Fernando Malavolti. I diari delle ricerche 1935-1948

All’Insegna del Giglio
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Fernando Malavolti (Modena, 1913-1954) poliedrica figura di archeologo, geologo e speleologo, a partire dagli anni Trenta del Novecento condusse una instancabile attività di ricerca con indagini sistematiche nel territorio modenese, bolognese e reggiano. Fornì un fondamentale contributo allo studio della preistoria e in particolare del Neolitico dell’Italia settentrionale. Leggendarie rimangono le spedizioni organizzate nel 1938 e nel 1945 per studiare gli aspetti geologici, idrologici, botanici, faunistici, paletnologici e toponomastici dell’area carsica dei Gessi Triassici della Val Secchia (Reggio Emilia). Fra il 1935 e il 1948 affida la narrazione meticolosa di 13 anni di ricerche pionieristiche a una serie di Diari che, grazie alla disponibilità dei figli Mara e Marco, sono pubblicati integralmente in forma digitale, corredati da una trascrizione e da indici dei toponimi e dei nomi di persona. Il volume comprende una serie di saggi scientifici che ripercorrono i diversi campi di ricerca che Malavolti attraversò. Il volume si apre con un'ampia biografia che, grazie a una personale e diretta conoscenza dell'autore (A. Saltini) della famiglia e dell'ambiente culturale modenese, traccia le tappe della formazione scientifica e umana. I saggi successivi delineano l'importanza dello studioso nel panorama della ricerca archeologica del suo tempo (M. Tarantini), il fondamentale contributo che egli apportò nello studio della preistoria e del neolitico in Italia Settentrionale (A. Pessina), la ricerca archeologica sulle terramare emiliane (A. Cardarelli, G. Pellacani) e su siti dell'età del Ferro (S. Campagnari). La formazione naturalistica, che si accese in seguito alle esperienze maturate in seno al CAI e al gruppo speleologico locale che contribuì a fondare, portò Malavolti ad affrontare ricerche anche nell'ambito della geologia e della speleologia e lo spinse a percorrere campi di ricerca innovativi come quello archeometrico (S. Lugli e S. Piastra). Le pagine dei diari riportano anche una inedita testimonianza della città negli anni del secondo conflitto mondiale e tracciano il rapporto che Malavolti ebbe con la sua città e con il Museo Civico (S. Pellegrini, F. Piccinini).
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Additional Information

Publisher
All’Insegna del Giglio
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Published on
Oct 10, 2018
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Pages
130
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ISBN
9788878146570
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Best For
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Language
Italian
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Genres
Biography & Autobiography / General
Social Science / Archaeology
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atalogo della mostra – Modena, Museo Civico Archeologico Etnologico – 16 febbraio 2019-7 giugno 2020

Il progetto Storie d’Egitto, con la pubblicazione e la mostra preceduta e accompagnata da un articolato programma di indagini diagnostiche, coniuga discipline umanistiche e scientifiche interpretando efficacemente uno dei più importanti obiettivi del nuovo progetto culturale Ago. Fabbriche culturali. Prevede infatti lo studio collezionistico e storico-archeologico, oltre a un articolato programma di diagnostica e manutenzione conservativa dell’intero nucleo di antichità egiziane, una piccola raccolta composta da un’ottantina di reperti che si è costituita alla fine dell’800, negli anni successivi alla fondazione del Museo. La storia della sua formazione rappresenta un’interessante chiave di lettura dell’idea di Museo che guidò le scelte dei suoi fondatori e ci fa comprendere come già nella concezione museografica dell’epoca convivevano e si intrecciavano interessi umanistici e discipline scientifiche. I Musei quindi con questa operazione culturale attualizzano, rilanciandola all’interno di un nuovo importante progetto, la loro vocazione originaria.
La mostra, allestita nel grande salone dell’Archeologia al terzo piano del Palazzo di Largo Sant’Agostino, si caratterizzerà per un forte richiamo all’esposizione ottocentesca, inserito però in un contesto contemporaneo con video e apparati multimediali e proseguirà fino a giugno 2020 per consentire a più scuole di visitare la mostra e di fruire del percorso didattico collegato. Il dialogo con il pubblico più giovane sarà garantito anche da un progetto social finalizzato ad aggregare immagini e contenuti legati all’immaginario collettivo della mummia, dai fumetti, alla cinematografia, alla letteratura e molte saranno le iniziative collegate rivolte a differenti tipologie di pubblico che accompagneranno la mostra.
Importante è anche la rete delle collaborazioni istituzionali attivata, dal Museo Civico Archeologico di Bologna, al Dipartimento di Storia Culture e Civiltà dell’Ateneo bolognese con la sua cattedra di Egittologia, all’Università di Modena e Reggio Emilia, con il Dipartimento di Chimica e Scienze della Terra e il Polo Museale, fino alla Struttura di Radiologia dell’Azienda Ospedaliero- Universitaria di Modena che si è resa disponibile a realizzare diverse indagini, in orari straordinari per non incidere sul servizio pubblico.
Un’operazione importante quindi per promuovere una piccola ma significativa raccolta dei Musei Civici che – ne siamo certi – incontrerà il favore del pubblico e sarà apprezzata dagli esperti del settore per la sua impostazione metodologica. 

Gianpietro Cavazza
Vicesindaco e Assessore Cultura, Rapporti con Università e Scuola

 

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