“Ricerche slavistiche”: settant’anni di storia

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Il panorama odierno delle riviste italiane di slavistica è relativamente ricco e comprende periodici che spesso hanno alle spalle molti anni o alcuni decenni di attività, abbracciando diverse aree degli studi slavi e coprendo ambiti tematici vasti e variegati o, in alcuni casi, presentando una specializzazione specifica. Tuttavia, settant’anni fa, quando nel lontano 1952 Giovanni Maver fondava “Ricerche sla­vistiche”, la situazione era ben diversa. Con l’Europa dell’Est situata al di là della cortina di ferro, la slavistica italiana attraversava una crisi profonda, con un numero di studenti drasticamente ridotto e con un interesse per gli argomenti slavi limitati a pochi iniziati. Grazie a “Ricerche sla­vistiche” gli studi slavi in Italia hanno ricevuto un nuovo, fondamentale impulso e si sono potuti sviluppare nei loro diversi ambiti, offrendo frutti il cui valore è stato non di rado riconosciuto anche a livello internazionale. Il volume si propone di ripercorrere i settant’anni di storia della rivista inquadrandola nella storia della slavistica italiana e consta di saggi che presentano i principali ambiti costitutivi degli studi inclusi in “Ricerche sla­vistiche”. Le bibliografie allegate ai saggi e l’indice dei nomi conferiscono ulteriore pregio e valore al volume.

O autorovi

Monika Woźniak, polonista e italianista, dal 2008 è professoressa di lingua e letteratura polacca alla Sapienza Università di Roma. Dal 2020 è direttri­ce di “Ricerche slavistiche. Nuova serie”. Campi di ricerca: lingua e lettera­tu­ra polacca, letteratura per l’infanzia, traduzione letteraria, traduzione audiovisiva. È autrice di oltre centocinquanta pubblicazioni in polacco, in italiano e in inglese fra volumi, saggi, articoli e recensioni. Recentemente ha curato (con Maria Wyke) un volume di saggi su Quo vadis di Henryk Sienkiewicz (The Novel of Neronian Rome and Its Multimedial Transformations. Henryk Sienkiewicz’s “Quo vadis”. Oxford University Press, 2020).

Luca Vaglio è ricercatore a tempo determinato di lingue e letterature slave meridionali presso la Sapienza Università di Roma, ateneo in cui si è lau­re­a­to e ad­dottorato. È traduttore letterario, membro della redazione di “Ricerche sla­vistiche” e socio dell’Associazione Italiana degli Slavisti e della Société de Linguistique Romane. Ha tradotto e curato in edizione italiana opere di Ivo Andrić, Miloš Crnjanski, Rastko Petrović, Vladan De­sni­ca, Veljko Mi­lićević, Filip David. È autore della monografia Le stagioni del romanzo di Vla­dan Desnica. Gene­si, forme, poetica (Ro­ma 2020).

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