree Urbane diretto da Carlo Tognoli. Fece parte anche dell’equipe che realizzò il Piano Regolatore Generale della città di Brindisi, redatto alla fine degli anni ’70.

La ricerca ha l’obbiettivo di ricordare la figura e l’opera di Giulio Redaelli, che tanto ha dato alle città e alle aree urbane del sud Italia e della Puglia. Nasce, in primo luogo, con il pretesto di raccogliere in un unico volume gli articoli che Redaelli aveva pubblicato sul “Quotidiano di Lecce”, all’epoca diretto da Vittorio Bruno Stamerra, nell’arco temporale che dal 1982 giunge fino al 1995: articoli e saggi che descrivono l’universo delle idee, delle strategie urbane e delle ricerche scientifiche che l’autore ha sviluppato, anche con altri colleghi, sui temi nodali della disciplina urbanistica e, in primis, macrourbanistica.  

Questo libro nasce anche per offrire l’occasione per ricordare quella stagione di grande vivacità progettuale che Redaelli aveva contribuito a sviluppare ed ancora così attuale.

La prima sezione, “Attualizzazioni”, offre alcuni contributi inediti sulla figura di Giulio Redaelli, da diversi punti di vista tecnici e culturali, quali furono peraltro gli interessi professionali e di ricerca dell’autore.

La seconda sezione, “Saggi”, ripropone gli articoli di Giulio Redaelli pubblicati sul “Quotidiano di Lecce”, in ordine cronologico e senza alcuna manipolazione dei testi originali.

La terza sezione, “Appendici”, offre infine al lettore una nota biografica sull’autore per meglio contestualizzare il suo profilo culturale e tecnico oltre che una postfazione.

La cura della pubblicazione, nella sua impostazione generale, si deve collegialmente a Vittorio Bruno Stamerra e a Vito Redaelli. Bruno Stamerra si è poi occupato della messa a punto della sezione “Attualizzazioni”, mentre Vito Redaelli ha collaborato all’impostazione generale della pubblicazione, della selezione e ricerca degli articoli originali nonché della sezione “Appendici”.

Oltre a quelli di Vittorio Bruno Stamerra e Vito Redaelli, hanno fornito un contributo inedito, per rendere possibile la pubblicazione, Tonino Bruno, Ferdinando Scianna e Giorgio Goggi.

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Additional Information

Publisher
HOBOS Edizioni
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Published on
Nov 26, 2014
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Pages
136
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ISBN
9788890739873
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Features
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Language
Italian
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Genres
Architecture / Urban & Land Use Planning
Political Science / Public Policy / City Planning & Urban Development
Transportation / General
Transportation / Public Transportation
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Content Protection
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Merita Sauku Bruci

Tutto nasce per caso. A Miuccia Gigante, figlia di Vincenzo Gigante, giungono da Ustica due paginette fotocopiate da un libro in lingua albanese, nel quale è descritto un confinato comunista italiano che si chiamava Gigante. Miuccia gira il materiale a Vittorio Bruno Stamerra, che da anni si interessa della storia di questo martire dell’antifascismo, dirigente comunista, Medaglia d’Oro al valor militare nella Guerra di Liberazione, il quale coinvolge nella ricerca una sua amica albanese, Merita Bruci, che insegna filologia a Tirana.

La Bruci mette a confronto la biografia di Gigante, scritta da Stamerra sulla base di documenti ricavati soprattutto dall’Archivio Centrale dello Stato e dalla Fondazione Gramsci, con i riferimenti all’antifascista italiano che sono contenuti nei libri di Petro Marko quando entrambi erano confinati, perché militanti comunisti, nell’isola di Ustica. L’obbiettivo della ricerca è duplice: stabilire quanto di vissuto autentico è contenuto nei libri autobiografici di Marko, e acquisire altri elementi che servano a conoscere meglio la figura dell’antifascista brindisino a più di 70 anni da quando venne trucidato dai nazifascisti nella Risiera di San Sabba a Trieste.

E dall’esame filologico dei libri viene fuori una storia, mai sinora raccontata -inserita dagli autori nella postfazione- accaduta nella primavera del 1943 a Ustica e la cui conclusione forse segnò la vita di Petros Marko e Vincenzo Gigante nei terribili mesi che seguirono.

Romano Mili
Merita Sauku Bruci

Tutto nasce per caso. A Miuccia Gigante, figlia di Vincenzo Gigante, giungono da Ustica due paginette fotocopiate da un libro in lingua albanese, nel quale è descritto un confinato comunista italiano che si chiamava Gigante. Miuccia gira il materiale a Vittorio Bruno Stamerra, che da anni si interessa della storia di questo martire dell’antifascismo, dirigente comunista, Medaglia d’Oro al valor militare nella Guerra di Liberazione, il quale coinvolge nella ricerca una sua amica albanese, Merita Bruci, che insegna filologia a Tirana.

La Bruci mette a confronto la biografia di Gigante, scritta da Stamerra sulla base di documenti ricavati soprattutto dall’Archivio Centrale dello Stato e dalla Fondazione Gramsci, con i riferimenti all’antifascista italiano che sono contenuti nei libri di Petro Marko quando entrambi erano confinati, perché militanti comunisti, nell’isola di Ustica. L’obbiettivo della ricerca è duplice: stabilire quanto di vissuto autentico è contenuto nei libri autobiografici di Marko, e acquisire altri elementi che servano a conoscere meglio la figura dell’antifascista brindisino a più di 70 anni da quando venne trucidato dai nazifascisti nella Risiera di San Sabba a Trieste.

E dall’esame filologico dei libri viene fuori una storia, mai sinora raccontata -inserita dagli autori nella postfazione- accaduta nella primavera del 1943 a Ustica e la cui conclusione forse segnò la vita di Petros Marko e Vincenzo Gigante nei terribili mesi che seguirono.

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